Le Aquile offrono un calcio superiore per un’ora, sprecano l’impossibile e sbattono su Palmisani. Poi il rosso contestato a Frosinini cambia la storia. Monterisi e Ghedjemis puniscono i giallorossi, furiosi per la direzione arbitrale
Se il calcio fosse una scienza esatta, o quantomeno uno sport che premia ai punti come la boxe, oggi dallo “Stirpe” il Catanzaro uscirebbe con la cintura di campione. Invece, il tabellino recita un freddo e crudele 2-0 per la capolista Frosinone. Un risultato che definire “bugiardo” è un eufemismo, lo specchio deformante di una gara che le Aquile hanno interpretato con personalità da grande squadra, dominando per lunghi tratti sul piano del gioco e delle idee, prima di essere piegate da un episodio arbitrale decisamente discutibile e dalla legge cinica del gol.
Una sconfitta che interrompe la striscia di vittorie ma non ridimensiona le ambizioni: resta l’orgoglio per una prestazione monumentale, macchiata però da un senso di ingiustizia che al triplice fischio ha infiammato l’ambiente giallorosso.
Un primo tempo a senso unico (e troppi rimpianti)
L’approccio della squadra di Aquilani è da manuale del calcio. Corto, aggressivo, padrone del campo: il Catanzaro mette subito alle corde la capolista. Già al 1′ minuto le Aquile bussano alla porta di Palmisani, chiarendo che non sono venute in Ciociaria per fare le barricate. Il Frosinone fatica a uscire, soffocato dal pressing alto. Le occasioni fioccano, ma il peccato originale dei giallorossi è la mancata concretezza. Iemmello e Pittarello duettano a memoria, ma mancano il colpo del KO. Se al 30′ serve un miracolo di Pigliacelli su Calvani per tenere lo 0-0, è al 37′ che i rimpianti diventano enormi: Pittarello si presenta a tu per tu con Palmisani ma si fa ipnotizzare dall’estremo difensore di casa. Si va al riposo a reti bianche, con la netta sensazione che ai giallorossi manchi solo il guizzo finale per legittimare una superiorità tecnico-tattica evidente.
La svolta: il rosso a Frosinini e la gestione Dionisi
La ripresa inizia sulla stessa falsariga. Al 54′ Iemmello ha sul piede la palla del vantaggio, ma Palmisani si traveste ancora da supereroe chiudendo lo specchio. Sembra il preludio al gol ospite, invece arriva l’episodio che spacca la partita e i nervi. Al 59′ Frosinini interviene su Cichella: l’arbitro Dionisi inizialmente valuta il fallo di gioco gestibile, ma viene richiamato al monitor dal VAR. La revisione porta a una decisione severissima: cartellino rosso diretto. Il Catanzaro resta in 10 e la partita cambia inerzia. Nonostante l’inferiorità, le Aquile resistono con cuore, ma inevitabilmente il Frosinone guadagna metri. Pigliacelli vola su Raimondo al 71′, ma deve arrendersi all’82’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo (anche questo contestato vivacemente dai giallorossi per la sua assegnazione), Monterisi svetta più in alto di tutti e fa 1-0. Il finale è generoso quanto crudele: il Catanzaro si getta in avanti con la forza della disperazione, Pigliacelli lascia i pali per l’assalto finale e al 97′, in contropiede, Ghedjemis deposita in rete il 2-0 a porta vuota.
La furia dei tifosi: “Scandalo arbitrale, ma orgogliosi di voi”
Mentre la squadra esce dal campo a testa altissima, sui social esplode la rabbia del popolo giallorosso. Il bersaglio numero uno è la direzione di gara dell’arbitro Dionisi e l’utilizzo del VAR, percepito come punitivo.
Scorrendo i commenti a caldo, il sentimento è unanime. C’è chi definisce l’arbitraggio “da manicomio” e chi parla apertamente di una “partita da ufficio inchieste”, sottolineando come giocare “in 12 contro 10” sia impossibile. La percezione di un risultato falsato è fortissima: “Risultato bugiardo, li abbiamo asfaltati”, tuona un tifoso, puntando il dito anche contro l’angolo da cui è scaturito il vantaggio ciociaro, definito “inesistente”. Un altro sostenitore usa l’arma dell’ironia amara: “Una partita che doveva finire 6-0 per noi; se questi vanno in Serie A mi metto a ridere”.
Ma in questo fiume di rabbia, emerge prepotente l’orgoglio per una prestazione che ha mostrato la vera forza del Catanzaro. “Arbitraggio scandaloso, ma grande prestazione: in casa dei primi li abbiamo presi a pallonate”, si legge tra i commenti più apprezzati. E ancora: “Se questa era la prima in classifica, non ci deve far paura nessuno. Orgoglioso di voi ragazzi”. Il messaggio della piazza è chiaro: la classifica si muove, ma la consapevolezza è cresciuta. Contro tutto e tutti, questo Catanzaro ha dimostrato di poter giocare alla pari (e oltre) con chiunque.
