I tifosi giallorossi rispondono “presente” in massa: polverizzati oltre 700 tagliandi in 24 ore. Il “Penzo” si tingerà di giallorosso nonostante i malumori per i costi elevati rispetto ai settori locali
Non bastano i chilometri, non basta il clima rigido della Laguna e, a quanto pare, non bastano nemmeno le logiche economiche a frenare l’onda d’urto della tifoseria catanzarese. In vista della delicata trasferta al “Pier Luigi Penzo” di Venezia, il popolo giallorosso sta offrendo l’ennesima dimostrazione di attaccamento viscerale, rispondendo con numeri da capogiro all’apertura della prevendita.
La corsa al biglietto: verso il “tutto esaurito”
I dati raccolti nelle prime ore di apertura dei circuiti sono inequivocabili: oltre 700 tagliandi sono stati staccati in meno di ventiquattro ore. Considerando che la capienza riservata al settore “Curva Nord Ospiti” è di circa 1.000 unità, la proiezione matematica suggerisce un inevitabile sold out ben prima del fischio d’inizio. Un segnale forte, che va letto oltre il semplice dato statistico: dopo la sconfitta di Frosinone, la piazza non si è disunita, anzi, ha rilanciato, comprendendo il momento cruciale della stagione e la necessità di far sentire il fiato sul collo agli avversari anche in uno stadio logisticamente complesso come quello veneziano.
Il nodo prezzi: la disparità con i locali
Tuttavia, tra l’entusiasmo della caccia al biglietto, serpeggia un evidente malcontento tra i gruppi organizzati e i sostenitori che raggiungeranno il Veneto. Oggetto della contesa è il costo del titolo d’accesso. Per assicurarsi un posto nel settore ospiti, i tifosi delle Aquile sono chiamati a un esborso complessivo che raggiunge la soglia psicologica dei 30 euro (frutto della somma tra i 28,50€ del biglietto e 1,50€ di diritti di prevendita, secondo le comunicazioni ufficiali).
Una cifra che ha sollevato più di qualche sopracciglio, specialmente se confrontata con il trattamento riservato ai tifosi di casa: per settori equivalenti dello stadio, i sostenitori arancioneroverdi pagano circa 22€. Una forbice di quasi 10 euro che viene percepita dalla tifoseria ospite come una disparità di trattamento difficilmente digeribile in un campionato, la Serie B, che dovrebbe fare della partecipazione popolare il suo punto di forza.
La variabile logistica: il “prezzo” di Venezia
Per dovere di cronaca e onestà intellettuale, va però analizzata la componente strutturale che gonfia il prezzo del biglietto ospite. Venezia è un unicum nel panorama calcistico mondiale e la logistica incide pesantemente sui costi organizzativi. Nel prezzo del ticket, infatti, la società lagunare include obbligatoriamente il servizio di trasporto acqueo dedicato (andata e ritorno) che collega il Venice Gate Parking direttamente allo stadio. Non si tratta di un semplice “plus”, ma di una necessità logistica imposta per gestire l’ordine pubblico e il flusso dei tifosi in una città senza strade.
Resta il fatto che, per una famiglia o un gruppo di amici che parte dalla Calabria o dal Nord Italia per sostenere il Catanzaro, la trasferta assume contorni economici rilevanti. Eppure, guardando il contatore dei biglietti venduti che sale vertiginosamente verso quota 1.000, una verità emerge sopra le polemiche: per il tifoso del Catanzaro, esserci conta più di ogni altra cosa.
