lunedì 26 Gennaio 2026

Altro che Stranger Things, l’horror è al 93′: il Catanzaro deve chiudere il portale contro l’Entella

Mentre il mondo si ferma per il ritorno su Netflix della serie cult Stranger Things, disponibile da oggi sulla piattaforma streaming, le Aquile vivono il loro personale thriller sportivo sui Tre Colli. Le analogie tra la cupa cittadina di Hawkins e l’atmosfera respirata al “Nicola Ceravolo” venerdì scorso sono inquietanti: mostri che appaiono nel recupero, blackout improvvisi e un gruppo di protagonisti che deve ritrovare i propri superpoteri per sopravvivere.

Il pareggio per 3-3 contro il Pescara, con quella rimonta subita al 93’ per opera di Corazza, ha aperto un portale verso una dimensione oscura che Alberto Aquilani deve sigillare immediatamente. Sabato pomeriggio arriva la Virtus Entella: non serviranno torce o walkie-talkie, ma una difesa impermeabile per evitare che la stagione scivoli definitivamente nel Sottosopra della classifica.

Il casting giallorosso: eroi e superpoteri al Ceravolo

Se il campionato di Serie B fosse una sceneggiatura scritta dai fratelli Duffer, il Catanzaro avrebbe già assegnato i ruoli principali per questa nuova “stagione”. Per uscire dalle sabbie mobili di una classifica corta e pericolosa, serve identificare chi, all’interno dello spogliatoio, possiede le caratteristiche per abbattere i mostri che stanno infestando l’area di rigore giallorossa.

Il ruolo di Undici (Eleven), la protagonista di Stranger Things dotata di poteri telecinetici in grado di risolvere le situazioni disperate, spetta di diritto a Pietro Iemmello. Il capitano, catanzarese purosangue, è l’unico che possiede quella scintilla tecnica capace di piegare la realtà della partita. Come Undici, anche lo Zar vive di un legame viscerale e tormentato con il suo ambiente: quando si accende, la squadra levita, capace di quel calcio champagne che aveva incantato l’Italia nella stagione dei record 2022/23 (96 punti e 102 gol).

Tuttavia, proprio come l’eroina della serie, se i suoi “poteri” si affievoliscono o se viene isolato dal gioco, l’intero gruppo perde i suoi riferimenti. I 28 gol in C e le perle delle scorse stagioni in B sono il ricordo di una potenza che deve tornare a manifestarsi con continuità per allontanare le minacce.

A proteggere il gruppo, nel ruolo dello Sceriffo Jim Hopper, troviamo Nicolò Brighenti. Il vice-capitano, classe 1989, incarna la figura del veterano burbero e combattivo. In una difesa che Aquilani ha definito “molle e poco reattiva” nel post-Pescara, Brighenti è spesso l’ultimo baluardo a cedere. La sua entrata in diffida, scattata proprio dopo l’ammonizione rimediata venerdì, aggiunge un ulteriore livello di tensione narrativa: lo sceriffo è ferito, è a rischio, ma non può abbandonare la sua stazione di polizia mentre i mostri (gli attaccanti avversari) premono alle porte. La sua esperienza è fondamentale per guidare i più giovani, come Antonini e Bettella, attraverso le tempeste emotive che stanno caratterizzando questo avvio di campionato.

Dietro le quinte, a muovere le pedine sulla mappa come il Dungeon Master Mike Wheeler in Stranger Things, c’è Alberto Aquilani. Il tecnico romano scrive la strategia, disegna gli schemi (che sia il 3-5-2 o il 3-4-2-1) e cerca di tenere unito il party anche quando i dadi rotolano male. La sua “campagna” finora è stata costellata di imprevisti critici: il “glitch” di Empoli, la beffa del Pescara. Aquilani ha ammesso onestamente che la fase difensiva è stata deficitaria, ma come ogni buon stratega sa che non si può vincere il gioco sacrificando le proprie idee. Contro l’Entella dovrà trovare la mossa vincente, quella combinazione tattica che permetta di infliggere un colpo critico all’avversario senza lasciare scoperti i fianchi.

Running up that hill: il riscatto di Buso e Pittarello

Nella narrazione di questa stagione giallorossa, ci sono personaggi che stanno cercando di scappare dal loro personale Sottosopra, fatto di panchine, infortuni e scetticismo. È il caso di Nicolò Buso, che incarna perfettamente lo spirito di Max Mayfield di Stranger Things. La sua corsa verso la salvezza ha la colonna sonora del gol capolavoro segnato contro il Pescara: un tiro a giro “alla Del Piero” che ha fatto esplodere il Ceravolo.

Come Max corre per sfuggire a Vecna, Buso corre (e forte) per lasciarsi alle spalle un inizio di stagione complicato, dove il minutaggio era ridotto al lumicino. Le sue parole a Passione Catanzaro (“Non vedevo l’ora di avere qualche minuto per dire la mia”) testimoniano la voglia di essere protagonista. Quell’ingresso in campo, fatto di strappi, dribbling e un gol d’autore, lo candida a un ruolo centrale nelle prossime puntate. Non più un personaggio secondario, ma una risorsa vitale per dare imprevedibilità alla manovra offensiva, magari partendo da quella fascia sinistra che predilige, proprio come ha confermato nelle interviste recenti.

Al suo fianco, pronto a brandire la mazza chiodata metaforica, c’è Filippo Pittarello, il nostro Steve Harrington. Magari non possiede la tecnica cristallina di Iemmello, ma Pittarello è quello che si butta nella mischia senza paura, che fa a sportellate, che protegge i compagni prendendo colpi proibiti. Il suo gol di rapina contro il Pescara, arrivato appena 49 secondi dopo il suo ingresso in campo, è la dimostrazione che c’è bisogno di sostanza oltre che di forma.

Il riscatto estivo della società (circa 600 mila euro più bonus) inizia a dare i suoi frutti non solo in termini di generosità, ma anche di concretezza. Steve Harrington è passato dall’essere un personaggio antipatico a uno dei beniamini del pubblico per il suo coraggio: Pittarello sta percorrendo la stessa strada, conquistando la tifoseria con il sudore e i gol pesanti.

Il demogorgone è il minuto 93: l’orrore della difesa

Ogni buona storia horror – come Stranger Things – ha bisogno di un mostro, e per il Catanzaro 2025/26 il nemico non ha un volto solo, ma si manifesta sotto forma di cali di tensione letali. Il Demogorgone giallorosso appare spesso nei minuti di recupero, quando le luci dello stadio sembrano sfarfallare e le certezze tattiche si sgretolano. I 15 gol subiti in 13 partite sono un dato che fa tremare i polsi, degno delle peggiori minacce di Hawkins.

L’analisi di quanto accaduto venerdì scorso è impietosa. Il Catanzaro aveva la partita in pugno, ribaltata con fatica e qualità dal 0-1 al 3-2. Poi, il buio. Il gol di Corazza al 93′ non è stato solo un episodio sfortunato, ma il sintomo di una fragilità mentale strutturale. La squadra, come se fosse trascinata nel Sottosopra dove l’aria è tossica e i movimenti rallentati, ha smesso di difendere come un corpo unico. Le distanze si sono allungate, i duelli individuali sono stati persi, e il mostro ha colpito.

Contro la Virtus Entella, sabato alle 17:15, il vero avversario non sarà solo la formazione ligure – che pure naviga in acque agitate al 13° posto con 15 punti – ma la paura stessa. L’Entella, con i suoi 17 gol subiti, è una squadra ferita, vulnerabile, ma proprio per questo pericolosa come una creatura messa all’angolo. Il Catanzaro deve evitare di trasformare il “Ceravolo” in una casa infestata dove gli ospiti banchettano sui nostri errori. Servirà sigillare l’area di rigore, evitare le distrazioni sulle palle inattive e mantenere la connessione mentale fino al fischio finale dell’arbitro Tremolada.

Chiudere il portale: obiettivo gennaio

La sfida contro l’Entella rappresenta, proprio come Stranger Things, la season finale di questo mini-ciclo prima di tuffarsi in un dicembre di fuoco e poi nel 2026. Chiudere il portale difensivo ora è imperativo per non compromettere il futuro. La classifica è corta: i playoff distano pochi punti, ma la zona playout è altrettanto vicina. Rimanere intrappolati nel limbo, in quella zona grigia dove non sei né salvo né ambizioso, è il rischio più grande.

sottosopra stranger things

Aquilani lo sa. Le sue parole sulla “concentrazione totale” non sono frasi fatte, ma l’unica formula magica funzionante. Il calendario di gennaio, appena ufficializzato dalla Lega B, metterà le Aquile di fronte a trasferte durissime come Frosinone e Venezia, vere e proprie “boss fight” di fine livello. Arrivarci con una classifica deficitaria e il morale sotto i tacchi sarebbe un suicidio sportivo. Ecco perché la gara contro l’Entella assume i contorni dell’episodio decisivo.

Non ci aspettiamo effetti speciali hollywoodiani, ma una trama solida. Vogliamo vedere un Catanzaro che gestisce il vantaggio senza andare in panico, che difende con ordine e che colpisce con i suoi supereroi là davanti. La stagione di Stranger Things uscita oggi promette emozioni forti; quella del Catanzaro deve iniziare a promettere certezze. Perché alla fine, sia ad Hawkins che a Catanzaro, l’obiettivo è sempre lo stesso: sconfiggere i mostri, salvare la città e guardare al futuro con speranza. Sabato pomeriggio, al triplice fischio, vogliamo che lo schermo non vada a nero su un cliffhanger drammatico, ma su tre punti d’oro che brillano come luci di Natale.

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