Il Catanzaro è uscito con le ossa rotte dal “Castellani” di Empoli, una sconfitta che ha fatto male non tanto per il risultato quanto per le modalità con cui è arrivata. L’1-0 finale, frutto di un rigore ingenuo di Pietro Iemmello trasformato da Shpendi, ha spezzato una striscia positiva che aveva illuso tifosi e addetti ai lavori sulla reale solidità della squadra di Alberto Aquilani.
A commentare la prestazione opaca dei giallorossi ci ha pensato Antonio Soda, ex attaccante delle Aquile e oggi allenatore, che ai microfoni di Esperia TV – come riportato da IlCalcioCalabrese.it – ha analizzato senza giri di parole le lacune emerse in terra toscana. L’amarezza nelle parole di Soda tradisce l’aspettativa tradita: “Non me l’aspettavo”, ha ammesso il tecnico crotonese, evidenziando come le recenti vittorie consecutive avessero generato un entusiasmo forse prematuro.
Il Catanzaro aveva saputo battere squadre importanti come il Venezia e il Palermo al Ceravolo e ribaltare il risultato in rimonta sul campo del Mantova (3-1), dimostrandosi squadra matura e cinica nei momenti decisivi. Proprio per questo il passo falso di Empoli brucia ancora di più: l’occasione di dare continuità a un percorso virtuoso è sfumata nel modo più frustrante possibile, contro un avversario rimasto in dieci uomini per oltre quaranta minuti.
La superiorità sprecata
“Contro l’Empoli, secondo me, il Catanzaro poteva anche vincere”, ha sottolineato Soda con lucidità. L’espulsione di Popov al 44′ del primo tempo per doppia ammonizione avrebbe dovuto rappresentare il momento di svolta, l’opportunità per ribaltare l’inerzia di una gara bloccata e priva di emozioni. Invece, i giallorossi hanno mostrato esattamente il contrario: timidezza, prevedibilità, assenza totale di iniziativa offensiva.
“Quello che è mancato al Catanzaro è stato il coraggio”, ha chiosato Soda con una frase che racchiude l’essenza della prestazione: una squadra incapace di osare, di alzare il baricentro, di aggredire un Empoli rinchiuso nella propria metà campo e pronto a difendere il minimo vantaggio. La statistica più impietosa parla di zero tiri nello specchio della porta nel corso di tutta la partita, un dato che fotografa l’involuzione tattica e mentale della squadra.
Aquilani, nel post-gara, aveva parlato di “passi indietro” e di una prestazione “apatica e superficiale”, parole durissime che confermano il giudizio negativo dell’ex giocatore giallorosso. Il tecnico romano aveva provato a scuotere i suoi inserendo Pandolfi e Nuamah, ma anche in inferiorità numerica l’Empoli ha rischiato di raddoppiare con Pellegri, più volte pericoloso nel finale.
Iemmello e il problema del gol
Tra gli argomenti toccati da Soda, quello relativo a Pietro Iemmello risulta particolarmente delicato ma necessario. “Iemmello ora sta facendo un po’ di fatica, ma resta un grande giocatore, un calciatore di categoria superiore”, ha precisato l’allenatore, riconoscendo al capitano giallorosso il valore indiscusso ma sottolineando anche un momento di appannamento.
Il rigore causato con un tocco di gomito ingenuo è stato solo l’episodio più eclatante di una prestazione sottotono, nella quale il bomber di Catanzaro è apparso isolato, poco servito e incapace di incidere come nelle settimane precedenti. Soda non si è limitato alla difesa d’ufficio del capitano, ma ha posto una questione tattica di fondo: “Va sostenuto, come va sostenuta tutta la squadra, altrimenti si rischia di creare un ambiente ostile”.
“A mio avviso al Catanzaro manca una punta: se si fa fatica a segnare, è inutile fare tanto possesso palla”, ha proseguito Soda, individuando nel reparto offensivo la vera lacuna della rosa giallorossa. “Per il tipo di gioco che propone il Catanzaro, servirebbe un finalizzatore che sappia aprire spazi e allo stesso tempo fare coppia con Iemmello”, un’analisi che mette in discussione le scelte di mercato estive e la costruzione della squadra.
Giovani e prospettive future
L’intervento di Soda ha toccato anche l’aspetto progettuale della società. “La società ha puntato molto sui giovani. Il Catanzaro deve fare il suo campionato”, ha osservato il tecnico, riconoscendo la scelta del club di investire su profili emergenti piuttosto che su nomi già affermati. Una strategia comprensibile dal punto di vista economico e sostenibile, ma che espone inevitabilmente la squadra a maggiori rischi di discontinuità.
“È un peccato, perché dopo le vittorie consecutive mi aspettavo una prestazione più matura a Empoli. Questa, invece, è stata deludente, ma il campionato è ancora lungo”, ha concluso Soda con una nota di ottimismo temperato. Il riferimento alle vittorie recenti – tra cui quella prestigiosa contro il Venezia al Ceravolo e la rimonta sul campo del Mantova – testimonia come il potenziale della squadra esista e sia stato dimostrato sul campo.
La classifica, al momento, vede il Catanzaro in zona di metà classifica con 15 punti, frutto di 3 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte. Una posizione tranquilla ma priva di prospettive entusiasmanti, a distanza dalla zona playoff sia da quella playout. Il prossimo impegno casalingo contro il Pescara – in programma venerdì 21 novembre al “Ceravolo” – rappresenterà un banco di prova fondamentale per capire la reale capacità di reazione della squadra.
Aquilani dovrà lavorare soprattutto sull’aspetto mentale, quello che ad Empoli è mancato più di tutto: il coraggio di osare, di crederci fino in fondo, di non accontentarsi di una gestione sterile del possesso palla. Le parole di Antonio Soda, uomo di calcio che conosce profondamente l’ambiente giallorosso, suonano come un campanello d’allarme ma anche come uno stimolo. Il Catanzaro ha dimostrato di poter competere con chiunque in questa Serie B, ma serve maggiore personalità nei momenti chiave e quel finalizzatore che possa affiancare efficacemente Iemmello. Il campionato è davvero lungo, come ricorda Soda, e c’è tutto il tempo per correggere la rotta prima che il ritardo dalla zona playoff diventi incolmabile.
