lunedì 26 Gennaio 2026

Noto a Esperia TV: “Centro sportivo sogno realizzato, Aquilani pragmatico. Mercato? Interventi mirati”

Il numero uno giallorosso a tutto campo: dall’emozione della Torcia Olimpica alla blindatura del tecnico nel momento più buio. Sul mercato: “Polito ha le idee chiare, prima sfoltire”

Un Catanzaro che vola in classifica, un entusiasmo ritrovato e una società che getta le basi strutturali per un futuro solido. È il momento d’oro delle Aquile, certificato non solo dalle sette vittorie nelle ultime nove gare, ma anche dalle parole misurate e lungimiranti del presidente Floriano Noto. Intervenuto ai microfoni di Turnover su Esperia TV (dichiarazioni riprese dal portale IlCalcioCalabrese.it), il patron ha analizzato a 360 gradi il momento magico del club, mantenendo però quel profilo basso che è diventato il marchio di fabbrica della sua gestione.

L’orgoglio del tedoforo e il legame con la città

L’intervista parte dall’emozione extracalcistica, quella fiamma olimpica portata per le vie della città insieme a capitan Iemmello. Un’investitura che Noto ha vissuto con profondo senso di responsabilità: “È stato un orgoglio essere uno dei tedofori… è un evento storico per Catanzaro”, ha confessato il presidente.

Un momento intimo condiviso con il bomber: “Dicevamo questo con Pietro Iemmello nella navetta: so che rappresentiamo un punto di riferimento nell’ambito sportivo e mi pesava anche questo”. È la conferma di un club che si sente, e agisce, come ambasciatore di un intero territorio.

La gestione Aquilani: il trionfo della pazienza

Sul fronte tecnico, Noto rivendica con fierezza la scelta di non aver ceduto agli isterismi della piazza nei momenti di difficoltà. Quando i risultati latitavano, la società ha fatto scudo attorno ad Alberto Aquilani, intravedendo un valore che andava oltre il tabellino. “Quando la piazza voleva l’esonero del mister siamo andati avanti con la nostra linea”, spiega Noto, sottolineando come la continuità con il percorso di Vivarini e Caserta fosse la strada maestra.

Il presidente elogia l’evoluzione tattica del tecnico romano, diventato “più pragmatico” grazie all’esperienza: “Non sempre si possono imporre le proprie idee, a volte si deve lottare in altro modo”. Una maturazione che oggi paga dividendi altissimi.

Piedi per terra: “Battaglia vinta, non la guerra”

Nonostante un ruolino di marcia da “media quasi promozione” nelle ultime nove uscite, Noto indossa i panni del pompiere e spegne i facili entusiasmi. “La B è un campionato particolare: basta poco per andare alle stelle… la prima può perdere con l’ultima”, ammonisce il patron. L’obiettivo primario resta invariato: “Predico umiltà: fin quando non raggiungiamo la quota salvezza non siamo tranquilli, poi potremo divertirci”. Un realismo necessario per non perdere la bussola in un torneo che non perdona cali di tensione.

Il futuro è a Simeri Crichi

Il passaggio più strategico riguarda l’infrastruttura. L’acquisto dei terreni a Simeri Crichi non è solo edilizia, è la pietra angolare del “Catanzaro del domani”. “Era il nostro sogno”, ammette Noto, delineando un progetto che partirà “con tre o quattro campi, una struttura centrale, palestre e club house”.

L’obiettivo è chiaro: creare un asset di proprietà per far crescere i giovani a stretto contatto con la prima squadra, colmando un gap storico. E sul nome? Alla suggestione “Nido delle Aquile”, Noto risponde con un sorriso e una battuta identitaria: “Potremmo magari tradurre il nome in dialetto calabrese”.

Mercato di gennaio: la strategia di Polito

Infine, una finestra sulle manovre invernali. Nessuna rivoluzione, ma una necessaria razionalizzazione. “Sicuramente dovremo sfoltire un po’ la rosa: siamo partiti con trenta calciatori”, conferma il presidente. Solo dopo le uscite, il DS Ciro Polito opererà in entrata: “Ha le idee chiare su interventi mirati e qualcosina si farà”. Poche parole, idee chiare e programmazione: il “Modello Noto” continua a spingere il Catanzaro verso l’alto.

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