Pigliacelli 6.5 – Subisce due gol, ma senza colpe evidenti. Le sue grandi qualità emergono soprattutto quando deve giocare la palla con i piedi e far ripartire l’azione. In almeno due occasioni si trova ad avere a che fare con situazioni a dir poco spinose e si disimpegna da fuoriclasse. Portiere di professione, ma anche regista di qualità, quando capita.
Antonini 5 – In occasione del gol segnato da Merkaj emerge il suo difetto più grave e finora mascherato dall’assenza di situazioni similari o dal mestiere: la scarsa velocità. Stavolta il centrale difensivo brasiliano paga dazio amaramente, al termine di una circostanza dove, tuttavia, non è stato l’unico a sbagliare.
Cassandro 6 – Il difensore che ha commesso meno sbagli, ed è tutto dire. In varie occasioni, prova delle sortite offensive con la consueta generosità che lo contraddistingue.
Brighenti 5 – Nelle vecchie puntate di “Mai dire gol” facevano vedere rubriche con errori come il suo. E non ne diciamo i titoli, perché in fin dei conti Brighenti sta tenendo in piedi la difesa ed in virtù della sua militanza e dello spirito di sacrificio e quindi ci sembra un po’ ingeneroso nei suoi confronti. Ma l’errore c’è ed è di quelli gravi, perché costa tre punti.
(Dal 65’ Frosinini 5.5 – Prova anche a rendersi pericoloso in attacco, con risultati tutto sommato assolutamente innocui per la difesa avversaria).
Favasuli 6 – Ci mette l’anima a correre e a sbattersi da un punto all’altro della fase di gioco. Ma non può fare tutto lui, onestamente.
Petriccione 6 – Ci mette tutto l’impegno possibile per creare gioco e passaggi illuminanti, ma il suo apporto risulta in svariate occasioni scolastico e prevedibile, mai qualitativamente valido. Può dare di più.
Pontisso 5.5 – Il centrocampo annaspa ed anche il suo contributo è meno efficace che in altre occasioni.
(Dal 75’ Pompetti s.v.).
D’Alessandro 6 – Le idee non gli mancano e i cross nemmeno. Tuttavia, in fase conclusiva la squadra è un po’ distratta e quindi il suo generoso impegno porta meno risultati concreti rispetto a quanti ne potrebbe dare.
(Dal 65’ Di Francesco 5 – Palloni toccati: pochi. Qualità delle giocate: scarsa. In grossa difficoltà, ma da rivedere, in quanto è stato assente dal campo per mesi ed il suo passato calcistico non si discute).
Liberali 7 – Esordisce finalmente dall’inizio e fa vedere tutte le grandi qualità tecniche di cui dispone. L’imbucata per il gol di Pittarello – ma assist è un termine bellissimo e che rende meglio l’idea, in questo calcio dove il lessico cambia solo per supposta “modernità” e mai per vera necessità – è assolutamente strepitosa. Ha grandi qualità tecniche ed è pronto a metterle totalmente in mostra. Cerca anche il gol, senza successo, per ora.
(Dal 75’ Pandolfi s.v.).
Iemmello 5 – Poco presente ad a tratti irritante. Prova solo qualche giocata assolutamente velleitaria ed è troppo poco per uno come lui. Non appare sereno e questo stato d’animo si ripercuote con evidenza sul suo reale contributo in campo.
(Dall’85’ Nuamah s.v.).
Pittarello 7.5 – Segna un bel gol di pregevole fattura, cerca di rendersi pericoloso in varie occasioni e nel finale, da un’altra sua perentoria conclusione, per poco non scaturisce il gol del pareggio, con il tiro salvato sulla linea da un calciatore altoatesino. Il centravanti padovano si rivela così il migliore in campo, tenace e voglioso fino all’ultimo di dare alla gara un risultato diverso e di dare al Catanzaro un pareggio che sarebbe stato di gran lunga meritato.
Allenatore Alberto Aquilani 5.5 – I gravi errori difensivi penalizzano un Catanzaro padrone del gioco e del possesso palla. Liberali e Pittarello dominano, ma buona parte della squadra offre un rendimento mediocre o poco incisivo. Con la Reggiana (che i giallorossi non battono fra le mura amiche da ben 52 anni) ci si aspetta tutt’altra partita.
