Il Catanzaro vola e la Serie B prende appunti. La terza vittoria consecutiva contro il Mantova ha proiettato gli uomini di Alberto Aquilani al quinto posto solitario, cancellando definitivamente lo scivolone di Bolzano. Un rullino di marcia impressionante che non è passato inosservato agli occhi degli addetti ai lavori. Durante la trasmissione “11 in campo” su LaC, l’esperto direttore sportivo Beppe Ursino ha speso parole al miele per i giallorossi, analizzando un campionato fin qui dominato da un quartetto di testa inarrivabile, ma che vede le Aquile nel ruolo di mina vagante assoluta.
Il parere di Ursino: una macchina quasi perfetta
Le dinamiche del torneo cadetto confermano la bontà del progetto tecnico calabrese. Intervenuto ai microfoni del format curato da Maurizio Insardà, l’ex dirigente del Crotone Beppe Ursino ha inquadrato con precisione il momento magico vissuto dalla truppa di Aquilani. “In questo momento posso dire che è davvero difficile batterlo”, ha sentenziato il direttore sportivo, evidenziando come la sfida contro il Mantova sia stata letteralmente dominata dai padroni di casa.
Il quinto posto è figlio del merito, sebbene resti un pizzico di rammarico per il ritmo infernale imposto dalle battistrada. “Peccato solo che le prime quattro stiano andando a mille”, ha aggiunto Ursino, sottolineando come, in un’annata normale, questo rendimento avrebbe potuto proiettare i giallorossi verso traguardi diretti. Un’analisi lucida, corroborata dai numeri snocciolati dal giornalista Nicola Binda: le prime quattro forze del campionato hanno totalizzato la bellezza di 204 punti complessivi, una quota clamorosa e inedita nell’ultimo ventennio calcistico.
L’evoluzione di Aquilani e la spina dorsale storica
Se i risultati sorridono, gran parte del merito va attribuita alla metamorfosi tattica impressa da Alberto Aquilani. Dopo una fase embrionale della stagione caratterizzata da troppi pareggi e qualche incertezza fisiologica, l’allenatore romano ha saputo correggere il tiro, registrando la difesa e trovando l’equilibrio ideale. Il giornalista Antonio Ciampa ha evidenziato proprio questa maturazione, lodando la capacità del tecnico di innestare nuove idee su una struttura preesistente solidissima.
“Ciò che sta tenendo su il Catanzaro è la spina dorsale consolidata ormai da tre anni, fin dai tempi di Vivarini”, ha precisato Ciampa, tracciando un ponte ideale con la squadra che sbriciolò ogni record nella magica cavalcata in Serie C del 2022-2023. Aquilani non ha smantellato, ma ha valorizzato quel nucleo storico, integrandolo con gli uomini giusti per esaltarne le caratteristiche.
Re Pietro al comando nell’emergenza
Mantenere l’identità tattica diventa fondamentale, specialmente quando l’infermeria si riempie. Le recenti e pesanti defezioni nel reparto avanzato, con le perdite di Alphadjo Cisse e Filippo Pittarello, avrebbero potuto destabilizzare l’ambiente. Invece, proprio nell’emergenza, è emersa in modo dirompente la caratura di Pietro Iemmello.
Come sottolineato nel corso della trasmissione televisiva, l’apporto del capitano va ben oltre la semplice marcatura. Lo “Zar” funge da collante vitale e garantisce quel tasso di esperienza necessario per sopperire alle assenze pesanti lì davanti.
Il traguardo dei playoff appare ora come un obiettivo concreto e pienamente alla portata di questo organico. Consolidare l’attuale piazzamento, continuando a blindare la retroguardia e sfruttando l’inerzia delle vittorie consecutive, permetterà al Catanzaro di presentarsi agli spareggi promozione nel ruolo di scheggia impazzita del torneo. Contro questo gruppo, come insegna Ursino, nessuno può permettersi distrazioni.
