Danilo Pagni, direttore sportivo di lungo corso con un curriculum che spazia dalla Serie A alle categorie inferiori dove ha costruito squadre vincenti, ha analizzato ai microfoni di Esperia TV il momento del Catanzaro – come riportato da IlCalcioCalabrese.it – offrendo una lettura lucida e senza filtri della squadra giallorossa. Le sue parole toccano diversi temi cruciali: dalla personalità emergente di Alberto Aquilani fino alle scelte di mercato della società calabrese, passando per valutazioni tecniche su singoli interpreti che stanno caratterizzando questa prima parte di stagione in Serie B.
L’analisi di Pagni parte proprio dalla panchina, dal giovane tecnico romano che ha raccolto l’eredità di Fabio Caserta con la responsabilità di proseguire un progetto ambizioso. “Aquilani mi piace a livello comunicativo: ha una discreta personalità e quando parla è sempre pertinente. È un allenatore ancora in formazione, ma con idee chiare”, ha dichiarato il direttore sportivo, riconoscendo al tecnico quella maturità comunicativa che spesso manca agli allenatori alle prime esperienze.
Aquilani, reduce dalla salvezza ottenuta al Pisa nella stagione 2023-24 e da tre anni di successi alla guida della Primavera della Fiorentina – con due Coppe Italia e una Supercoppa di categoria vinte – sta costruendo la propria identità tattica in una piazza difficile come Catanzaro. Il direttore sportivo Ciro Polito ha più volte ribadito pubblicamente la fiducia totale nel progetto tecnico, sottolineando come non ci sia mai stato alcun dubbio sulla permanenza del mister nonostante qualche momento di difficoltà.
Una squadra ridimensionata ma rispettabile
La valutazione sulla rosa giallorossa non lascia spazio a illusioni ma nemmeno a disfattismo. “La squadra non è molto forte, ma è una buona squadra”, ha spiegato Pagni con la franchezza che caratterizza chi conosce profondamente i meccanismi della Serie B. “Aquilani allena un gruppo in cui sono stati fatti investimenti sui giovani, mentre negli ultimi anni quelli sugli over sono diminuiti. Il Catanzaro ha scelto, in modo rispettabile, di ridimensionarsi anche a livello economico e credo abbia fatto bene”, ha aggiunto.
Gli investimenti sui giovani – da Costantino Favasuli a Alphadjo Cisse, passando per altri profili under 21 italiani come Rispoli, Liberali e Nuamah – rappresentano non solo una scelta tecnica ma anche economica. Lo stesso Polito ha più volte sottolineato con orgoglio come il Catanzaro abbia diversi giovani convocati nelle nazionali giovanili, segno tangibile della qualità del lavoro svolto sul mercato. Una strategia che comporta inevitabilmente maggiore discontinuità rispetto all’impiego massiccio di giocatori esperti, ma che nel medio-lungo periodo può rivelarsi vincente.
Iemmello, il re indiscusso
Il capitolo più suggestivo dell’intervista riguarda Pietro Iemmello, attaccante simbolo del Catanzaro e autentico trascinatore nelle ultime stagioni in giallorosso. “Iemmello è il re di Catanzaro. Questo carisma se l’è conquistato con i gol, perché è stato determinante, anche se – è ovvio – fino ad un certo punto. Iemmello è il Van Basten di questa Serie B”, ha dichiarato Pagni con un paragone audace che rende perfettamente l’idea dell’importanza del bomber calabrese.
Il paragone con il leggendario attaccante olandese non si riferisce al livello assoluto delle prestazioni, ma alla statura relativa all’interno della categoria: Iemmello è un giocatore di livello superiore rispetto alla Serie B, un finalizzatore capace di fare la differenza sistematicamente. I numeri della sua carriera in cadetteria parlano chiaro: 72 gol complessivi in 202 presenze, con picchi stagionali da 19 reti nel 2019-20 con il Perugia e 17 gol nella scorsa annata.
Quest’anno, pur in un momento di flessione individuale e collettiva, il capitano giallorosso ha comunque segnato 3 gol nelle prime 12 giornate di Serie B, confermandosi riferimento imprescindibile per la manovra offensiva di Aquilani. Il legame tra Iemmello e la piazza è fortissimo: nel 2023 ha rinnovato fino al 2025, poi a settembre 2024 ha prolungato ulteriormente fino al 2026, e ora fino al 2027, testimoniando una fedeltà rara nel calcio moderno.
Favasuli snaturato nel ruolo
Una delle valutazioni più interessanti di Pagni riguarda l’utilizzo di Costantino Favasuli, giovane esterno calabrese arrivato in estate dalla Fiorentina a titolo definitivo. “Favasuli, secondo me, lo stanno snaturalizzando, e non sono d’accordo. Servirebbe a fornire più palloni, più passaggi chiave e filtranti per Iemmello, che deve stare in area. Gli investimenti sugli altri attaccanti, comunque, sono stati fatti”, ha dichiarato il direttore sportivo.
Favasuli, cresciuto nel prestigioso vivaio viola e protagonista di 65 partite con Aquilani nel campionato giovanile, era arrivato al Catanzaro proprio per la profonda conoscenza reciproca tra giocatore e allenatore. Il ventunenne di Africo, capace di agire sia come quinto di fascia che come terzino o centrocampista, ha dimostrato duttilità tattica ma anche grandi qualità in fase offensiva. Secondo Pagni, però, impiegarlo principalmente in fase di contenimento significa mortificare le sue caratteristiche migliori: la capacità di crossare, di creare superiorità numerica sulla fascia, di fornire palloni invitanti per un finalizzatore come Iemmello.
Cisse, la bella sorpresa
Se Favasuli rappresenta un talento non ancora completamente espresso secondo Pagni, Alphadjo Cisse è invece la grande rivelazione positiva di questa stagione giallorossa. “Complimenti al direttore sportivo (Ciro Polito): è stato convinto. È davvero una bella sorpresa e speriamo che possa dare continuità, perché anche questo ragazzo ha bisogno di giocare ‘a muro’ con le punte”, ha dichiarato l’esperto dirigente.
Cisse, classe 2006 arrivato in prestito dall’Hellas Verona, ha letteralmente incendiato il mese di ottobre con 5 gol stagionali che hanno trasformato il Catanzaro da squadra invischiata nella zona playout a compagine in corsa per i playoff. La doppietta alla Reggiana, le rete decisiva contro il Palermo, il capolavoro balistico al Mantova – un destro a giro sotto l’incrocio che la Lega Serie B ha eletto miglior gol del mese – hanno certificato l’esplosione di un talento cristallino.
Il trequartista nativo di Treviso ha mostrato personalità, tecnica sopraffina e senso del gol che lo hanno reso il miglior giocatore cadetto di ottobre secondo l’AIC (Associazione Italiana Calciatori). La convocazione in Nazionale Under 21 dal ct Baldini rappresenta il giusto coronamento di un inizio di stagione straordinario.
L’osservazione di Pagni sulla necessità di farlo giocare “a muro” con le punte rivela una lettura tattica precisa: Cisse ha bisogno di sponde, di triangolazioni strette, di un calcio verticale che lo metta nelle condizioni di esprimere la propria qualità tecnica negli ultimi trenta metri. Un giocatore che non può essere isolato né costretto a ricevere continuamente di spalle, ma che va inserito in un contesto offensivo dinamico e collaborativo.
Polito e la costruzione strategica
L’elogio finale di Pagni va al direttore sportivo Ciro Polito, artefice di una campagna acquisti che sta dando i suoi frutti, anche se tra alti e bassi. L’intuizione Cisse, l’acquisto di Favasuli – giocatore che conosce perfettamente i principi tattici di Aquilani – e gli altri innesti giovani rappresentano una strategia coerente con le possibilità del club.
Polito, ex portiere approdato al Catanzaro nel giugno 2024 dopo le esperienze vincenti a Juve Stabia e Bari – dove ha conquistato la promozione in Serie B e sfiorato la A – ha costruito una rosa giovane ma di prospettiva. Una società che ha scelto di ridimensionarsi economicamente ma non nelle ambizioni sportive, puntando su profili emergenti capaci di crescere tecnicamente e aumentare il proprio valore di mercato.
Il Catanzaro attuale è questo: una squadra in undicesima posizione con 15 punti, frutto di 3 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte, che sta costruendo la propria identità tra alti e bassi inevitabili. Le parole di Danilo Pagni, professionista che ha vissuto il calcio a tutti i livelli, offrono una chiave di lettura equilibrata: il Catanzaro non è una squadra costruita per vincere il campionato, ma nemmeno una compagine destinata a soffrire. È una buona squadra, con un allenatore in formazione che comunica bene e ha idee chiare, con un capitano che vale la categoria superiore e con giovani talenti come Cisse che possono fare la differenza. Staremo a vedere se le indicazioni tattiche di Pagni su Favasuli troveranno ascolto e se Cissé confermerà di essere davvero la sorpresa più bella di questa Serie B.
