Il gol capolavoro messo a segno contro il Pescara non è stato solo un punto nel tabellino, ma la liberazione emotiva di un giocatore che, dopo un anno difficile, è tornato a esprimere il suo potenziale. Nicolò Buso, attaccante del Catanzaro, è stato ospite della nostra trasmissione Passione Catanzaro, condotta da Valerio Tomasello, per analizzare il pareggio rocambolesco e tracciare la rotta sul suo futuro. Con parole mature e un attaccamento alla maglia che si percepisce in ogni dichiarazione, Buso ha confessato il rammarico per la vittoria mancata, ma ha anche ribadito la sua ferma volontà di restare in giallorosso, smentendo le voci di mercato estive. La sua performance, unita a quella di Pittarello, conferma che la rosa di Alberto Aquilani è profonda e ricca di soluzioni per affrontare la seconda parte della stagione.
Il rammarico Pescara e la forza del gruppo
L’intervento di Nicolò Buso si è aperto con l’analisi del 3-3, un risultato che, per le modalità con cui è maturato, ha lasciato un senso di frustrazione in tutto l’ambiente giallorosso.
“C’è tanto rammarico perché avevamo la partita in mano e per una disattenzione ci è costata cara”, ha ammesso Buso, aggiungendo che la sconfitta è stata particolarmente dolorosa trattandosi di una gara interna e “soprattutto alla nostra portata”.
Nonostante il punto perso, Buso ha voluto sottolineare la qualità e la profondità della rosa a disposizione di Aquilani: “Abbiamo una rosa lunga e siamo tantissimi giocatori forti. La squadra è veramente forte e infatti alla lunga verremo fuori – secondo me – quasi tutti”. Questa fiducia nel collettivo è il segnale di un gruppo compatto che crede nelle proprie qualità.
Il gol: la liberazione dopo i problemi fisici
La marcatura contro il Pescara è stata la sua prima della stagione e, secondo Nicolò Buso, rappresenta la fine di un periodo complicato iniziato l’anno scorso: “Sicuramente l’anno scorso per me è stato un anno particolare a livello fisico, ho avuto molti problemi che non pensavo di avere. Quest’anno invece sono partito bene subito dal ritiro”.
Dopo la lunga attesa – l’ultima partita completa risaliva alla seconda giornata – la voglia di lasciare il segno era forte: “Non vedevo l’ora di avere qualche minuto per poter dire la mia e penso di averlo fatto”. Il gol, un tiro a giro imparabile che ha sorpreso il portiere avversario, è stato il modo migliore per dimostrare il suo ritrovato stato di forma.
Tattica e duttilità: Nicolò Buso tra esterno e seconda punta
Il ruolo in campo e la collocazione tattica di Buso sono stati al centro della discussione con gli opinionisti e i redattori. L’ingresso contro il Pescara come esterno di centrocampo (quinto) ha suscitato interesse, data la sua naturale propensione offensiva.
“Sono entrato da quinto e infatti in fase difensiva ho fatto un po’ fatica, non essendo abituato perché nasco seconda punta, ma il mio anno migliore a Lecco l’ho fatto da esterno alto”, ha confessato Buso, evidenziando le difficoltà nel coprire tutta la fascia: “Da quinto è un po’ diverso perché le corse che si fanno sono molto più lunghe anche a tornare indietro e quindi sei meno lucido quando arrivi davanti”.
Tuttavia, Buso ha chiarito che il suo punto di forza resta l’attacco frontale: “Sulle ripartenze è il mio pane, diciamo. Sull’uno contro uno se trovo un po’ di continuità posso far bene”.
Il dibattito sul modulo ha toccato anche l’idea di vederlo come seconda punta affianco a Iemmello. Buso ha accolto con entusiasmo l’ipotesi: “Mi piacerebbe. Ovviamente, poi con uno come Pietro [Iemmello] che sa giocare a calcio, sa metterti in porta, mi verrebbe anche più facile”. Pur riconoscendo l’importanza di Iemmello come giocatore che “lega meglio il gioco, ti manda in porta”, Buso si è detto pronto ad agire come elemento di profondità, una caratteristica che il Catanzaro sfrutta spesso con l’ingresso di giocatori come Pittarello.
Vita a Catanzaro: l’attaccamento e il rifiuto estivo
Nicolò Buso ha smentito categoricamente le voci che lo vedevano lontano dalla Calabria quest’estate, dichiarando un forte attaccamento alla città e al club, un sentimento che va oltre il campo.
“Io vengo dal nord, le voci dicono che al sud non si sta bene, invece penso che questo sia il posto dove mi sto trovando meglio, anche a livello di persone”, ha rivelato Buso. “Sono tutti cordiali, tutta brava gente”.
Questo benessere extrasportivo è fondamentale per la sua performance: “Catanzaro vive di calcio e si sta veramente bene. Si vive bene, non ti manca niente. E’ tutto molto più lento, più tranquillo, è un posto che ci sta veramente bene per giocare a calcio”.
Riguardo al mercato, Buso è stato chiaro: “Ho parlato col direttore e gli ho detto di non voler andar via… il mio primo pensiero è stato quello di volermi riconfermare qua”. Nonostante le voci e le chiamate (“Non ho preso niente seriamente”), Buso ha preferito aspettare di giocarsi le sue carte: “A gennaio, semmai, avrei preso un’altra strada, ma ad oggi voglio continuare a stare qua”. Un attestato di stima che è stato accolto con grande affetto dai tifosi.
La gestione dei cartellini e l’identità
Interrogato sulla necessità di maggiore “cazzimma” e la scarsità di cartellini (e quindi falli tattici) per una squadra ancora senza squalificati, Buso ha parzialmente dato ragione alla critica: “Qualche ammonizione per qualche fallo tattico ci manca. Può essere quello che ci è mancato fino ad oggi, perché non abbiamo mai sporcato le partite in questo senso”.
Riguardo alla presunta mancanza di identità della squadra in questa fase della stagione, Buso l’ha ricondotta alla difficoltà di mantenere l’efficacia per chi gioca poco: “Quando tanti giocatori non hanno continuità, poi magari vengono messi dentro, è un po’ più difficile stare sempre sul pezzo”. Una giustificazione che spiega le difficoltà del Catanzaro nel mantenere la continuità di sforzo per tutti i novanta minuti.
Il messaggio finale di Nicolò Buso è di fiducia incrollabile: “Penso che abbiamo lasciato dei punti per strada – la Serie B è un campionato difficile – però alla lunga, secondo me, li recupereremo tutti. Verranno fuori i valori della squadra che siamo e del gruppo che siamo”. La prossima sfida contro l’Entella è già stata individuata come il momento per iniziare questa rincorsa.
