lunedì 26 Gennaio 2026

Reggiana-Catanzaro, le formazioni ufficiali: Dionigi e Aquilani a specchio

Il Mapei si accende piano, come un’autoradio vecchia che però suona ancora forte. Sfilano i bambini a bordocampo, entrano gli arbitri, poi le squadre. Le formazioni ufficiali tolgono gli ultimi veli: niente sorprese clamorose, solo scelte pensate, di quelle che ti dicono già che partita sarà.

Reggiana-Catanzaro, l’avvio: specchiarsi per colpirsi

Davide Dionigi non cambia traccia. Reggiana col 3-4-2-1, ordinata e verticale: Motta tra i pali; Papetti–Rozzio–Bonetti a protezione; Rover a destra e Marras a sinistra con licenza di strappo; in mezzo la cerniera Reinhart–Bertagnoli, pochi fronzoli e tanta gamba; sulla trequarti Tavsan e Portanova a ronzare attorno al riferimento Gondo. È il copione granata: baricentro medio, pressione a ondate, attesa dell’errore per risalire il campo in pochi tocchi.

Alberto Aquilani risponde a specchio, ma con un’idea diversa di possesso: Catanzaro 3-4-2-1Pigliacelli in porta; dietro Bettella–Antonini–Di Chiara per uscire puliti; sulle corsie la notizia: D’Alessandro vince il ballottaggio e parte a destra, Favasuli a sinistra; dentro al campo sostanza e letture, Rispoli (preferito a Petriccione) accanto a Pontisso; tra le linee la qualità di Oudin e l’energia di Cissé; davanti, come sempre, il faro: capitan Iemmello.

Dove si gioca davvero

Se togliamo i moduli dalla lavagna, resta la partita nei dettagli. La Reggiana proverà a portare Portanova e Tavsan tra le spalle dei centrali giallorossi, cercando l’uno contro uno aperto di Marras sul lato debole. Lì D’Alessandro dovrà correre due partite: spinta quando il Catanzaro tiene palla, rincorsa quando Dionigi allunga sulle transizioni.

Dall’altra parte Aquilani chiede ampiezza, ma soprattutto pazienza. Il corridoio pulito per Oudin tra le linee, gli appoggi corti su Iemmello che esce e lega, le seconde palle presidiate da Cissé: è qui che i giallorossi possono cambiare ritmo. Rispoli aggiunge centimetri e letture sulle palle sporche, Pontisso detta tempi e coperture. Il resto è occupazione del campo: quando il Catanzaro si assesta alto, Di Chiara alza la linea e l’uscita sul primo pressing diventa un tre più uno vero.

Le chiavi emotive

Tre pareggi ti raccontano una squadra viva ma incompiuta. Oggi l’asticella è mentale: restare puliti quando la Reggiana ti spinge sui binari laterali, non farsi trascinare in una partita solo fisica. Aquilani chiede personalità: riconoscere il momento per alzarsi, quello per addormentarla. Dionigi, al contrario, vuole gara a strappi, duelli, campo lungo per Gondo.

La sfida è complessa, richiede equilibrio tra strategia e istinto. La squadra deve mantenere la concentrazione, evitare di farsi sopraffare dalla pressione avversaria, e sfruttare ogni opportunità per segnare. La gestione del tempo e delle emozioni sarà cruciale per ottenere un risultato positivo.

Panchine che pesano

Nel secondo tempo entrano anche le scelte di contorno: Nuamah è l’arma di profondità se D’Alessandro cala; Petriccione può dare bussola e palleggio se la partita richiede più gestione; Pittarello aggiunge fisicità in area se Iemmello deve sporcare meno palloni. Dalla parte granata, occhio a Novakovich per cambiare la dimensione del fronte e ai cambi sulle fasce, dove Dionigi ruota spesso per tenere alta l’intensità.

Il quadro in una riga

I sistemi si riflettono nelle azioni, mentre le intenzioni rimangono nascoste: la Reggiana adotta un approccio più diretto e lineare, mentre il Catanzaro si distingue per un gioco più elaborato e manovrato. Nel mezzo di queste due strategie, gli episodi di gioco e la capacità mentale dei giocatori giocano un ruolo cruciale nel determinare l’esito della partita.


Reggiana-Catanzaro: Le formazioni ufficiali

Reggiana (3-4-2-1): Motta; Papetti, Rozzio, Bonetti; Rover, Reinhart, Bertagnoli, Marras; Tavsan, Portanova; Gondo.
All.: Dionigi.

Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Bettella, Antonini, Di Chiara; D’Alessandro, Rispoli, Pontisso, Favasuli; Oudin, Cissé; Iemmello.
All.: Aquilani.


La sensazione, guardando i volti nel tunnel, è che oggi conti più la lucidità della frenesia. Chi riconoscerà per primo il momento buono, farà il passo che fin qui è mancato.

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