lunedì 26 Gennaio 2026

Iemmello dopo Catanzaro-Cesena: “Due mesi fa ci davano per morti. Ora non poniamoci limiti, ma piedi per terra”

Il Capitano dopo la vittoria sul Cesena: “Chiusura d’anno bellissima. La Curva? Io uno di loro, andavo lì 25 anni fa. Obiettivo personale? Vedere crescere i giovani e aiutare il gruppo”

È un Pietro Iemmello a tutto tondo quello che si presenta ai microfoni dopo il 2-0 rifilato al Cesena. Gol, assist e parole da leader vero, che non si nasconde dietro frasi di circostanza ma difende il gruppo, la società e il percorso fatto finora. Il capitano giallorosso si gode la quinta vittoria consecutiva e il quarto posto, ma invita tutto l’ambiente a mantenere equilibrio e memoria storica.

“Due mesi fa eravamo spacciati, ora…”

L’analisi parte dalla metamorfosi della squadra: “Fino a due mesi fa parlavamo di pericolo, di esonerare qua e cacciare là. Bisogna avere equilibrio”. Il capitano spiega il senso di quell’asticella alzata di cui aveva parlato a inizio stagione: “Alzare l’asticella non voleva dire puntare alla Serie A, ma non porsi limiti per migliorarsi quotidianamente”. L’obiettivo primario resta blindare la categoria, un patrimonio inestimabile dopo “20 anni di Serie C, di società che prendevano in giro la gente”.

L’appello all’ambiente: “Basta disfattismo”

Iemmello lancia un messaggio chiaro a quella parte di tifoseria, seppur minoritaria, incline alla critica facile: “Mi piacerebbe che quel 15% dell’ambiente non criticasse a spada tratta dopo una sconfitta o un pareggio. Questo fa solo il male del Catanzaro”. La memoria deve essere l’antidoto al disfattismo: “Bisogna ricordarsi i 20 anni di C, quando non si sapeva se il giorno dopo ci fosse ancora la società”.

Cuore giallorosso: “Io uno della Curva”

Impossibile non parlare del feeling con il pubblico, in una giornata dedicata al ricordo di Massimo Capraro. “Oggi lo stadio si sentiva, ci ha spinto nei momenti di difficoltà”. Poi, la confessione da tifoso prima che da calciatore: “Io andavo in Curva 25 anni fa. Per me è come se fossi uno di loro”. Un legame viscerale che si è riacceso definitivamente dopo la semifinale di Padova: “Lì è scattato un click, si è accesa una fiamma. In trasferta siamo tantissimi”.

“Un Iemmello diverso”

Sul piano personale, il Re Pietro mette da parte l’egoismo del bomber: “Ho raggiunto tanti obiettivi personali. Ora mi piacerebbe molto di più vedere i miei compagni giovani crescere”. I numeri (5 gol e 4 assist) raccontano di un giocatore totale, più coinvolto nella manovra: “Sono più partecipe nella fase di non possesso. È un Iemmello un po’ diverso, ma mi diverto”.

La chiosa è sul futuro immediato: “Mancano 20 partite, devono essere tutte impegnative e serie. Vogliamo arrivare a marzo senza staccare la spina come successo l’anno scorso dopo il derby”.

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