lunedì 26 Gennaio 2026

D’Alessandro a Esperia TV: “Catanzaro in crescita, serve equilibrio e fiducia”

Le parole di Marco D’Alessandro, ai microfoni di Esperia TV e riportate da IlCalcioCalabrese.it, offrono uno spaccato lucido sul momento del Catanzaro. L’esterno giallorosso, 34 anni, analizza il percorso della squadra con la maturità di chi ha vissuto la Serie B per oltre un decennio, affrontando temi cruciali: la natura imprevedibile del campionato, il peso dell’esperienza, il valore dei giovani e la necessità di mantenere un equilibrio mentale costante.
Un’intervista che aiuta a comprendere con maggiore profondità il presente delle Aquile e i margini di crescita ancora disponibili.


La Serie B e il valore dell’equilibrio

D’Alessandro parte dal contesto generale del torneo cadetto, un terreno che conosce bene. La sua visione è chiara:

La Serie B è un campionato particolare: fai un risultato positivo e ti ritrovi in alto, ne fai uno negativo e scendi subito. Siamo contenti, perché quando si vince si lavora meglio, e speriamo di continuare su questo trend positivo”.

Il messaggio è semplice: la classifica cambia rapidamente, e ogni partita può diventare un crocevia. Il Catanzaro, reduce da un avvio altalenante, ha ricostruito fiducia grazie ai risultati recenti, ma l’esterno invita a leggere il percorso con lucidità.

Alti e bassi, tra aspettative e cambiamenti

Il 34enne approfondisce le oscillazioni dei risultati:

A livello di risultati ci sono un po’ di alti e bassi. Credo che c’entri anche l’aspettativa: l’Empoli, quando è arrivato contro di noi, sembrava in difficoltà; lo stesso il Monza, e poi invece hanno fatto risultati importanti”.

Il Catanzaro, ricorda l’ex Atalanta, ha vissuto una fase di rinnovamento tecnico e tattico, con un nuovo allenatore e diversi inserimenti in rosa:

Noi siamo una squadra che ha cambiato tanto, con un allenatore nuovo. Guardando ad oggi, però, il giudizio è positivo. Dobbiamo migliorare, certo, ma questo è un campionato difficile e secondo me bisogna mantenere un atteggiamento positivo”.

Una lettura equilibrata, conforme ai numeri di una squadra che, nonostante alcune incertezze, ha mantenuto la competitività contro avversarie strutturate.


D’Alessandro, l’esperienza come bussola: “Mi metto sempre a disposizione”

D’Alessandro entra poi in un’analisi personale che svela mentalità e professionalità:

Io, con l’età (34), comincio a essere grande e mi metto completamente a disposizione. Ci sono momenti in cui si sta bene e altri meno”.

L’esterno non nasconde la voglia di giocare, ma riconosce l’importanza di leggere le partite e adattarsi alle esigenze del gruppo:

Cerco sempre di farmi trovare pronto quando il mister mi dà un’opportunità. È ovvio che vorrei giocare sempre ma a volte è meglio entrare a gara in corso o ci sono partite che si adattano meglio al mio modo di giocare”.

Le ultime due gare come esempio

D’Alessandro sottolinea di essere stato messo nelle condizioni ideali per incidere:

I ragazzi mi hanno cercato tanto. Nell’ultima partita, Pontisso mi ha dato due o tre palloni in profondità e questo mi permette di valorizzare le mie caratteristiche”.

È un passaggio che illumina un aspetto spesso sottovalutato: l’interazione tra reparto e singolo, soprattutto quando si tratta di un esterno che vive di spazi, letture e superiorità numeriche.


Il rigore a Pontisso e la leadership di Iemmello

Uno dei punti più discussi della gara contro l’Entella riguarda il rigore calciato da Pontisso. L’esterno chiarisce la dinamica con semplicità:

Per il rigore credo sia stata una scelta del momento. Io non me n’ero accorto. Già l’anno scorso mi sembra avesse lasciato un rigore”.

D’Alessandro evidenzia un aspetto spesso sottolineato all’interno dello spogliatoio:

Lo fa perché vede il compagno che sta bene, in fiducia. Simone aveva fatto l’assist, sta facendo benissimo: penso gli abbia chiesto di calciare e Pietro gliel’abbia lasciato”.

Una testimonianza della leadership equilibrata di Iemmello, capace di cedere responsabilità per valorizzare un compagno in stato di grazia.


Giovani in crescita: la forza di Cisse e una rosa ricca di talento

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda la nuova generazione giallorossa. D’Alessandro non ha dubbi:

Cisse è un gran bel giocatore: ha caratteristiche fisiche, personalità, tecnica, ha tutto per fare il salto in Serie A”.

L’esterno romano sottolinea anche l’umiltà del classe 2003, elemento non scontato per un profilo di quella esuberanza. Ma il suo elogio non si ferma a un singolo:

Liberali sta trovando meno spazio, ma è un giocatore importante, così come Rispoli, Frosinini, Alesi, Nuamah… Anche Seha, che non si è mai visto, vi garantisco che è un gran bel giocatore”.

È un quadro che conferma la filosofia societaria: costruire una squadra sostenibile, con prospettive tecniche e valorizzazione interna.


Aquilani e la sfida di proporre calcio in Serie B

Il giudizio su Alberto Aquilani è improntato a realismo:

Mister Aquilani è giovane: non è facile nemmeno per lui, perché questa è una categoria in cui non è semplice proporre un certo tipo di calcio”.

D’Alessandro riconosce dunque sia il valore dell’idea tecnica del nuovo allenatore, sia le difficoltà strutturali della categoria. In Serie B, dove gli spazi si chiudono rapidamente e la fisicità governa molte fasi, trovare equilibrio tra palleggio e verticalità è una sfida quotidiana.


Una società solida e un ambiente che può sognare

L’esterno chiude l’intervista parlando della società e del ruolo del presidente Noto:

Il presidente, umanamente, è tanta roba: una persona speciale, anche nel modo in cui si relaziona con i giocatori, soprattutto nei momenti difficili. Mai una parola fuori posto, mai un commento negativo”.

Il suo messaggio è un invito all’ambiente:

I tifosi devono sognare e sperare sempre il massimo”.

E l’impegno della squadra è netto:

L’unica cosa che possiamo promettere è serietà e impegno. La squadra sarà sempre viva e lotterà fino alla fine”.

Una chiusura che restituisce il senso del percorso del Catanzaro: costruzione costante, fiducia reciproca, obiettivi realistici ma ambizione intatta.


Marco D’Alessandro e le prospettive stagionali

Le dichiarazioni di D’Alessandro delineano una visione precisa. Il Catanzaro è una squadra competitiva, ancora in fase evolutiva, ma con fondamenta solide. Il traguardo realistico resta la qualificazione ai playoff, già centrata nelle ultime due stagioni.

Per salire di livello serviranno continuità, gestione migliore delle fasi passive e una presenza più costante nei primi 20-25 minuti delle gare. La Serie B premia chi sa soffrire senza perdere identità. Il Catanzaro ha dimostrato di avere gli strumenti per riuscirci.

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