Gara vibrante tra giallorossi e rosanero. La squadra di Costantino domina il primo tempo e passa, ma subisce il ritorno degli ospiti nella ripresa. Continua comunque la striscia positiva
Allo Stadio “A. Curto” di Catanzaro va in scena un pareggio che lascia sensazioni contrastanti, ma che conferma la solidità acquisita dalla Primavera giallorossa. La sfida valida per la 13ª giornata del campionato Primavera 2 si chiude sull’1-1 al termine di un match combattuto, ricco di occasioni da entrambe le parti e giocato sul filo dell’equilibrio tra le ambizioni di metà classifica dei padroni di casa e le urgenze di risalita degli ospiti.
La gara si presentava con premesse chiare. Il Catanzaro, forte dei suoi 15 punti, arrivava all’appuntamento con la fiducia derivante da un filotto che racconta di una ritrovata compattezza: dopo la caduta di La Spezia, i ragazzi di mister Costantino avevano infilato due vittorie consecutive per 1-0 contro Crotone e Ascoli, sinonimo di cinismo e solidità.
Dall’altra parte della barricata, un Palermo fermo a 8 punti e alla disperata ricerca di una svolta. I rosanero si presentavano in Calabria reduci da tre pareggi consecutivi (con Pisa, Benevento ed Empoli capolista) che, se da un lato avevano dato tenuta, dall’altro non avevano migliorato la deficitaria posizione in classifica. Serviva una partita sporca e concreta, e così è stata.
Il sigillo di Lucito nel monologo giallorosso
L’approccio del Catanzaro è quello delle giornate migliori. Nella prima frazione di gioco è la formazione di casa a dettare i ritmi, mantenendo una buona intensità e schiacciando l’avversario nella propria metà campo. Le Aquile creano diverse opportunità offensive, rendendosi pericolose soprattutto grazie alle iniziative di Ardizzone e Arditi, spine costanti nel fianco della difesa siciliana.
La supremazia territoriale si concretizza al tramonto del primo tempo. È il minuto 39 quando Lucito trova il guizzo giusto per sbloccare il risultato, portando meritatamente in vantaggio i giallorossi. Una rete che premia la mole di gioco prodotta da una squadra scesa in campo con l’obiettivo chiaro di dare continuità alle prestazioni recenti e accendere la spinta offensiva.
L’unico neo della prima frazione per i padroni di casa è non aver capitalizzato ulteriormente il momento favorevole. Nonostante il vantaggio e il controllo delle operazioni, il Catanzaro non riesce a trovare la via del raddoppio prima dell’intervallo, lasciando così aperta la porta al rientro degli avversari.
La risposta di Caruso e la continuità dei risultati
Nella ripresa il copione cambia volto. Il Palermo, costretto a inseguire, alza il proprio baricentro alla ricerca disperata del pareggio. Gli ospiti iniziano a gestire meglio il possesso palla, aumentando la pressione nella metà campo avversaria e costringendo il Catanzaro a una fase difensiva più accorta rispetto ai primi 45 minuti.
La spinta rosanero viene premiata al minuto 78. È Caruso a finalizzare un’azione corale degli ospiti, siglando la rete dell’1-1 che ristabilisce l’equilibrio e gela l’entusiasmo del “Curto”. Un gol che testimonia la necessità del Palermo di trovare coraggio negli ultimi metri, obiettivo centrato proprio nel momento cruciale del match.
Il finale è vibrante, con entrambe le formazioni che provano a cercare il colpo decisivo per portare a casa l’intera posta in palio. Tuttavia, la stanchezza e la paura di perdere prevalgono sulla lucidità offensiva e il risultato non cambia più fino al triplice fischio.
In ottica classifica e morale, il bicchiere può dirsi mezzo pieno per entrambe. Il Catanzaro conquista il terzo risultato utile consecutivo, confermando il buon lavoro di mister Massimo Costantino. Anche il Palermo dà continuità al proprio momento, centrando il secondo risultato utile di fila e muovendo la classifica in una zona bassa dove ogni punto pesa come un macigno.
