La Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 farà tappa a Catanzaro il 20 dicembre 2025, inserendo il capoluogo calabrese nel percorso ufficiale del grande viaggio verso i Giochi Invernali. Un appuntamento di rilevanza nazionale che, nelle prossime settimane, verrà illustrato nel dettaglio dalle istituzioni locali e dal comitato organizzatore.
Tra i nomi scelti per portare la torcia nell’ultimo tratto della tappa cittadina spicca quello di Massimo Palanca, figura simbolo del calcio catanzarese e una delle icone sportive più amate dal pubblico giallorosso. Insieme a lui, completano la terna dei tedofori Simone Alessio e Luca Ursano.
La conferma della presenza di Palanca è arrivata dallo stesso ex attaccante, intervenuto nel corso della trasmissione “Ciak & Goal” su Radio Ciak, dove ha comunicato con entusiasmo la propria partecipazione all’evento.
L’occasione permette di ripercorrere la carriera di un giocatore che ha segnato un’epoca e il cui nome resta indissolubilmente legato alla storia del Catanzaro.
Massimo Palanca: la leggenda di un sinistro unico
Massimo Palanca nasce a Loreto il 21 agosto 1953 e diventa nel corso degli anni ’70 e ’80 uno degli attaccanti più rappresentativi del calcio italiano, celebre per il suo sinistro raffinato e per una caratteristica quasi irripetibile: i gol olimpici, ossia segnati direttamente da calcio d’angolo. Nel corso della sua carriera ne realizzerà 13, un primato che lo ha reso famoso in tutta Italia.
Il suo piede, misura 37, gli valse soprannomi come Piedino d’Oro e Piedino di Fata. Le sue scarpe venivano prodotte su misura dal laboratorio artigianale “Pantofola d’Oro”. A Catanzaro, la Curva Ovest gli assegnò l’appellativo di “O Rey”, mentre il giornalista Sandro Ciotti lo definì “uno dei migliori sinistri d’Europa”.
Gli inizi e l’arrivo a Catanzaro
Cresciuto tra Loreto e Porto Recanati, dopo i primi gol con il Camerino approda al Frosinone in Serie C, dove realizza 17 reti in 38 presenze, laureandosi capocannoniere del girone C nella stagione 1973-74.
Nel 1974 si trasferisce al Catanzaro, dove diventerà un simbolo indelebile della storia giallorossa. Al suo primo anno sfiora la promozione in Serie A, che arriverà l’anno successivo. L’esordio in massima serie avviene il 3 ottobre 1976 contro il Napoli.
Nella stagione 1977-78 vince la classifica marcatori di Serie B con 18 reti, contribuendo alla seconda promozione in A. Nel 1978-79 è capocannoniere della Coppa Italia con 8 gol e trascina il Catanzaro fino alle semifinali.
Indimenticabile la partita del 4 marzo 1979, allo stadio Olimpico contro la Roma: Palanca segna tre gol, uno dei quali direttamente da calcio d’angolo.
Il suo ruolino complessivo con il Catanzaro recita:
- 331 presenze
- 115 reti
- 37 gol in Serie A, record assoluto del club nella massima categoria.
Le altre esperienze e il ritorno in giallorosso
Nel 1981 si trasferisce al Napoli, poi al Como, prima di scendere in C2 al Foligno, dove ritrova continuità e segna 18 reti tra 1984 e 1986.
Nel 1986 torna a Catanzaro: è subito protagonista con 17 gol in 29 partite, ottenendo una nuova promozione dalla C1 alla B. Resterà in giallorosso fino al 1990, chiudendo la carriera da capitano e sfiorando ancora una volta la Serie A nella stagione 1987-88.
In totale, Palanca ha collezionato:
- 478 presenze nei campionati professionistici
- 115 gol complessivi
- 4 titoli di capocannoniere
- 3 promozioni con il Catanzaro
Una scelta simbolica per Catanzaro
La presenza di Massimo Palanca tra i tedofori della Fiamma Olimpica assume un forte valore identitario per la città. Una figura che, più di molte altre, ha rappresentato negli anni la passione, l’orgoglio e la storia del capoluogo.
L’arrivo della torcia olimpica a Catanzaro sarà quindi anche un momento per celebrare un campione che ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano e nel cuore dei tifosi giallorossi.
Ulteriori dettagli sull’evento saranno resi noti nelle prossime settimane.
