Nonostante un inizio 2026 complicato, la vittoria sulla Reggiana riporta il Catanzaro in linea perfetta con la stagione dei record. 35 punti in 23 gare: un ruolino di marcia che vale il sesto posto e certifica la bontà del progetto tecnico
Nel calcio, la percezione è spesso nemica della realtà. Il vento gelido di gennaio, che ha portato in dote appena un punto nelle prime quattro gare del 2026 (chiuso con la sconfitta di Bolzano), aveva abbassato pericolosamente la temperatura dell’entusiasmo attorno al “Ceravolo”. Si parlava di involuzione, di meccanismi inceppati, di un mercato che divideva la piazza. Poi arrivano i 90 minuti contro la Reggiana, i gol di Liberali e D’Alessandro, e improvvisamente la nebbia si dirada lasciando spazio a una verità statistica inoppugnabile: questo Catanzaro sta viaggiando a ritmi da grande squadra.
La simmetria con l’era Vivarini
Il dato più sorprendente emerge sfogliando gli almanacchi recenti. Alla 23ª giornata della stagione 2025/2026, il Catanzaro di Alberto Aquilani siede al sesto posto in classifica con 35 punti. Se riavvolgiamo il nastro alla stagione 2023/2024, quella del ritorno trionfale in B e del calcio champagne di Vincenzo Vivarini, scopriamo una simmetria quasi inquietante. Anche quella macchina da guerra, alla stessa giornata, aveva raccolto esattamente 35 punti. Anzi, a voler essere pignoli, la squadra di Aquilani fa pure meglio nel piazzamento: oggi siamo sesti, allora Iemmello e compagni occupavano la settima piazza in una classifica cortissima.
È un confronto che deve far riflettere. Spesso si tende a mitizzare il passato recente, dimenticando che anche quella corazzata ebbe i suoi momenti di flessione. Essere oggi sugli stessi livelli di rendimento di quella che è considerata una delle migliori versioni della storia giallorossa è la certificazione che, al netto delle critiche estetiche o delle sofferenze (come parte del primo tempo con la Reggiana), la sostanza c’è eccome.
Il passo avanti rispetto a Caserta
Se il paragone con Vivarini è un pareggio onorevole, quello con la passata stagione vede Aquilani in vantaggio netto. Nel campionato 2024/2025, sotto la guida di Fabio Caserta, il Catanzaro alla 23ª giornata navigava a vista con 32 punti (sempre sesto posto, ma con una classifica più sgranata). Tre punti in più in un campionato logorante come la Serie BKT non sono un dettaglio: sono una vittoria in più, sono margini di sicurezza, sono la differenza tra il dover inseguire affannosamente e il poter gestire.
La resilienza dopo il “blackout”
Il valore di questi 35 punti è amplificato dal contesto in cui sono maturati. Il Catanzaro arrivava alla sfida contro la Reggiana con il fiato corto: l’inizio del 2026 era stato un incubo sportivo, con un solo pareggio raccimolato in quattro partite e l’ambiente scosso dalle polemiche di mercato. Avere la forza di reagire, di battere una diretta concorrente (seppur in crisi) e di riallineare le statistiche con le stagioni migliori, è sintomo di salute mentale del gruppo. Aquilani ha saputo tenere la barra dritta nella tempesta, e la classifica oggi gli dà ragione.
Guardare a Pescara con fiducia
I numeri, dunque, promuovono il lavoro svolto finora. Certo, il gioco può e deve migliorare, la continuità (specialmente in trasferta) va trovata, ma la base è solidissima. Con 35 punti in cascina a febbraio, l’obiettivo playoff non è un sogno, ma una realtà consolidata dai fatti.
Ora, con la trasferta di Pescara all’orizzonte, il Catanzaro può scendere in campo con la consapevolezza di chi non è un intruso nelle zone nobili, ma una conferma che dura da tre anni. E forse, è il momento di smettere di fare paragoni e iniziare a godersi semplicemente questo viaggio.
