lunedì 26 Gennaio 2026

Il ritorno della regina: con l’album “G”, Giorgia corona il suo anno di rinascita

“Il mio anno migliore, migliore, migliore”. Così Giorgia definisce il 2025, un anno di rinascita artistica che, dopo il trionfo a Sanremo e il tour, si corona con l’uscita del suo nuovo album, “G”.

Il disco, il primo dopo “Blu” del 2023 che – come ammette la stessa artista – «non era andato come sperato», arriva in un momento di picco della sua popolarità, sancito dal successo del singolo “La cura per me” (in duetto con Blanco, presente anche nell’album) e dalla sua riconquistata centralità nelle classifiche e nel dibattito musicale.

“G”, l’essenza di un’artista

La scelta del titolo, semplice e potente, non è casuale. In un’intervista a Rolling Stone Italia, Giorgia ha svelato i molti significati dietro quella singola lettera: un richiamo al suo album d’esordio “Giorgia”, il soprannome con cui la chiamano amici e collaboratori, il numero 7 (la settima lettera dell’alfabeto, lo stesso numero conteso con Pippo Baudo), e l’accordo di Sol, il suo preferito. Un simbolo che racchiude un’intera carriera e un’identità artistica ormai matura.

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Le sonorità: tra classicità e modernità

“G” si configura come un album eterogeneo ma coeso, una sintesi perfetta del suo percorso. Come sottolinea una recensione di dg85.it, che lo ha definito un “capolavoro contemporaneo”, il disco spazia dalle grandi ballad alla Giorgia – come “Golpe”, “Niente di Male”, “Paradossale” e “Carillon” – a sonorità più pop e urban, già esplorate nel singolo estivo “L’Unica” e in tracce come “Rifare Tutto” e “Tra Le Lune e Le Dune”.

La sua voce, universalmente riconosciuta come una delle più potenti della scena italiana, resta il filo rosso che unisce ogni traccia, dimostrando una capacità di adattarsi a sound contemporanei senza tradire la sua essenza.

I temi: l’amore maturo e la consapevolezza

I testi dell’album raccontano la Giorgia di oggi. Non più le grandi tematiche sociali di un tempo, ma una visione più intima e personale. Il focus è sull’amore maturo e sulle sue sfide, come la paura di dare le cose per scontate in una relazione di lunga data.

«Oggi mi devi dimostrare più di ieri!», scherza l’artista con Rolling Stone, parlando delle “problematiche di un amore duraturo”. In brani come “Odio corrisposto” emerge anche una riflessione esistenziale più ampia, sull’insoddisfazione e sulla difficoltà di godersi il presente senza l’ansia di un “altro treno” da prendere.

Una nuova fase di serenità

L’artista si definisce “Terminator” per la sua capacità di rialzarsi sempre, e parla di questa nuova fase con gratitudine. «La cosa bella di non avere vent’anni è che le cose possono cambiare, si possono trasformare. È una cosa meravigliosa», ha dichiarato, mostrando una consapevolezza che la porta a proteggere la sua “fiammella” artistica dalle pressioni del successo e dei social network, che pure riconosce come strumenti che le hanno dato una nuova percezione del suo impatto sul pubblico.

Con “G”, Giorgia non solo consegna al pubblico un disco molto atteso, ma sigilla il suo ritorno da protagonista assoluta della musica italiana, confermandosi un’artista capace di evolversi senza rinnegare se stessa, e di parlare al cuore del suo pubblico con rinnovata autenticità.

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