lunedì 26 Gennaio 2026

La lezione del dottor Colangelo: “La gente si salva con atti concreti”. Bomber Simone Fioretti testimonial per Calabria Cardioprotetta

Un appello forte, diretto, che parte dallo sport ma parla a tutta la società. Il dottor Giuseppe Colangelo, da anni in prima linea per la diffusione della cultura del primo soccorso, torna a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della cardioprotezione, rilanciando il progetto Calabria Cardioprotetta con un messaggio chiaro: “La gente si salva con atti concreti”.

Il messaggio di Fioretti: “I defibrillatori sono un bene di tutti”

A sostegno dell’iniziativa è intervenuto anche il calciatore Simone Fioretti, ex Vigor Lamezia e Soriano, oggi protagonista in Eccellenza con la Rossanese. In un videomessaggio ha sottolineato l’importanza di tutelare i dispositivi DAE (defibrillatori semi-automatici) presenti sul territorio:

“Come uomo di sport e cittadino lametino appoggio in pieno il progetto Calabria Cardioprotetta. Educhiamoci alla cultura del primo soccorso e salvaguardiamo la nostra vita. I defibrillatori sono un bene pubblico, utilizzabile da tutti senza distinzioni di razza, sesso o cultura. Teniamone cura, perché sono importanti e soprattutto vitali”.

Defibrillatori inattivi: una criticità da affrontare subito

Colangelo ha denunciato come la maggior parte dei DAE installati nel Lametino, da Rocca di Neto a Belvedere Marittimo, risulti oggi inattiva per mancanza di manutenzione. Un paradosso ancora più drammatico se si pensa a quanto accaduto solo pochi giorni fa a Sambiase, in piazza 5 Dicembre, dove un uomo colpito da arresto cardiaco è morto a pochi metri da un defibrillatore perfettamente funzionante ma non utilizzato.

Formazione e sport: il binomio che può salvare vite

Il medico calabrese insiste sulla necessità di una formazione diffusa, soprattutto nello sport. Lo sport può e deve farsi veicolo di prevenzione e consapevolezza. Non basta installare i defibrillatori, serve manutenzione, formazione e capacità di intervento immediato.

Non a caso, negli ultimi giorni, Colangelo ha incontrato la Nocerina e il tecnico Sasà Campilongo, con cui è stato avviato un percorso di sensibilizzazione che porterà a un seminario sulla gestione dell’arresto cardiaco, dedicato ad atleti e staff tecnici.

La battaglia per la cardioprotezione non riguarda solo il mondo dello sport, ma l’intera comunità. È un invito a non lasciare che strumenti vitali diventino simboli abbandonati, a pretendere manutenzione regolare e a promuovere la formazione al primo soccorso in scuole, società sportive, luoghi pubblici.

Il messaggio di Colangelo e Fioretti è chiaro: la differenza tra vita e morte può essere questione di minuti. E solo atti concreti, supportati da responsabilità istituzionali e partecipazione collettiva, possono trasformare la Calabria in una vera regione cardioprotetta.

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