Cinque vittorie consecutive hanno cambiato l’inerzia, ora il calendario alza l’asticella. Tre big match tra il 10 e il 25 gennaio per capire chi siamo: consolidamento o assalto al vertice?
Nel calcio, come nella vita, ci sono momenti in cui smetti di guardarti allo specchio per ammirare quanto sei cresciuto e sei costretto a guardare negli occhi chi è più grande di te per capire quanto vali davvero. Per il Catanzaro, quel momento è adesso. Le cinque vittorie consecutive con cui si è chiuso il 2025 hanno fatto molto più che muovere la classifica: hanno cambiato lo sguardo di una piazza e di uno spogliatoio. Non si gioca più per “consolidare”, si gioca per misurarsi.
Il calendario, beffardo o generoso a seconda dei punti di vista, serve sul piatto la prova più pulita possibile. Gennaio non sarà un mese di transizione, ma un giudice severo. In soli 15 giorni, le Aquile affronteranno un “Trittico della Verità” che pesa quanto un mini-campionato e che definirà i contorni reali della stagione: ambizione da promozione o blindatura di un piazzamento playoff?
Catanzaro, il calendario di gennaio: tre esami, tre contesti diversi
Non è retorica, è la brutale onestà del calendario di Serie B. Ecco cosa attende il Catanzaro di Aquilani:
- 10 Gennaio – Frosinone-Catanzaro (Stirpe): Si parte col botto. Trasferta in casa della capolista, un confronto diretto che vale doppio.
- 17 Gennaio – Venezia-Catanzaro (Penzo): Altro viaggio, altra big. Laguna e insidie diverse, contro una retrocessa dalla A costruita per risalire subito.
- 25 Gennaio – Catanzaro-Sampdoria (Ceravolo): Il ritorno a casa chiude il cerchio. Arriva un club storico che porta pressione a prescindere dalla classifica, in una gara dal peso emotivo e mediatico enorme.
Due trasferte ravvicinate contro corazzate, poi il rientro tra le mura amiche per il gran finale. Un tour de force che imporrà gestione delle energie, rotazioni scientifiche e una tenuta mentale d’acciaio.
Perché gennaio decide la direzione
Perché definiamo questo ciclo “decisivo”? Non per mettere pressione, ma per realismo.
1. La quota-ambizione Il Catanzaro arriva a questo appuntamento con un capitale di fiducia enorme. Ma l’inerzia, da sola, non basta quando l’avversario ha la tua stessa qualità (o superiore). Queste tre gare serviranno a capire se la crescita del gruppo è strutturale, solida anche quando il livello si alza e le partite diventano “sottili”, decise da episodi, dettagli e letture tattiche immediate.
2. La maturità nelle “partite sporche” Tre big match in due settimane raramente ti concedono lo spettacolo puro o il dominio territoriale per 90 minuti. La vera maturità, quella che distingue le belle squadre dalle squadre vincenti, sta nel saper gestire i momenti di sofferenza. Non perdere equilibrio dopo un episodio sfavorevole, restare aggrappati alla gara quando la brillantezza cala, strappare punti anche “sporcandosi” le mani. Chi esce indenne da questo trittico dimostra mestiere, non solo talento.
3. L’assist (o il freno) al mercato C’è poi un fattore esterno: il calciomercato. Gennaio è il mese delle riparazioni, ma anche dei rilanci. Le risposte che il campo darà tra Frosinone e Venezia potrebbero indirizzare le ultime mosse del DS Polito. La squadra va solo ritoccata o serve un intervento deciso per colmare un gap emerso contro le big? Questo ciclo è il test perfetto per evidenziare eventuali carenze strutturali (profondità della rosa, alternative sugli esterni) prima che il gong del mercato suoni.
La prova del nove
Se il Catanzaro uscirà da questi 15 giorni di fuoco con un bottino solido e prestazioni all’altezza, non ci sarà più bisogno di nascondersi o di fare calcoli: lo dirà il campo che si può puntare al bersaglio grosso. Se invece il trittico dovesse frenare la corsa, non sarà un fallimento, ma un’indicazione preziosa su cosa manca ancora per sedersi stabilmente al tavolo delle grandissime. Il tempo delle parole è finito, da sabato parla il campo. E la verità, stavolta, passa per tre stazioni: Frosinone, Venezia, Sampdoria.
