Il tecnico giallorosso analizza il 2-0: “Pescara senza punte? Non l’avevamo preparata così, ma la squadra ha capito subito. Primo tempo da chiudere con più gol di scarto”
Tre punti pesanti, il quinto posto consolidato e la consapevolezza di aver superato un esame di maturità complesso, preparato in meno di 48 ore e contro un avversario ferito. Alberto Aquilani si presenta in sala stampa all’Adriatico con la serenità di chi sa di aver toccato le corde giuste, sia tattiche che mentali. Il suo Catanzaro vince 2-0, domina per 45 minuti e sa soffrire quando serve, lanciando l’ennesimo segnale al campionato.
Dominio e Gestione: “Meritavamo più gol”
L’analisi del tecnico parte dalla prestazione, nettamente divisa in due tronconi: un avvio arrembante e una ripresa di gestione. “Credo che ci siano tanti meriti nostri”, esordisce Aquilani, “abbiamo fatto un gran primo tempo dove, per me, potevamo stare in vantaggio di più gol. Il Pescara è una buona squadra, ben allenata, ma oggi il merito va a noi perché abbiamo fatto una partita seria”.
Se il primo tempo è stato scintillante, la ripresa ha visto le Aquile abbassare il baricentro. Un calo fisiologico o un rischio calcolato? “È un punto di miglioramento su cui lavoriamo”, ammette il mister. “Nel secondo tempo potevamo fare qualcosa in più, perché abbiamo la qualità e la forza per farlo. Va dato anche merito al Pescara che ha inserito giocatori importanti, ma nonostante questo siamo stati abbastanza in controllo. Do grande importanza a questa vittoria: può sembrare banale vincere qui contro l’ultima in classifica, ma non lo è assolutamente”.
La scacchiera tattica: la sorpresa di Gorgone
La sfida è stata anche una partita a scacchi tra le panchine. Gorgone ha provato a sparigliare le carte schierando un 3-5-1-1 senza attaccanti di ruolo, una mossa che ha inizialmente spiazzato lo staff tecnico giallorosso, costretto a ridisegnare le uscite difensive in tempo reale.
“Il Pescara un po’ mi ha sorpreso”, confessa Aquilani con onestà. “Leggevo che c’era l’idea di cambiare qualcosa, ma credevo in modo diverso. Noi abbiamo preparato la partita solo al video, non essendoci allenati praticamente mai, e avevamo studiato un paio di situazioni ma sicuramente non quella ‘senza attaccante’. Però ci siamo trovati. Siamo arrivati alla partita e siamo stati pronti a capire che, anche senza punte, Olzer è un giocatore che sa giostrare bene davanti. La squadra è stata brava a leggere la situazione”.
La “Meglio Gioventù”: belli e concreti
La vittoria di Pescara porta la firma indelebile della linea verde: assist di Liberali (2007), gol di Alesi (2004), prestazione solida di Nuamah (2005) e Favasuli (2004). Aquilani, che con i giovani ha sempre avuto un feeling particolare, sottolinea però il cambio di passo mentale richiesto per eccellere in Serie B.
“Sono ragazzi giovani e forti. Questa è una realtà che ci permette di inserirli e di buttarli dentro, ma serve pazienza e coraggio”, spiega l’allenatore. “Stiamo facendo un lavoro importante perché stanno crescendo molto, non a chiacchiere ma con i fatti. Per loro deve essere uno spunto di crescita: se vogliono fare calcio ad altri livelli, ci vuole qualcosina in più. Non basta essere belli o bravi, bisogna essere incisivi, giocare per la squadra, fare la corsa per il compagno. Vedo che lo stanno mettendo in pratica e stanno crescendo bene”.
Obiettivi e Mentalità
Il Catanzaro vola a 38 punti, ma Aquilani tiene i piedi ben piantati per terra, fedele al mantra dell’umiltà. “Siamo una squadra che vive di umiltà, di giovani e di entusiasmo. Non so dove possiamo arrivare, so solo che abbiamo degli obiettivi da portare a termine”. La chiosa finale è un monito per il futuro: “Stiamo facendo un lavoro non facile, perché da fuori dopo sembra tutto scontato, ma vi assicuro che non lo è. Dobbiamo continuare con questa mentalità affinché arrivino più risultati possibili”.
