domenica 25 Gennaio 2026

Solidarietà Ultras, la Curva Massimo Capraro ringrazia (anche i rivali) e precisa: “Nessuna raccolta fondi ufficiale”

Nuova nota del tifo organizzato giallorosso: un plauso alla mentalità che supera le barriere del tifo, ma arriva un chiarimento importante sulle donazioni in denaro

Mentre la città spalava il fango e contava i danni, loro erano lì, stivali ai piedi e pale in mano. Dopo essere scesa in campo fisicamente per supportare cittadini e commercianti colpiti dal ciclone Harry, la Curva Massimo Capraro ha diramato un comunicato per fare il punto sulla grande catena di solidarietà che si è attivata e per fornire una precisazione doverosa.

Oltre i colori: il grazie a gemellati e rivali

Il passaggio più toccante della nota riguarda la risposta ricevuta dal mondo del tifo, non solo quello amico. “Essere Ultras è innanzitutto amare la propria città” si legge nel testo, ma è anche una “mentalità che, in occasioni come questa, supera le rivalità calcistiche e territoriali”.

La CMC ha voluto ringraziare pubblicamente chi ha mostrato vicinanza in queste ore drammatiche: “Alle tantissime tifoserie che in queste ore ci sono state vicine… Ai gemellati, agli amici, alle tifoserie rivali… va la riconoscenza di un’intera comunità”. Un messaggio potente, che conferma come di fronte alle tragedie i colori delle sciarpe lascino spazio al rispetto e all’umanità (come dimostrato anche dalla raccolta fondi avviata dai tifosi del Cosenza).

La precisazione: “Non raccogliamo soldi”

Il comunicato serve però anche a fare chiarezza su un aspetto delicato, onde evitare truffe o fraintendimenti legati al nome del gruppo. La Curva Massimo Capraro ha tenuto a specificare di non aver indetto alcuna raccolta fondi. “Chiariamo che si tratta di iniziative personali e di singoli privati che nulla hanno a che fare o che siano riconducibili ai gruppi organizzati della Curva” recita la nota ufficiale.

Gli ultras, dunque, ci mettono la faccia e le braccia, ma prendono le distanze da eventuali collette in denaro che circolano a loro nome. Un atto di trasparenza dovuto, che si chiude con il grido di battaglia di sempre: “LUNGA VITA AGLI ULTRAS!”.

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