martedì 17 Febbraio 2026

Pittarello: “Gol decisivo in un momento difficile. Rigore? Me la sentivo. Soddisfazione immensa”

Il rigore del 90’+1 ha cambiato la partita, la classifica e forse un pezzo della stagione del Catanzaro. Ma soprattutto ha cambiato il volto di Filippo Pittarello, che dopo Modena-Catanzaro si è presentato in conferenza stampa con una sincerità rara, raccontando emozioni, difficoltà e un legame con la città che va oltre il calcio.


«Arrivo da un momento delicato. Questo gol vale tutto»

Pittarello non nasconde l’importanza personale del rigore trasformato al “Braglia”:

«È stata una soddisfazione immensa. Arriva in un momento delicato per me, perché sto facendo fatica a trovare spazio. L’unica arma che ho è allenarmi bene e sfruttare ogni minuto che il mister mi concede. Riuscire a coronare questo lavoro con un gol, per di più su un rigore che mi sono procurato io, e con la vittoria della squadra… è il massimo.»

Parole pulite, dirette, di chi sente di aver superato un piccolo esame dentro il grande viaggio della Serie B.


«Subentrare in gare così è difficilissimo. Ma sapevo cosa dovevo fare»

Il numero 8 giallorosso spiega l’ingresso in campo, tutt’altro che semplice:

«Subentrare è sempre difficile, ma in partite così lo è ancora di più. Devi subito prendere il ritmo che la gara ti chiede, e rischi di andare in affanno. Loro volevano spingere, noi dovevamo recuperare: sono entrato che eravamo sotto 1-0 e dovevo essere pronto immediatamente.»

Aquilani gli aveva dato indicazioni precise:

«Il mister mi aveva chiesto di dare profondità, farmi trovare lì davanti, e in fase di non possesso oscurare il loro mediano. Ho provato a farlo nel modo più pulito possibile.»


«Sul rigore c’è stato grande rispetto. Me la sentivo, e i compagni mi hanno detto di calciare»

Il racconto dell’episodio decisivo:

«C’è stato molto rispetto tra tutti: Pontisso, che avrebbe dovuto calciare perché la settimana scorsa aveva segnato, e Cisse che voleva tirarlo. Io l’ho procurato e me la sentivo. Ho chiesto se potevo calciarlo: mi hanno detto “se te la senti, fai quello che vuoi”. Ho messo giù il pallone e ho tirato.»

Un gesto che dice molto della gerarchia fluida e della fiducia reciproca dentro lo spogliatoio.


«A Catanzaro ho trovato uno spessore umano che al Nord raramente vedi»

Pittarello dedica un passaggio profondo alla città e ai tifosi:

«Vivo a Catanzaro da un anno e mezzo. E lo ammetto: arrivando dal Nord avevo in testa gli stereotipi che sentiamo tutti. Poi inizi a vivere davvero lì, e scopri persone con uno spessore umano diverso. Vogliono lasciarti qualcosa, ti vivono intensamente senza sapere per quanto rimarrai.»

Il riferimento alla curva è chiarissimo:

«L’emblema sono i tifosi: in trasferta vengono in mille, duemila, tremila. Ti danno tutto. Sono i primi veri tifosi del Catanzaro: sostengono per 90 minuti, prescindere dal risultato. Se facciamo male è giusto che ci fischino, ma durante la partita non smettono mai. Questo attaccamento al Nord lo senti raramente.»


«Aquilani è buono d’indole, ma ha idee forti. Si sente, si respira»

Sul rapporto con il mister, Pittarello si apre con sincerità:

«Aquilani è buono d’indole: lo vedi, lo respiri. Anche quando si arrabbia lo fa in modo ‘velato’. Però ha le sue idee, ha carattere e ti trasmette tutto quello in cui crede. Il percorso che stiamo facendo è buono, e si vede che c’è una mano forte dietro.»


«Vogliamo continuare. Solo il campionato dirà fin dove possiamo arrivare»

L’ultima battuta è uno sguardo al futuro:

«Vogliamo continuare così, vogliamo far bene. Solo il campionato ci farà capire dove potremo arrivare. Ma siamo vivi, uniti, e questa vittoria ci dà tanto.»

Una chiusura che fotografa la verità: il Catanzaro c’è, e Pittarello – con quel rigore pesantissimo – adesso c’è più che mai.

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