La presenza di defibrillatori automatici esterni (DAE) negli spazi pubblici rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per contrastare la morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, secondo gli esperti, la semplice installazione dei dispositivi non è sufficiente a garantire un reale aumento della sicurezza se non è accompagnata da un’organizzazione adeguata e da una piena integrazione nel sistema di emergenza.
Il tema riguarda tutte le amministrazioni, di ogni livello e in tutte le Regioni, chiamate a gestire la cardioprotezione del territorio non solo come un intervento simbolico, ma come un processo strutturato e continuo. Affinché un defibrillatore possa davvero salvare una vita, è fondamentale che sia facilmente individuabile attraverso una segnaletica chiara e standardizzata e che la sua presenza sia regolarmente segnalata e registrata presso il servizio di emergenza 118/112.

In caso di arresto cardiaco improvviso, il fattore tempo è determinante. Le evidenze scientifiche dimostrano che ogni minuto di ritardo nell’avvio della rianimazione cardiopolmonare e della defibrillazione precoce riduce significativamente le possibilità di sopravvivenza. Un DAE non segnalato o non censito presso la centrale operativa rischia quindi di rimanere inutilizzato proprio nel momento dell’emergenza, vanificando la sua funzione salvavita.
La segnaletica e la comunicazione al sistema di emergenza non sono semplici formalità amministrative, ma elementi essenziali della cosiddetta catena della sopravvivenza. La loro corretta applicazione consente agli operatori della centrale di indirizzare rapidamente cittadini e soccorritori verso il defibrillatore più vicino, migliorando l’efficacia dell’intervento nei primi minuti critici.
Secondo il dott. Giuseppe Colangelo, cardiologo ed esperto di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione, la cardioprotezione deve essere considerata un investimento concreto in salute pubblica. “Un defibrillatore realmente efficace – sottolinea – è quello che può essere individuato e utilizzato immediatamente. La visibilità, il censimento e il coordinamento con il 118/112 sono aspetti imprescindibili”.
La gestione dei DAE non si esaurisce dunque con l’installazione del dispositivo. Manutenzione, aggiornamento dei registri, formazione dei cittadini e coordinamento con i servizi di emergenza rappresentano passaggi fondamentali per trasformare la presenza dei defibrillatori in una reale opportunità di salvataggio.
Una cardioprotezione efficace si costruisce nel tempo e richiede collaborazione istituzionale, attenzione organizzativa e responsabilità condivisa. Solo attraverso un sistema ben strutturato i defibrillatori pubblici possono diventare strumenti realmente centrali nella tutela della salute dei cittadini.
