martedì 17 Febbraio 2026

Catanzaro-Reggiana, tabù da sfatare: Aquilani cerca la scossa con Re Pietro Iemmello

L’aria pungente del febbraio calabrese porta con sé il profumo della sfida verità. Al “Nicola Ceravolo”, tempio ribollente di passione giallorossa, va in scena un classico che sa di spartiacque. Catanzaro contro Reggiana non è mai una partita banale: è il confronto tra due filosofie, due stati d’animo opposti, due urgenze diverse. Le Aquile di Alberto Aquilani, ferite dalla sconfitta di Bolzano e a secco di vittorie nel 2026, devono blindare la zona playoff dall’assalto delle inseguitrici.

Dall’altra parte, i granata di Dionigi arrivano con l’acqua alla gola e una rivoluzione tecnica appena consumata, alla ricerca disperata di ossigeno salvezza. Con il vento che soffia forte sui tre colli e un pubblico pronto a spingere oltre ogni logica, il sabato pomeriggio della Serie B promette scintille, duelli tattici e risposte definitive.

Qui Catanzaro: l’identità oltre l’emergenza

Il mese di gennaio ha lasciato scorie e qualche cicatrice, ma ha consegnato ad Aquilani una certezza granitica: il gruppo c’è. Il mercato, definito “complicato” dallo stesso tecnico in conferenza stampa, si è chiuso con il botto mediatico della cessione dell’Hellas Verona di Alphadjo Cisse al Milan, ma con il regalo tecnico della sua permanenza in prestito sui Tre Colli fino a giugno. È proprio dal talento classe 2006, fresco di investitura rossonera, che passa gran parte della manovra offensiva delle Aquile. Con 6 gol all’attivo e una maturità tattica sorprendente per un diciannovenne, Cisse è chiamato a inventare calcio sulla trequarti, affiancato dalla fantasia di Mattia Liberali, in quella che si preannuncia come una coppia di “enfants terribles” pronta a scardinare la difesa emiliana.

L’assenza di Filippo Pittarello, fermato da un affaticamento muscolare, obbliga Aquilani a rivedere le geometrie offensive ma non la sostanza. Tutto il peso dell’attacco ricadrà sulle spalle larghe di Pietro Iemmello. Il capitano, autore di 5 reti e altrettanti assist in questa stagione, non è solo il finalizzatore principe, ma il regista occulto della manovra. La sua capacità di venire incontro, svuotando l’area per gli inserimenti dei centrocampisti, sarà la chiave per eludere la marcatura a uomo prevista da Dionigi. “Uno come Iemmello non si trova altrove”, ha tuonato Aquilani alla vigilia, blindando il suo leader tecnico e carismatico.

Dietro, il terzetto composto da Cassandro, Antonini e Brighenti dovrà garantire solidità e impostazione dal basso, marchio di fabbrica del gioco di Aquilani. A centrocampo, la diga formata da Pontisso e Petriccione avrà il compito di dettare i tempi e schermare le ripartenze, mentre sulle fasce Favasuli e D’Alessandro dovranno vincere i duelli individuali per creare superiorità numerica. Naturalmente agirà Pigliacelli tra i pali, l’uomo che più di tutti ha tenuto a galla la squadra nei momenti difficili di questo inizio 2026.

Qui Reggiana: Dionigi tra rivoluzione e assenze

Se il Catanzaro cerca conferme, la Reggiana cerca se stessa. La squadra emiliana arriva al “Ceravolo” con un volto profondamente rinnovato dal mercato di gennaio, una mossa disperata della società per invertire un trend preoccupante: l’ultima vittoria risale ai primi di dicembre contro il Mantova. Da allora, solo amarezze e una classifica che si è fatta pericolosamente corta. Davide Dionigi, confermato in panchina nonostante le sei sconfitte consecutive, ha parlato di “freschezza mentale” portata dai nuovi innesti, ma dovrà fare i conti con assenze pesantissime.

La tegola più dolorosa è senza dubbio la squalifica di Manolo Portanova. Il trequartista ex Genoa non è solo il capocannoniere con 5 reti, ma il vero motore della squadra, capace di generare quasi il 50% della pericolosità offensiva granata tra gol, assist e passaggi chiave. Senza la sua imprevedibilità, Dionigi dovrà ridisegnare la trequarti affidandosi a Girma e Bozhanaj, chiamati a non far rimpiangere il leader tecnico. In attacco, Cedric Gondo avrà il compito ingrato di fare a sportellate con Antonini e far risalire la squadra, sfruttando la sua fisicità in un sistema che si preannuncia speculare a quello giallorosso (3-4-2-1) ma decisamente più prudente.

In difesa, il ballottaggio tra i pali tiene banco: Seculin parte favorito per continuità, ma il nuovo acquisto Micai – definito da Dionigi “di grande esperienza e personalità” – scalpita per l’esordio, pur non giocando una gara ufficiale da luglio. La linea difensiva, guidata da capitan Rozzio, dovrà fare attenzione agli inserimenti di Cisse e Liberali, veri spauracchi per una retroguardia che ha mostrato più di qualche crepa nelle ultime uscite.

Catanzaro-Reggiana, probabili formazioni: le scelte per il riscatto

Al netto delle assenze e delle strategie, le formazioni sembrano delineate. Aquilani sceglie la qualità per scardinare il fortino granata, Dionigi risponde con fisicità e densità centrale.

CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Pontisso, Petriccione, D’Alessandro; Liberali, Cissè; Iemmello (C). Allenatore: Alberto Aquilani.

REGGIANA (3-4-2-1): Seculin; Papetti, Rozzio, Libutti; Rover, Reinhart, Charlys, Bozzolan; Girma, Bozhanaj; Gondo. Allenatore: Davide Dionigi.

Un crocevia per due destini

Il “Ceravolo” sarà il giudice supremo di questa sfida. Con 32 punti e l’ottavo posto in tasca, il Catanzaro ha l’obbligo di vincere per non perdere il treno playoff e per dare un segnale forte al campionato: la crisi di risultati di gennaio è alle spalle. I 20 punti conquistati in casa sono un biglietto da visita importante, ma la Reggiana, ferita e con le spalle al muro, è l’avversario più pericoloso in questo momento.

I 275 tifosi granata che sfideranno i chilometri per essere presenti nel settore ospiti meritano rispetto e raccontano di una fede che non si piega alle difficoltà. Saranno loro a spingere una squadra che non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. Dall’altra parte, il muro giallorosso è pronto a trascinare Iemmello e compagni verso quella vittoria che manca da troppo tempo.

Sarà una partita a scacchi, decisa probabilmente dai duelli individuali: Iemmello contro Rozzio, la velocità di Cisse contro la staticità di Papetti, la fisicità di Gondo contro l’intelligenza di Antonini. Ma soprattutto, sarà una prova di maturità per il Catanzaro di Aquilani: vincere quando si deve vincere è l’ultimo step per diventare grandi davvero.

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