Alphadjo Cisse non è più una promessa, è una splendida realtà del campionato di Serie BKT. Il trequartista del Catanzaro, classe 2006, è stato eletto MVP del mese di ottobre dalla Lega Serie B, un riconoscimento che certifica l’impatto devastante che il giovane talento sta avendo sulle dinamiche di gioco giallorosse. Intervistato dai canali ufficiali della pagina Chiamarsi Bomber, partner della Lega B, Cisse si è raccontato a cuore aperto, toccando temi cruciali come il rapporto con la squadra, la fiducia del tecnico, l’esperienza in Nazionale e la sua vita fuori dal campo. Le sue parole, mature e consapevoli, riflettono la mentalità di un ragazzo che, nonostante la giovanissima età, ha ben chiari gli obiettivi personali e collettivi.
L’MVP come trampolino: la filosofia del gruppo
Il premio di miglior giocatore del mese non è vissuto da Cisse come un punto d’arrivo, ma come una tappa fondamentale di un percorso di crescita appena iniziato. MVP di ottobre della Serie BKT, il centrocampista ha subito messo in chiaro le sue priorità:
“L’MVP è un punto di partenza. Per prima cosa viene sempre la squadra, poi arrivano anche le soddisfazioni personali. Io cerco di dare il massimo ogni giorno, e penso che il resto venga da sé”.
Questo approccio umile e professionale è merce rara in un ragazzo della sua età. L’obiettivo è dare il massimo ogni giorno, con la convinzione che i risultati vengano di conseguenza. Un mantra che conferma l’etica del lavoro su cui il Catanzaro intende costruire il proprio futuro.
Aquilani e la libertà creativa: un rapporto di fiducia
Un aspetto centrale dell’intervista riguarda il rapporto con la guida tecnica. Alberto Aquilani sembra aver sbloccato definitivamente il potenziale di Cisse.
“Aquilani? Il mister mi lascia libertà di esprimermi, e questo mi aiuta molto.” Questa libertà tattica è la chiave per capire l’evoluzione del numero 80 giallorosso. In un sistema di gioco che talvolta ricerca l’equilibrio a discapito della creatività, avere un elemento capace di rompere gli schemi è vitale.

Cisse, tuttavia, è consapevole delle aree di miglioramento: “Stiamo lavorando soprattutto sul gioco senza palla, che è un aspetto in cui devo migliorare”. Un’analisi lucida che dimostra come il talento naturale stia venendo incanalato in un percorso di apprendimento tattico rigoroso, fondamentale per competere ad alti livelli in Serie B.
Il capitolo Nazionale: orgoglio azzurro e futuro
L’ottobre magico di Cisse non si è limitato alle prestazioni con il club. La convocazione e l’esordio con l’Italia Under 21 rappresentano un altro tassello prestigioso nella sua giovane carriera.
“Andare in Nazionale è sempre bello. Era la mia prima volta con l’Under 21: per me è motivo d’orgoglio” ha confessato Cisse, indossando virtualmente la maglia azzurra anche durante l’intervista. L’esperienza internazionale è vista come un’opportunità di crescita, non come una distrazione: “Spero di tornarci per crescere e imparare ancora”.

Nonostante l’entusiasmo per la maglia azzurra e il precedente esordio in Serie A col Verona, Cisse mantiene un focus totale sul presente del club calabrese: “Ad oggi penso soprattutto a fare bene con il Catanzaro”. Questa focalizzazione sul “fare bene con il Catanzaro” è musica per le orecchie dei tifosi e della dirigenza che vedono nel giovane centrocampista un patrimonio tecnico ed economico da valorizzare al massimo. Fuori dal campo, Cisse si descrive con una semplicità disarmante, diviso tra gli amici, la PlayStation e la preparazione per prendere la patente, mantenendo così la serenità necessaria per affrontare le pressioni del professionismo.
La normalità di un talento straordinario
Fuori dal rettangolo verde, Alphadjo Cisse si descrive con una semplicità disarmante, che stride positivamente con l’hype mediatico che lo circonda.
“Sono una persona semplice: sto con gli amici, gioco alla Play” racconta. Nessun eccesso, nessuna vita da star, ma la quotidianità di un diciottenne qualsiasi. “In questo periodo mi sto preparando per prendere la patente. Serie TV, relax… le cose normali di un ragazzo della mia età”.
Questa normalità è forse il segreto della sua serenità in campo. Lontano dalle pressioni, Cisse ricarica le batterie vivendo la sua età, un aspetto fondamentale per mantenere l’equilibrio mentale necessario per reggere l’impatto con il professionismo. La patente, la PlayStation, gli amici: un ecosistema che protegge il talento e gli permette di esprimersi con quella “libertà” tanto cara a mister Aquilani.
Cisse al centro del villaggio
Il premio di MVP è un riconoscimento meritato, ma per il Catanzaro deve essere, usando le parole dello stesso Cisse, un “punto di partenza”. La squadra, che naviga a metà classifica, ha bisogno della verve e della qualità del suo gioiello.
Con la crescita di intesa con i compagni e il lavoro sul “gioco senza palla”, Cisse può diventare l’ago della bilancia della stagione giallorossa. Se Aquilani riuscirà a incanalare la libertà creativa del ragazzo, il Catanzaro si ritroverà in casa un top player per la categoria. La sfida contro l’Entella è alle porte, e il “Ceravolo” aspetta di vedere ancora una volta all’opera il suo MVP, pronto a trasformare le promesse in punti pesanti per la classifica.
