lunedì 26 Gennaio 2026

De Zerbi elegge Iemmello tra le sue punte più forti

Il legame tra Roberto De Zerbi e Pietro Iemmello si arricchisce di un nuovo capitolo, stavolta televisivo. Nel corso di un intervento su Sportitalia, incalzato da Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà, l’attuale tecnico dell’Olympique Marsiglia ha stilato la sua formazione ideale scegliendo, ruolo per ruolo, i calciatori più forti allenati in carriera.

Tra le tre punte centrali indicate dall’allenatore bresciano compare anche il capitano del Catanzaro, affiancato da Francesco “Ciccio” Caputo e dall’attaccante del Marsiglia Amine Gouiri. Un attestato di stima pesante, che arriva da chi ha contribuito in modo decisivo alla crescita del “Re” giallorosso ai tempi del Foggia.

Il passaggio in TV che esalta il capitano giallorosso

Durante la chiacchierata con Criscitiello e Pedullà De Zerbi è stato invitato a scegliere una sorta di “top XI” dei suoi anni da allenatore. In attacco, chiamato a indicare le tre punte centrali più forti avute in carriera, il tecnico ha fatto i nomi di Pietro Iemmello, Ciccio Caputo e Amine Gouiri, oggi suo centravanti al Marsiglia.

Il riconoscimento non arriva da un allenatore qualsiasi, ma da un tecnico che ha costruito la propria reputazione su un calcio offensivo, fatto di qualità tecnica, pressing alto e grande attenzione ai dettagli offensivi. Sentirsi inserire in una terna del genere, accanto a un bomber di lungo corso come Caputo e a uno dei talenti più seguiti della Ligue 1, vale più di molte frasi di circostanza.

De Zerbi e Iemmello, un rapporto che nasce a Foggia

Per capire il peso di questa scelta basta tornare alla stagione 2015-16, quando De Zerbi e Iemmello si incrociano a Foggia. In quella squadra, costruita per puntare alla Serie B, l’attaccante calabrese vive un’annata da protagonista assoluto: 37 reti complessive fra campionato, playoff e Coppa Italia di Lega Pro, con 24 gol solo in campionato. Numeri che segnano la sua esplosione definitiva e che restano ancora oggi un riferimento per i tifosi rossoneri.

Proprio in quegli anni De Zerbi aveva già espresso pubblicamente la sua preferenza tecnica per Iemmello, arrivando a dichiarare – in un’intervista del 2014 – che, pur stimando Davide Moscardelli, si sarebbe tenuto stretto il suo centravanti. Un segnale evidente di quanto il tecnico credesse nel potenziale dell’allora giovane attaccante, destinato poi a una carriera lunga e ricca di tappe in Serie A e B.

Dal Foggia a Catanzaro, l’ascesa del “Re” Pietro

Se Foggia rappresenta l’officina in cui De Zerbi forgia il bomber, Catanzaro è il luogo in cui Iemmello diventa simbolo. Tornato nella sua città nel 2022, l’attaccante si prende subito la scena: nella stagione 2022-23 segna 28 gol in campionato e trascina le Aquile alla promozione in Serie B con cinque giornate d’anticipo, firmando anche la Supercoppa di Serie C.

L’anno successivo, al debutto in cadetteria con la maglia giallorossa, chiude con 17 reti in campionato, dato che lo colloca tra i migliori marcatori del torneo e rende ancora più pesante la scelta di De Zerbi: non stiamo parlando di un semplice ricordo legato ai tempi di Foggia, ma del riconoscimento di una carriera che ha continuato a produrre numeri importanti e a incidere sulle sorti delle squadre in cui ha giocato.

Un parallelo tra tre mondi diversi

Mettere insieme, nella stessa frase, Caputo, Gouiri e Iemmello significa costruire un ponte tra tre percorsi profondamente diversi.

Caputo rappresenta la punta “totale” che ha saputo segnare con continuità tra Serie B e Serie A, diventando uno dei riferimenti dell’Empoli di Andreazzoli e del Sassuolo europeo. Gouiri è il talento moderno, capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, oggi al centro del progetto offensivo di un Marsiglia che punta ai vertici della Ligue 1.

In mezzo, Iemmello porta in dote una storia di rinascite: dalle stagioni esaltanti ma complicate di Foggia, all’esperienza in massima serie con il Benevento, fino al ritorno a casa per riportare il Catanzaro in Serie B dopo diciassette anni e per guidarlo oggi in un campionato sempre più competitivo.

È proprio questa traiettoria – fatta di cadute, risalite, gol e leadership – che rende ancora più significativa la citazione di De Zerbi. Non è solo un giudizio tecnico, ma anche il riconoscimento del peso specifico che Iemmello ha avuto nei momenti chiave delle squadre in cui ha militato.

Orgoglio per il Catanzaro e per la città

Per il Catanzaro e per la sua gente, le parole del tecnico del Marsiglia hanno un valore che va oltre il semplice onore personale. Il capitano giallorosso diventa, una volta di più, ambasciatore del club e della città in un contesto internazionale.

Sentire il proprio numero 9 accostato, in una trasmissione nazionale, ai migliori giocatori allenati da uno degli allenatori più stimati del calcio europeo, conferma quanto il percorso del club negli ultimi anni sia stato credibile e ambizioso: dalla promozione record in Serie C alla solidità mostrata in cadetteria, con Iemmello sempre al centro del progetto tecnico.

Allo stesso tempo, il riferimento di De Zerbi richiama la capacità del Catanzaro di valorizzare i propri talenti, migliorandoli e trasformandoli in leader, non solo in campo ma anche a livello di immagine. In questo senso, “Re Pietro” incarna alla perfezione la figura del calciatore-bandiera moderno: professionista che continua a macinare gol e prestazioni, ma anche volto di un club che si è ritagliato spazio stabile nel panorama della Serie B.

Uno stimolo in più per il prosieguo della stagione

In un campionato lungo e logorante come la Serie B, i dettagli psicologici contano. L’eco delle parole di De Zerbi può diventare carburante aggiuntivo per Iemmello e per tutto il gruppo di Alberto Aquilani, chiamato a confermare i progressi delle ultime stagioni e a mantenersi stabilmente nella parte sinistra della classifica.

Il riconoscimento del tecnico del Marsiglia non modifica gli obiettivi stagionali del Catanzaro – una salvezza tranquilla con la possibilità di guardare con ambizione alla zona play-off – ma ribadisce che la rosa giallorossa dispone di un attaccante considerato di altissimo livello da uno degli allenatori più apprezzati in Europa. E, in una Serie B sempre più internazionale nei nomi e nelle idee, non è un dettaglio da poco.

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