Il Catanzaro, grazie a due vittorie consecutive importanti e convincenti, si toglie dalla zona rossa e si porta con un grande balzo al dodicesimo posto in classifica. La vittoria casalinga con il Palermo, oltre ad essere stata la prima in casa dopo alcuni mesi, aveva rappresentato anche la prima affermazione del campionato in assoluto, preceduta da sei pareggi e due sconfitte consecutive.
A Mantova e con la seconda vittoria, si è anche ottenuto il primo exploit in trasferta. In ambedue le gare si è avuto sin dall’inizio lo schieramento con tre centrocampisti, dopo che questa richiesta era stata formulata al tecnico Aquilani, più o meno consapevolmente e da più parti. Chi scrive aveva chiaramente espresso perplessità sull’utilizzo del pur talentuoso Oudin a “pestarsi i piedi” con Cisse e anche Iemmello sulla trequarti.
Inoltre il francese era chiamato a compiti da centrocampista e questo ci faceva esprimere la preferenza di avere in quella posizione un interno di ruolo e non adattato. E infatti l’ingresso di Rispoli con la sua tecnica unita a grande rapidità e anche quello tanto atteso di Buglio, hanno conferito al centrocampo più sostanza e qualità.
C’è da dire, e questo l’avevamo rilevato con puntualità, che anche quando si schieravano solo due centrocampisti veri e di ruolo, la zona mediana del campo non era mai realmente a due. Questo perché sia Oudin che Cisse indietreggiavano molto in fase di non possesso e Favasuli o Cassandro si producevano nel doppio lavoro di esterni che andavano a dare presenza anche in mezzo al campo dalla parte destra.
Detto questo, bisogna ad onor del vero anche aggiungere che la partita di Mantova è stata vinta grazie all’ingresso contemporaneo di Pontisso, Nuamah e Iemmello, disposti in campo nuovamente in una sorta di 3-4-2-1 molto veloce e produttivo. Questo perché sulla destra Favasuli è stato devastante e al suo ingresso anche Nuamah ha seminato il panico sull’out opposto di sinistra.
Quanto esposto certifica che il 3-5-2 non è la PANACEA. Mister Aquilani deve potersi esprimere con più abiti tattici e il centrocampo a tre come punto di riferimento importante ma non imperativo, perché di assoluto nel calcio come nella vita c’è ben poco.
Pietro Iemmello leader irrinunciabile e anima tecnico/tattica della squadra, questo sì che può definirsi un concetto pressoché ASSOLUTO, insieme alla leadership del grandissimo estremo difensore Pigliacelli che è diventato anima, cuore e primo custode dei risultati della squadra giallorossa.
Il terzo fattore, primo nei numeri offensivi, è diventato il FENOMENO CISSE, per la verità inaspettato da tutti a questi livelli. Un fuoriclasse del 2006 che purtroppo ha come unico difetto quello di non essere di proprietà. Quello che fa questo ragazzo in campo, sta suscitando la curiosità di tutta l’Italia calcistica, addetti ai lavori e non, ma anche di mezza Europa.
Si sa con certezza che le partite del Catanzaro sono attenzionate, grazie soprattutto a lui, da osservatori e operatori di mercato ai più alti livelli. Uno così, unito ai già citati portiere Pigliacelli e Capitan Iemmello, nella Serie Cadetta non ce l’ha e non li ha DAVVERO NESSUNO.
Partendo da questa forte consapevolezza e al di là delle scelte del tecnico riferite a modulo e uomini, occorre affrontare il resto del campionato, a cominciare dalla difficilissima partita odierna contro il fortissimo Venezia di mister Giovanni Stroppa. Squadra di grande capacità fisica e tecnica, piena zeppa di stranieri, l’unico italiano in campo nelle ultime partite è stato il mezzo esterno avanzato Pietrelli.
Una squadra molto dinamica che ama avere sempre palla e quando l’avversario prende il pallino del gioco, è sempre pronta a ripartire in velocità sia con gli esterni Hainaut e il già citato Pietrelli che con verticalizzazioni improvvise su Adorante, abilissimo ad attaccare la profondità sia fisicamente che tecnicamente.
Da segnalare anche il funambolico Yeboah in attacco e chiaramente Busio, leader tecnico e anima del centrocampo veneziano. Un vero 3-4-1-2, debordante fisicamente e molto valido tecnicamente.
Al Ceravolo dovrebbe schierarsi con il seguente undici: Stankovic in porta; reparto difensivo a tre composto dai tre colossi Schingtienne, Svoboda e Sverko; Hainaut, Doumbia, Kike Perez e Pietrelli; Busio dietro a Yeboah e Adorante.
Il Catanzaro dal canto suo dovrebbe confermare il 3-5-2 che ha conseguito la prima vittoria contro il Palermo: Pigliacelli tra i pali; Brighenti (Bettella), Antonini e Cassandro; Favasuli e Di Chiara quinti, con Petriccione, Rispoli e Pontisso in mezzo al campo; il magnifico duo Cisse e Iemmello in attacco.
Ma attenzione, diamo al mister l’assoluta fiducia e libertà di poter schierare Nuamah sull’esterno di sinistra. Molto improbabile nel 3-5-2 iniziale perché il ragazzo non possiede ancora le conoscenze tattiche richieste dal delicatissimo ruolo di quinto, potrebbe venire utile a partita in corso e in un successivo 3-4-2-1, o addirittura 4-4-2.
Ricordiamoci con estremo realismo che per impiegare un esterno o comunque un calciatore offensivo in più, accanto o di supporto a Iemmello e Cisse, bisogna per forza o schierare la difesa a quattro, o il centrocampo a due. Tertium non datur, dicevano i latini.
E allora affidiamoci al mister e alla sua finalmente trovata alchimia con calciatori ed ambiente. Ricordando sempre che Aquilani ha il grande merito, nonostante scelte non sempre condivisibili e da noi puntualmente esposte sin da subito, di aver dall’inizio BATTEZZATO il fenomeno Cisse, preferendolo a chiunque altro.
Questo ha determinato l’esclusione di un talento come Liberali, da tutti a gran voce voluto in campo. Il mister ha dimostrato comunque coraggio e oculatezza nella scelta, perché Cisse è davvero di un altro pianeta rispetto a tutti gli altri calciatori offensivi poco impiegati.
E ribadiamo un concetto inattaccabile: se il modulo deve essere il 3-5-2, il nostro Liberali e anche altri calciatori offensivi, troveranno poco spazio perché Cisse non è alla loro portata.
In uno schieramento che prevedesse due calciatori offensivi dietro la punta, allora un Liberali/Cisse dietro a Iemmello sarebbe più che possibile e anche auspicabile poter vedere.
Ma siccome si gioca in undici, bisogna essere consapevoli che uno dei due MANTRA rappresentati da difesa a tre e centrocampo a tre, debbano NECESSARIAMENTE essere messi in discussione.
Uno dei due reparti dovrebbe essere schierato per forza a due, non esiste alternativa.
Anche l’inserimento di Liberali tra i centrocampisti è di ardua realizzazione. Il ragazzino è molto leggero fisicamente e ci sono già quattro potenziali titolari come Petriccione, Pontisso, Rispoli e Buglio a contendersi due o tre maglie. E un quinto centrocampista come Pompetti che sarà sicuramente titolare, sta per tornare.
Cerchiamo di capire con equilibrio ed intelligenza che non è facile operare delle scelte che piacciano a tutti. E il mister deve essere libero di fare ciò che è più giusto ed equilibrato per la squadra.
Non si può chiedere TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO, senza neanche capire cosa comporti una scelta piuttosto che un’altra.
