lunedì 16 Febbraio 2026

Reggiana, rivoluzione dopo il ko di Catanzaro: via Dionigi, sondato l’ex Caserta ma la panchina va a Rubinacci

Il club emiliano, sprofondato in zona play-out dopo la sconfitta del “Ceravolo”, solleva dall’incarico il tecnico. Tramontata la suggestione dell’ex giallorosso Fabio Caserta, la scelta ricade sulla soluzione interna per cercare la scossa

La sconfitta del “Nicola Ceravolo” ha lasciato il segno. Il 2-0 incassato dalla Reggiana contro il Catanzaro non ha solo regalato tre punti vitali alle Aquile di Aquilani, ma ha innescato un terremoto tecnico in casa granata. La dirigenza emiliana, di fronte a un’emorragia di risultati ormai insostenibile, ha deciso di voltare pagina: esonerato Davide Dionigi, al suo posto arriva Lorenzo Rubinacci. Una scelta ponderata, arrivata dopo aver sondato anche il profilo dell’ex tecnico giallorosso Fabio Caserta, scartato però per motivi economici e tattici.

L’epilogo di Dionigi: quando l’ottimismo non basta

Il match di sabato ha rappresentato il capolinea per Davide Dionigi. Nonostante le dichiarazioni post-gara, in cui il tecnico parlava di “grande prestazione” e “sconfitta immeritata” evidenziando una mole di gioco superiore e un salvataggio sulla linea di D’Alessandro, i numeri hanno raccontato un’altra verità. Il Catanzaro ha punito con cinismo chirurgico una squadra sterile in attacco e fragile in difesa, capitalizzando le incertezze di posizionamento con il gol di Liberali e il contropiede di D’Alessandro.

La dirigenza granata, guidata dal Presidente Salerno e dal DS Pizzimenti, ha letto nelle parole di Dionigi uno scollamento preoccupante dalla realtà: 7 sconfitte nelle ultime 8 gare, un solo punto raccolto e una media di 1.4 gol subiti a partita sono indicatori di un collasso verticale che non ammetteva più giustificazioni.

Il retroscena: il sondaggio per Fabio Caserta

Prima di virare sulla soluzione interna, la Reggiana ha valutato seriamente il profilo di Fabio Caserta. L’ex allenatore del Catanzaro, reduce dall’esperienza negativa a Bari, rappresentava una soluzione di alto profilo mediatico ma con troppe incognite operative. Il suo sistema di gioco (4-3-3 o 3-5-2 aggressivo) richiedeva una condizione atletica e una qualità difensiva che l’attuale rosa granata, apparsa svuotata e fragile, non poteva garantire. Inoltre, l’aspetto economico ha giocato un ruolo cruciale: ingaggiare Caserta avrebbe significato mettere a bilancio il terzo stipendio per un allenatore (dopo Viali e Dionigi), un lusso insostenibile per le casse del club.

La scelta di Rubinacci: continuità e pragmatismo

Tramontata l’ipotesi Caserta, la scelta è ricaduta su Lorenzo Rubinacci. Non un semplice traghettatore, ma una figura di spessore tecnico che conosce già l’ambiente, avendo lavorato come vice di Alessandro Nesta proprio a Reggio Emilia (oltre che a Miami, Perugia e Monza). Il suo curriculum parla chiaro: collaborazioni con maestri di tattica come Serse Cosmi e Marco Giampaolo ne certificano la capacità di lettura e l’adattabilità. Rubinacci non porterà dogmi tattici rigidi, ma un approccio pragmatico basato sulle caratteristiche dei giocatori a disposizione, con l’obiettivo primario di blindare la difesa e ridare fiducia a un gruppo psicologicamente a terra.

Ad affiancarlo ci sarà uno staff rinnovato, con il preparatore atletico Paolo Artico chiamato al difficile compito di rinvigorire le gambe e la testa dei giocatori in vista del rush finale.

Prospettive: il bivio salvezza

Per Rubinacci non c’è tempo per gli esperimenti. Il debutto sarà subito un “match della vita”: al “Città del Tricolore” arriva il Mantova, diretta concorrente per la salvezza staccata di una sola lunghezza (20 punti contro i 21 della Reggiana). Il Catanzaro osserva da lontano, consapevole di aver dato la spallata decisiva a una rivale storica, ma anche di aver indirettamente “acceso” la lotta salvezza che coinvolgerà le prossime avversarie delle Aquile (Pescara e Mantova appunto). Per la Reggiana, invece, inizia un nuovo campionato: quello della disperazione, dove non contano più il “bel gioco” o le statistiche sul possesso palla, ma solo mettere punti in cascina per evitare il baratro.

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