Massimo Donati difende la sua Sampdoria dopo lo 0-0 contro il Catanzaro, ma non può nascondere la delusione per una classifica che vede i blucerchiati ancora ultimi in Serie B. Il tecnico della Sampdoria, intervistato da PrimoCanale.it dopo il pareggio con il Catanzaro, ha analizzato con lucidità una prestazione che ha portato il primo clean sheet stagionale ma che non è bastata a conquistare i tre punti contro una squadra giallorossa solida e organizzata. Donati dopo Sampdoria-Catanzaro ha dovuto fare i conti anche con i fischi del pubblico di Marassi, giustificandoli ma difendendo l’impegno dei suoi ragazzi.
Donati: “Difesa a tre funziona, ma dobbiamo creare di più”
Nella conferenza stampa dopo Sampdoria-Catanzaro riportata da PrimoCanale.it, Massimo Donati ha sottolineato i progressi difensivi della sua squadra: “Nelle ultime tre partite ci siamo messi con la difesa a tre e sta andando meglio. L’aspetto positivo è non aver preso gol, la prima volta nella stagione”. Un dato che testimonia come il cambio tattico stia dando i suoi frutti, con la Sampdoria che ha finalmente trovato solidità dietro dopo un avvio di campionato disastroso.
Ma Donati dopo Sampdoria-Catanzaro ha anche evidenziato i limiti offensivi della sua squadra: “Nel primo tempo abbiamo lasciato a loro più palleggio e abbiamo avuto più occasioni. Nel secondo tempo abbiamo lasciato più palleggio e abbiamo creato meno. Però di sicuro dobbiamo cercare di creare di più”. Il tecnico blucerchiato ha riconosciuto che l’assenza di Cherubini e Pedrola pesa, ma ha anche lanciato un messaggio chiaro: “Mancano Cherubini e Pedrola, è vero, ma dobbiamo fare di più”.
Come raccontavamo nell’analisi post-partita, il Catanzaro ha dominato il possesso palla nel primo tempo, creando occasioni nitide con Iemmello, Pontisso e Cisse. La Sampdoria ha risposto nella ripresa, ma senza mai impensierire davvero Pigliacelli. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca a entrambe le squadre, ma che per i blucerchiati rappresenta almeno un punto di partenza difensivo.
Pafundi trascinatore: Donati dopo Sampdoria-Catanzaro elogia il talento
Massimo Donati ha speso parole di elogio per Simone Pafundi, il giovane talento classe 2006 che ha illuminato la serata di Marassi: “È il più vivace perché ha caratteristiche diverse rispetto agli altri. Può sprintare e fare la giocata importante. Tutte le partite vengono risolte o da piazzati o da giocate importanti. Noi dobbiamo trovare la soluzione per accenderlo il più possibile”.
Ma Donati dopo Sampdoria-Catanzaro ha anche lanciato un avvertimento: “Voglio che si accendano anche tutti gli altri. Non possiamo pensare che Pafundi ci risolva le partite. Lui ha fatto un’ottima partita. Però dobbiamo creare di più”. Il tecnico ha citato l’occasione sprecata da Cuni nel secondo tempo, quando il centravanti croato ha mancato il controllo su una palla che lo avrebbe lanciato a tu per tu con Pigliacelli: “Mi viene in mente una bella palla per Cuni che non è stata controllata, lì andava in porta da solo”.
Sul finale di partita, Pafundi è uscito per crampi, ma Donati ha rassicurato tutti: “Per Pafundi solo crampi comunque”. Una buona notizia per una Sampdoria che non può permettersi di perdere il suo giocatore più talentuoso in un momento così delicato della stagione. Come evidenziato nell’analisi della sesta giornata Serie B, Pafundi è l’unico elemento della rosa blucerchiata capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, ma da solo non può bastare.
Donati difende Cuni e risponde ai fischi: “Bellemo non meritava”
Uno dei temi caldi della conferenza stampa di Donati dopo Sampdoria-Catanzaro è stato il rendimento di Marvin Cuni, centravanti croato che sta facendo fatica nel ruolo di prima punta. Il tecnico ha difeso il suo attaccante: “Cuni faceva fatica a sentirmi, lui è un generoso e a volte perde energie perché corre male. Ma il suo impegno è sempre massimo. Bisogna solo aggiustarlo”.
Donati ha poi spiegato le caratteristiche di Cuni e perché lo preferisce a Massimo Codacome titolare: “Cuni fa un grande lavoro senza palla, tanto nella fase difensiva. Nel calcio di oggi credo che tutti debbano difendere. Poi sprecando troppe energie, corre anche quando non dovrebbe. Lo so anche io che può giocare anche più esterno. Ora abbiamo lui e Coda. Se metto Coda all’inizio ho un po’ meno fase difensiva”.
Ma il momento più toccante della conferenza stampa di Donati dopo Sampdoria-Catanzaro è arrivato quando il tecnico ha commentato i fischi del pubblico di Marassi al termine della partita: “I fischi sono figli della classifica e figli del fatto che siamo alla Sampdoria e siamo in questa posizione di classifica. E quindi sono giusti”. Una presa di coscienza lucida e coraggiosa, che testimonia come Donati sia consapevole della gravità della situazione.
Ma il tecnico blucerchiato ha anche difeso l’impegno dei suoi ragazzi: “Credo però non siano giusti per una squadra che ha dato tutto. Il simbolo è Bellemo, ha messo il cuore in campo. Tornava titolare. Bellemo credo non meritasse i fischi. Ma neppure gli altri. Stiamo cercando di mettere in carreggiata tutta la situazione. Se la gente fischia lo faccia, ma non sia mai che i fischi arrivino perché non vedono l’impegno della squadra. Non è così”.
Parole che testimoniano come Donati stia cercando di proteggere un gruppo fragile, ultimo in classifica con soli 2 punti dopo sei giornate. La Sampdoria è in piena crisi, e il pareggio contro il Catanzaro non cambia la sostanza: i blucerchiati devono iniziare a vincere, e in fretta. Domenica prossima ci sarà un’altra occasione, con il rientro di Cherubini che darà un’opzione in più a un attacco che fatica a trovare la via del gol.
Donati dopo Sampdoria-Catanzaro ha lanciato un messaggio chiaro: “Non ci adagiamo da nessuna parte. Sappiamo che siamo la Sampdoria, che c’è un popolo dietro di noi, che abbiamo una maglia importante. Dobbiamo fare meglio già domenica”. Parole che suonano come un ultimatum, per sé stesso e per i suoi giocatori. La Sampdoria non può permettersi altri passi falsi, e il tempo per risalire la classifica sta per scadere.
