lunedì 26 Gennaio 2026

Catanzaro, sei under in campo: la rivoluzione giovane di Aquilani

Il Catanzaro ha chiuso la sfida contro il Venezia con cinque giovani under in campo, quella contro l’Empoli addirittura con sei. Non è un dettaglio statistico da archiviare rapidamente: è una scelta tecnica precisa, un segnale di visione che Alberto Aquilani sta inviando all’intero ambiente giallorosso. Mentre molte squadre di Serie B faticano a dare fiducia ai giovani, le Aquile stanno costruendo un’identità capace di unire freschezza atletica e necessità economiche, con risultati che oscillano tra l’entusiasmo e la riflessione tattica. La partita vinta contro i lagunari ha mostrato la faccia migliore di questa strategia, quella con l’Empoli ha evidenziato invece le fragilità che possono emergere quando il talento giovane si scontra con l’esperienza e la cattiveria agonistica delle avversarie.​​

I protagonisti della rivoluzione verde di Aquilani

Il nucleo iniziale è lo stesso in entrambe le gare: Costantino Favasuli (2004), Fabio Rispoli (2006) e Alphadjo Cisse (2006) hanno formato la base titolare della nuova linea giallorossa. Favasuli, esterno destro dalla spinta continua e dall’intensità encomiabile, è stato premiato con un 7,5 nelle pagelle di Catanzaro-Venezia. Il classe 2004 si è dimostrato uno dei migliori interpreti della categoria per dinamismo e capacità di coprire tutta la fascia, prezioso sia in fase offensiva che difensiva. Rispoli, centrocampista polivalente e solido tatticamente, e Cisse, trequartista marcato con attenzione dagli avversari, completano il trio di giovani su cui Aquilani ha scommesso sin dal primo minuto.​​

Dalla panchina sono arrivati altri contributi fondamentali: Patrick Nuamah (2005), Gabriele Alesi (2004), Ervin Bashi (2005) e Mattia Liberali (2007). Contro il Venezia, Alesi è entrato al 75′ e cinque minuti dopo ha timbrato il gol decisivo, dimostrando che la freschezza atletica unita alla qualità può fare la differenza nei finali di partita. Liberali, il più giovane del gruppo, è entrato nei minuti di recupero per gestire il risultato, ma la sua presenza testimonia quanto il club stia investendo sul futuro. Contro l’Empoli, lo stesso terzetto (Nuamah, Alesi, Liberali) è subentrato al 60′, al 77′ e ancora al 77′, sostituendo elementi esperti come Di ChiaraBrighenti e Buglio.​​

Freschezza e qualità: l’arma a doppio taglio

Al “Ceravolo”, contro il Venezia, la strategia dei giovani ha funzionato alla perfezione. La squadra ha saputo soffrire, reggere l’urto fisico degli avversari e poi colpire nei momenti decisivi grazie alla rapidità e alla voglia degli under. Nuamah ha creato l’azione che ha portato al gol di Alesi all’80’, regalando tre punti pesantissimi e confermando la terza vittoria consecutiva. Quella sera il Catanzaro ha dimostrato di avere nelle gambe dei suoi giovani una risorsa autentica, capace di cambiare l’inerzia di una gara complicata.

Al “Castellani” di Empoli, però, lo scenario è stato diverso. Nonostante l’ingresso dei tre giovani nella ripresa abbia portato più dinamismo e voglia, la squadra non è riuscita a trovare il pareggio, complice anche un rigore concesso per un tocco di mano ingenuo di Iemmello. I toscani, ben organizzati e cinici, hanno gestito il vantaggio anche con un uomo in meno, lasciando i giallorossi con la frustrazione di una prestazione generosa ma sterile. La freschezza fisica non è bastata a sopperire alla mancanza di cinismo e di lucidità negli ultimi metri.

Minutaggio under e futuro economico

La scelta di Aquilani non è solo tecnica: risponde anche a esigenze legate al contributo per il minutaggio under, fondamentale in Serie B. La Lega B eroga premi economici alle società che impiegano in campo giovani nati dal 2004 in poi e convocabili nella nazionale under 21 italiana. Il Catanzaro si è attrezzato con sei giocatori che rispettano entrambi i requisiti, puntando a essere uno dei club a spartirsi questi contributi. La difficoltà aggiuntiva è rappresentata dallo “scalino” di due anni rispetto alla stagione precedente, quando gli under coinvolti erano quelli nati dal 2002 in poi. Non tutte le società si sono mosse con la stessa lungimiranza del club calabrese, che ha scelto di abbinare la necessità economica a una visione sportiva chiara: crescere i talenti per competere con continuità.

Il bivio tra presente e futuro

Chiudere con cinque o sei under in campo può essere interpretato in due modi: come una dichiarazione d’intenti ambiziosa o come un rischio calcolato che può costare caro nei momenti decisivi della stagione. Il Catanzaro ha dimostrato di saper vincere con questa formula, ma anche di poter pagare dazio quando gli avversari alzano il livello di intensità e cattiveria agonistica.

La prossima sfida per Aquilani sarà trovare l’equilibrio giusto tra la fiducia nei giovani e la gestione degli elementi d’esperienza, evitando che l’entusiasmo si trasformi in ingenuità. Le prossime partite diranno se questa strategia potrà sostenere le ambizioni giallorosse per l’intera stagione, o se sarà necessario un ricambio più equilibrato tra passato e futuro.

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