Un quinto posto in solitaria costruito con pazienza e solidità. Il confronto statistico dopo 25 giornate dimostra come l’attuale tecnico giallorosso stia viaggiando a ritmi superiori rispetto ai suoi predecessori, mettendo a tacere i detrattori della prima ora
Nel calcio, si sa, la memoria è spesso corta e la pazienza è un lusso che pochi sono disposti a concedere. Fin dal suo arrivo sulla panchina del Catanzaro, Alberto Aquilani ha dovuto fare i conti con un’eredità pesante e con critiche piovute addosso forse con troppa fretta, specialmente durante il filotto di pareggi di inizio stagione. Eppure, superata la boa della venticinquesima giornata, è il momento di far parlare i numeri, gli unici giudici imparziali di questo sport. E i numeri raccontano di una squadra che non solo ha trovato la sua quadratura, ma che sta viaggiando a un ritmo superiore rispetto alle recenti, osannate, annate giallorosse.
I numeri non mentono: il confronto storico
È un esercizio statistico che riteniamo assolutamente doveroso fare, proprio in virtù di quei giudizi prematuri e troppo severi che hanno accompagnato il lavoro di Aquilani nei mesi scorsi. Attualmente, dopo venticinque turni di campionato, il Catanzaro si trova al quinto posto in solitaria con ben 41 punti in cassaforte. Una posizione di altissimo prestigio, costruita attraverso undici vittorie e una solidità difensiva ritrovata che permette ai tifosi di sognare in grande.
Se riavvolgiamo il nastro e torniamo al primo, magico anno del ritorno in Serie B, la squadra allora guidata da Vincenzo Vivarini aveva collezionato 39 punti nello stesso identico numero di partite. Un bottino eccellente, che però valeva “solo” il sesto posto in classifica, dietro a corazzate come Parma, Cremonese, Palermo, Venezia e Como. Aquilani, in silenzio e con il duro lavoro, ha fatto meglio di due lunghezze.
Il divario si allarga ulteriormente se paragoniamo il cammino attuale con quello della passata stagione sotto la guida tecnica di Fabio Caserta. Lo scorso anno, alla venticinquesima giornata, il Catanzaro era fermo a quota 36 punti, frutto di un percorso molto diverso caratterizzato da ben quindici pareggi e sole sette vittorie. In quel frangente, la squadra si trovava in sesta posizione, condividendo virtualmente il piazzamento con la Juve Stabia a pari punti.
La pazienza che premia il progetto
Oggi, invece, le Aquile guardano tutti dall’alto del loro quinto posto in solitaria, tenendosi alle spalle inseguitrici agguerrite come Modena e Juve Stabia. Questo confronto non serve a sminuire l’ottimo lavoro fatto in passato da chi ha seduto su questa panchina, ma è fondamentale per restituire la giusta dimensione all’operato di Alberto Aquilani. Il tecnico romano ha saputo isolare la squadra dai mormorii, ha plasmato il gruppo a sua immagine e ha trovato un equilibrio tattico invidiabile.
Le critiche preventive si sono scontrate contro il muro dei risultati. Il Catanzaro viaggia a ritmi da grande squadra e i 41 punti attuali sono il certificato di garanzia di un progetto tecnico valido, sano e in continua evoluzione. Ora, con la classifica che sorride e l’entusiasmo della piazza finalmente riacceso, il bello deve ancora venire. Ma una cosa è certa: questo Catanzaro merita rispetto, e il suo condottiero ha ampiamente dimostrato di saper guidare la nave con mano ferma e idee chiare.
