A poche ore dal calcio d’inizio di una sfida che Alberto Aquilani non ha esitato a definire “spartiacque”, il destino sembra voler tendere una mano al Catanzaro, o quantomeno togliere dal tavolo una delle carte più pericolose del mazzo avversario. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno per i tifosi della Virtus Entella: Andrea Tiritiello, il capitano, il leader difensivo ma soprattutto il capocannoniere a sorpresa dei liguri, non sarà della partita.
Un affaticamento al polpaccio destro ha costretto lo staff medico biancoceleste ad alzare bandiera bianca, privando mister Chiappella del suo uomo più rappresentativo proprio nel momento in cui la squadra cercava continuità lontano dalle mura amiche. Per il Catanzaro, chiamato a blindare il “Nicola Ceravolo” dopo le amnesie difensive contro il Pescara, l’assenza del “difensore-bomber” cambia radicalmente le prospettive tattiche del match, alleggerendo la pressione sulle palle inattive, vero tallone d’Achille di molte difese in questa categoria.
Tiritiello KO, il forfait del “bomber” aggiunto: i numeri di un’assenza pesante
Il comunicato ufficiale diramato dalla società ligure non lascia spazio a interpretazioni: «La Virtus Entella comunica che, il calciatore Andrea Tiritiello non sarà convocato per la partita di oggi con il Catanzaro a causa di un affaticamento al polpaccio destro. Le sue condizioni saranno rivalutate alla ripresa degli allenamenti». Poche righe che però spostano gli equilibri di un intero reparto.
Per comprendere la gravità di questa assenza per l’Entella – e, di riflesso, il vantaggio per il Catanzaro – bisogna immergersi nei numeri, che nel calcio raramente mentono. Tiritiello non è un difensore qualunque. In questa prima parte di stagione ha vestito i panni dell’attaccante aggiunto con una frequenza che ha del sovrannaturale per il ruolo: sei reti all’attivo. Per dare un metro di paragone, stiamo parlando di numeri che molti attaccanti di ruolo in Serie B faticano a raggiungere in un intero girone d’andata.

L’anomalia statistica: il fattore casa e il pericolo scampato
C’è un dato statistico curioso che potrebbe indurre i più superficiali a sottovalutare l’impatto di questo forfait: tutti i sei gol di Tiritiello sono arrivati nelle sette partite disputate in casa. Lontano da Chiavari, il difensore non ha ancora timbrato il cartellino. Tuttavia, ragionare in questi termini sarebbe un errore imperdonabile. La legge dei grandi numeri insegna che le anomalie statistiche tendono a riequilibrarsi, e la trasferta di Catanzaro rappresentava l’occasione perfetta per sbloccare lo score esterno.
L’assenza di Tiritiello priva l’Entella non solo di gol, ma di una minaccia costante sui calci piazzati. Ogni corner, ogni punizione laterale battuta verso l’area di rigore diventa un allarme rosso quando in mezzo c’è un saltatore con quel tempismo. Senza di lui, la batteria dei saltatori liguri perde il suo terminale più letale, costringendo Chiappella a ridisegnare gli schemi su palla inattiva. Per una difesa come quella del Catanzaro, che ha mostrato qualche scricchiolio di troppo nelle marcature preventive (i 15 gol subiti sono un campanello d’allarme che Aquilani sta cercando di silenziare), non doversi preoccupare della marcatura di Tiritiello è un vantaggio tattico inestimabile.
L’impatto tattico: come cambia la difesa del Catanzaro
L’assenza del centrale avversario ha ripercussioni dirette sul piano gara preparato da Alberto Aquilani. La settimana di lavoro è stata focalizzata quasi ossessivamente sulla “fase di non possesso”, individuata dal tecnico romano come la causa principale della mancata vittoria contro il Pescara.
Meno fisicità, più attenzione alle seconde palle
Senza il riferimento fisico di Tiritiello nell’area avversaria sui calci piazzati, la linea difensiva guidata da Matias Antonini e Nicolò Brighenti può approcciare le situazioni di palla inattiva con una strategia diversa. Invece di dover sacrificare un uomo in marcatura stretta e fisica sul capitano avversario, il Catanzaro potrà verosimilmente optare per una copertura a zona più aggressiva o mista, cercando di anticipare le traiettorie piuttosto che il duello corpo a corpo.
Inoltre, l’uscita di scena di Tiritiello indebolisce la struttura difensiva dell’Entella. Il difensore non è solo un goleador, ma è il perno della retroguardia a tre di Chiappella. La sua capacità di leggere le linee di passaggio e di guidare il reparto mancherà terribilmente agli ospiti. Questo apre spazi interessanti per gli attaccanti mobili del Catanzaro. Pietro Iemmello, maestro nel muoversi tra le linee e nel far uscire i difensori dalla loro zona di competenza, potrebbe trovare terreno fertile contro una difesa orfana del suo leader carismatico e tecnico. Se Tiritiello garantiva letture precise e anticipi, il suo sostituto potrebbe non avere la stessa rapidità di pensiero nel gestire i movimenti a pendolo di Iemmello e le incursioni di Favasuli.
Il ricordo della solidità perduta
Non possiamo dimenticare che la forza del Catanzaro dei record, quello della promozione 2022/23, risiedeva proprio in una fase difensiva granitica, dove ogni pericolo veniva neutralizzato sul nascere. Quella squadra subì pochissimi gol su palla inattiva, grazie alla concentrazione feroce di uomini come Scognamillo, Martinelli e lo stesso Brighenti. Oggi, ritrovare quella solidità è l’obiettivo primario. Sapere che l’avversario si presenta al “Ceravolo” senza la sua arma non convenzionale più pericolosa deve fungere da stimolo per chiudere la porta a doppia mandata. Pigliacelli, chiamato spesso agli straordinari, merita una giornata di relativa tranquillità sulle palle alte.
Entella ferita ma imprevedibile: guai ad abbassare la guardia
Se da un lato l’assenza di Tiritiello è un vantaggio oggettivo, dall’altro nasconde le insidie tipiche delle partite contro squadre che perdono i loro punti di riferimento. La Virtus Entella arriverà in Calabria ferita, ma forse per questo ancora più compatta.
La gestione dell’emergenza
Chiappella dovrà inventarsi qualcosa. È probabile che l’Entella cerchi di sopperire alla mancanza di fisicità con una maggiore densità in mezzo al campo, provando a chiudere le linee di passaggio centrali per costringere il Catanzaro a sfogarsi sulle fasce, dove però Aquilani ritrova Cassandro e la spinta di elementi come Favasuli o Di Chiara. Senza Tiritiello a guidare la difesa sulle palle alte, i cross dal fondo potrebbero diventare un fattore chiave. Il Catanzaro dovrà essere bravo a non cadere nella trappola del ritmo basso: l’Entella potrebbe cercare di addormentare la partita per non esporre la difesa rimaneggiata alla velocità delle Aquile.
C’è poi l’aspetto psicologico. L’Entella si è resa protagonista, nelle ultime ore, di una campagna social molto discussa, con il famoso “carosello dei pregiudizi” che ha acceso la vigilia. L’assenza del capitano potrebbe essere letta come un segnale negativo dal gruppo, oppure diventare il pretesto per una reazione d’orgoglio (“vinciamo anche senza di lui”). Aquilani ha chiesto “cattiveria” e “fame”: il Catanzaro dovrà aggredire la partita fin dal primo minuto per testare la tenuta nervosa della nuova linea difensiva ligure, priva del suo pilastro.
L’occasione da non fallire
Questa notizia, unita al fattore campo e alla ritrovata vena realizzativa di elementi come Buso e Pittarello, configura la partita perfetta per il rilancio. Il calcio, però, non si gioca sulla carta o sui bollettini medici.
Il Catanzaro ha l’obbligo di sfruttare questo vantaggio. In un campionato equilibrato come la Serie B, dove i dettagli fanno la differenza (come ammesso anche da Zampano del Modena), trovarsi di fronte un avversario privato del suo miglior marcatore è un “episodio” favorevole che va capitalizzato. Non si tratta di sperare nella sfortuna altrui, ma di leggere la realtà con pragmatismo: la minaccia aerea numero uno non c’è, quindi non ci sono scuse. La concentrazione sui calci piazzati difensivi deve rimanere altissima, ma la consapevolezza di avere un problema in meno deve trasformarsi in coraggio e propositività.
Il “Ceravolo” deve tornare a essere quel fortino inespugnabile che ha costruito le fortune giallorosse negli ultimi anni. Senza il “bomber” Tiritiello a minacciare l’area, la strada per i tre punti appare, se non in discesa, quantomeno sgombra da uno dei massi più ingombranti. Ora sta a Iemmello e compagni percorrerla con la determinazione di chi vuole riprendersi ciò che il Pescara ha tolto all’ultimo respiro.
