lunedì 26 Gennaio 2026

Palanca a GdM: “Sarò sempre dalla parte di Iemmello”. E sulla Fiamma Olimpica: “Sono felice come un bambino”

La notizia ha un peso speciale per Catanzaro e per chi ne conosce la storia sportiva. Massimo Palanca, simbolo giallorosso per eccellenza, sarà tra i tedofori che il 20 dicembre 2025 porteranno la Fiamma Olimpica nel capoluogo calabrese. Un riconoscimento che va oltre il calcio e che valorizza un legame costruito in mezzo secolo di affetto reciproco.

A raccontare la sua emozione è lo stesso Palanca, intervistato da GianlucaDiMarzio.com. Le sue parole sono semplici, autentiche: “Sono felice come un bambino”, ammette senza cercare pose, restituendo tutta la sincerità del momento.

Un amore senza scadenza: “Catanzaro mi ha adottato”

Palanca non è nato a Catanzaro, ma Catanzaro lo ha adottato e continua a considerarlo uno dei suoi figli sportivi. I ricordi affiorano nitidi: gli scarpini misura 37, il mancino educato, le traiettorie dagli angoli che avrebbero presto fatto scuola. E poi il coro che lo accompagnava in ogni stadio: “Massimé pare ‘na molla”.

Nell’intervista ribadisce ciò che non ha mai nascosto: “Io il Catanzaro l’ho sempre tifato, dalla Serie C alla gioia del ritorno in Serie B nel 2023”. Un rapporto che non dipende dalle categorie, ma dall’identità costruita insieme alla sua gente.

Passeggiare in centro per lui significa rinnovare quel filo affettivo. Lo salutano gli adulti che hanno vissuto i suoi gol, ma anche bambini che ne conoscono la storia tramite racconti e immagini: “La cosa più bella è che mi riconoscono anche i piccoli, pur non avendomi mai visto giocare”.

La magia del sinistro e la nascita di un mito

Palanca torna con naturalezza ai suoi inizi: il trasferimento dal Frosinone al Catanzaro voluto da Nicola Ceravolo e Gianni Di Marzio, che intravidero in quel ragazzo leggero un talento già definito.

Il resto appartiene ai numeri e alla memoria collettiva: 367 presenze, 133 reti, e soprattutto quei 13 gol direttamente da calcio d’angolo, un marchio tecnico che nessun altro in Italia ha ripetuto con quella continuità. L’immagine simbolo resta l’angolo dell’Olimpico nel 3-1 alla Roma, immortalato per sempre dal tabellone.

Parlando del calcio moderno, Palanca usa toni misurati. Nota tattiche che lo lasciano perplesso, apprezza profili creativi come Paulo Dybala, osserva senza nostalgia ma con l’occhio di chi quel gioco lo ha vissuto dall’interno.

Il presente giallorosso e l’abbraccio a Iemmello

Il discorso si sposta sul Catanzaro di oggi, e Palanca invita alla pazienza: squadra giovane, margini ancora ampi per diversi nuovi arrivati, percorso da costruire.

Su Pietro Iemmello, però, non si nasconde: “Sarò sempre dalla sua parte”, convinto che l’attaccante possa risalire in classifica marcatori e tornare decisivo. Il parallelismo è naturale: “Io e Pietro abbiamo una cosa in comune: l’amore incondizionato della gente di Catanzaro”.

La Fiamma Olimpica: un gesto che completa un percorso

Sul tema del giorno, la Fiamma Olimpica, la sua emozione è evidente: “Da quando me l’hanno comunicato non penso ad altro”. È un privilegio che riconosce non solo il campione, ma il simbolo di una comunità.

Il 20 dicembre percorrerà un tratto di strada con la Torcia di Milano Cortina 2026. Sarà un momento solenne, accompagnato idealmente da una città che con lui ha condiviso esultanze, delusioni, risalite e ricordi che non sbiadiranno.

Per Catanzaro, Palanca resta molto più di un ex calciatore. È un riferimento, una memoria vivente, un frammento identitario. E quel giorno, mentre stringerà la Fiamma, la città rivedrà in lui i capitoli più luminosi della propria storia sportiva.

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