domenica 25 Gennaio 2026

Il “giallo” del VAR a Venezia: svelato il motivo della convalida del gol di D’Alessandro. “Tecnologia in tilt e protocollo ignorato”

Emergono dettagli clamorosi sui 5 minuti di attesa al “Penzo”: il sistema “Cross-Air” non funzionava. La rete è stata assegnata solo perché l’assistente non aveva alzato la bandierina. E Ayroldi non ha avvisato il pubblico

Non si placano le discussioni sul post-partita di Venezia-Catanzaro. Se il risultato del campo ha premiato i lagunari (3-1), un episodio specifico del primo tempo continua a tenere banco: il gol del momentaneo vantaggio di Marco D’Alessandro. Dietro quella convalida, arrivata dopo oltre 5 interminabili minuti di attesa, non c’era una certezza geometrica, bensì un blackout tecnologico. A svelare il retroscena è Il Gazzettino, ripreso oggi da PianetaSerieB.it.

Il sistema in tilt: perché il VAR era “cieco”

Contrariamente a quanto si pensa, il VAR non ha “visto” che D’Alessandro era in gioco. Semplicemente, non ha potuto vedere nulla. Il problema risiede nel Cross-Air, il sistema tecnologico utilizzato in Serie B per il fuorigioco (meno evoluto del Saot semiautomatico della Serie A). Nonostante i test pre-gara fossero andati a buon fine, al momento del gol il software che traccia le linee millimetriche è andato in tilt nella sala VAR di Lissone.

I varisti Serra e Prenna hanno tentato il tracciamento manuale, ma anche questa strada si è rivelata un vicolo cieco: nessuna telecamera offriva un’immagine chiara e definitiva per stabilire con certezza la posizione dell’esterno giallorosso rispetto all’ultimo difensore.

La regola della decisione di campo

Cosa succede quando la tecnologia alza bandiera bianca? Il regolamento è chiaro: prevale la decisione presa dall’arbitro (o dall’assistente) sul campo. In questo caso, l’assistente Cecconi aveva tenuto la bandierina giù, valutando regolare la posizione di D’Alessandro sul tocco di Iemmello. Non potendo smentire questa decisione con prove oggettive, il VAR ha dovuto comunicare ad Ayroldi di convalidare la rete “per mancanza di evidenze contrarie”.

Il pasticcio della comunicazione

Ma c’è un secondo “giallo” nella vicenda, legato alla gestione del momento. Secondo il protocollo, una volta appurato il guasto tecnico, l’arbitro Ayroldi avrebbe dovuto comunicare immediatamente l’inconveniente alle due panchine per permettere allo speaker dello stadio di informare il pubblico e giustificare l’attesa biblica. Questo passaggio non è avvenuto. I tifosi al “Penzo” (e quelli davanti alla TV) sono rimasti all’oscuro di tutto. La spiegazione dell’intoppo è stata fornita ai club solo durante l’intervallo, quando ormai un annuncio pubblico sarebbe stato tardivo e inutile.

Resta il dubbio amletico, non chiarito nemmeno dalle immagini TV: D’Alessandro era in fuorigioco o no? La risposta resterà un mistero sepolto nel server bloccato di Lissone.

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