La sfida di oggi al “Nicola Ceravolo” tra Catanzaro e Virtus Entella non si gioca solo sul campo, tra le geometrie di Petriccione e i movimenti di Iemmello. C’è una partita parallela, forse ancora più vibrante, che è iniziata questa mattina sui display degli smartphone di migliaia di tifosi.
La società ligure, ormai celebre per una comunicazione che rompe gli schemi del calcio ingessato, ha deciso di accendere il matchday con una provocazione geniale e rischiosa: un “Carosello basato esclusivamente su pregiudizi” che sta facendo il giro del web. Mentre Aquilani prepara le contromosse tattiche per arginare la squadra di Chiappella, sui social è già “guerra” di like e commenti, in un mix di estetica turistica e satira pungente che conferma l’Entella come un caso unico nel marketing sportivo della Serie BKT.
Il modello Virtus Entella: dissacrare per esistere
In un panorama calcistico dominato da comunicati stampa asettici e grafiche standardizzate, la Virtus Entella ha scelto una strada diversa: quella dell’ironia identitaria. Non si tratta di semplici battute, ma di una strategia precisa che utilizza il linguaggio dei meme e della cultura pop per creare engagement. Il club di Chiavari ha capito prima di altri che, per competere mediaticamente con piazze storiche e bacini d’utenza enormi, bisogna osare.
L’approccio è quello del “modello di rottura”: se perdi, ci scherzi su; se vinci, lo fai con stile; se giochi contro una nobile decaduta o una grande piazza del Sud, cerchi la chiave narrativa per dissacrare l’evento. Questo stile ha permesso ai liguri di costruirsi una simpatia trasversale (tifosi avversari esclusi, ovviamente, nei giorni delle partite), trasformando una piccola realtà di provincia in un gigante della comunicazione digitale.
Il post della discordia: bellezze calabre e la stoccata al Capoluogo
Il contenuto pubblicato per la gara odierna è un capolavoro di tempismo e umorismo borderline. Il titolo del post, “Carosello basato esclusivamente su pregiudizi”, è già un programma politico. La narrazione visiva parte con un omaggio sperticato alle bellezze naturali della Calabria: scorrono le immagini mozzafiato di Tropea, Praia a Mare e Soverato. La didascalia che accompagna queste cartoline è un crescendo di aspettative: “Esploriamo la Calabria finché non è brutta”.
Il lettore viene cullato dalla bellezza del Tirreno e dello Ionio, fino all’ultima slide. Qui appare il panorama di Catanzaro e la frase si interrompe o cambia tono (sottendendo il giudizio estetico negativo), giocando sul vecchio stereotipo che contrappone le coste calabresi all’urbanistica del capoluogo. È una “trappola” comunicativa perfetta: si attira l’attenzione con la lusinga (le bellezze della regione) per poi affondare il colpo satirico sulla città rivale di giornata.
Virtus Entella, marketing geniale o provocazione eccessiva?
La mossa dell’Entella non è passata inosservata. Se da un lato gli addetti ai lavori applaudono la capacità di generare interazioni virali con budget verosimilmente inferiori ai top club, dall’altro il rischio di urtare la suscettibilità di una piazza passionale come Catanzaro è alto. I tifosi giallorossi, orgogliosi della propria terra e del proprio stadio, hanno invaso i commenti, trasformando il post in un’arena digitale. Ma forse è proprio questo che cercava il social media manager dei liguri: trasformare una partita di Serie B in un evento di cui tutti parlano.
In un campionato equilibrato, dove spesso le gare si decidono per episodi, anche caricare l’ambiente avversario può essere un’arma a doppio taglio. Aquilani, che ha chiesto alla squadra “cattiveria” e “fame”, potrebbe usare proprio questa “mancanza di rispetto” digitale per motivare ulteriormente il gruppo nello spogliatoio.
Dal feed al campo: ora la parola passa al “Ceravolo”
Mentre il carosello continua a macinare visualizzazioni, l’attenzione si sposta inesorabilmente sul rettangolo verde. Alle 17:15, al “Nicola Ceravolo”, non ci saranno filtri Instagram o didascalie argute a difendere la porta della Virtus Entella. Ci saranno Iemmello, Cisse e un pubblico che, punto nell’orgoglio, proverà a dimostrare che Catanzaro non è solo “non brutta”, ma è soprattutto un fortino inespugnabile. L’Entella ha vinto la sfida dell’hype pre-partita, confermandosi regina della comunicazione “disruptive”, ma il calcio, fortunatamente, emette verdetti che non dipendono dai like. E chissà che, al triplice fischio, non sia il Catanzaro a postare l’ultima, decisiva, risposta.
