Il difensore torna a Pescara. Un addio che lascia l’amaro in bocca: un lusso per la categoria rimasto inespresso per equivoci tattici e troppe critiche ingenerose. Adesso il Catanzaro non può sbagliare il sostituto
Nel calcio, come nella vita, è tutta una questione di Sliding Doors. Di porte che si aprono, di treni presi o persi, di contesti giusti nel momento sbagliato. L’avventura di Davide Bettella in giallorosso si sta per chiudere, con un biglietto di sola andata per Pescara, lì dove tutto era iniziato e dove, forse, il difensore classe 2000 spera di ritrovare se stesso.
Ma liquidare i suoi sei mesi sui Tre Colli come un semplice “fallimento” sarebbe ingeneroso e, tecnicamente, miope. Perché Bettella non è diventato un brocco all’improvviso. Parliamo di un giocatore che ha vinto la B col Monza, che ha vestito l’azzurro dell’Under 21. Le qualità ci sono, eccome. E allora, cos’è andato storto?
Un “Colletto Bianco” in una trincea
Bettella è arrivato a Catanzaro con l’etichetta del colpo da novanta. Un difensore elegante, tecnico, bravo nell’impostazione. Un “colletto bianco” della difesa. E forse il problema è nato proprio qui: nell’equivoco tra le sue caratteristiche e le necessità tattiche del momento. Spesso impiegato come “braccetto” nella difesa a tre, Bettella ha sofferto maledettamente quando adattato a sinistra, o quando gli è stato chiesto un lavoro di pura aggressione fisica sull’uomo che non è nelle sue corde naturali.
Eppure, bisogna essere onesti: le critiche piovute su di lui sono state spesso eccessive. Il pubblico, talvolta, ha mugugnato al primo passaggio sbagliato, dimenticando che quando è stato schierato nel suo ruolo naturale – centrale puro al posto di Antonini – ha sfoderato prestazioni di alto livello (ricordate l’eleganza nelle chiusure?). Il ragazzo ha pagato dazio a un modulo che richiede meccanismi perfetti e a una condizione fisica non sempre ottimale, ma la sua professionalità non è mai stata in discussione. Se ne va per ritrovare minutaggio e serenità familiare, ma il suo valore assoluto resta intatto.
L’Identikit del sostituto: basta adattamenti
Ora che la porta si chiude alle spalle di Bettella, se ne apre un’altra per il DS Polito. Cosa serve al Catanzaro per completare il pacchetto arretrato? L’addio dell’ex Monza ci insegna una cosa: serve specificità. Basta adattamenti, basta giocatori fuori ruolo. Se Bettella era il fioretto, ora forse serve la sciabola.
L’identikit del “Mister X” che dovrà arrivare (si parla con insistenza di Silletti del Team Altamura, ma il nome conta fino a un certo punto) deve rispondere a requisiti precisi:
- Rapidità: Per coprire le spalle agli esterni che spingono.
- Cattiveria agonistica: Un “gladiatore” capace di accettare l’uno contro uno a tutto campo, caratteristica fondamentale nel calcio di Aquilani.
- Duttilità vera: Qualcuno che sappia fare il “braccetto” non per emergenza, ma per mestiere.
Salutiamo Bettella senza rancore, anzi, con l’augurio che a Pescara torni a brillare come merita. A volte, semplicemente, non è destino. Ora tocca alla società riempire quella casella con il tassello giusto per trasformare la difesa in un bunker.
