Dalla strana nebbia del Ceravolo all’esplosione di Liberali: la voce di DAZN esalta la programmazione del club giallorosso
Il racconto televisivo della cavalcata giallorossa passa anche dalle voci di chi, ogni fine settimana, analizza le complesse dinamiche della cadetteria. Marco Calabresi, telecronista di DAZN che ha narrato il recente e netto 2-0 rifilato dalle Aquile al Mantova, è intervenuto ai microfoni di Esperia TV per sviscerare i segreti del Catanzaro, in un’intervista prontamente ripresa dal portale IlCalcioCalabrese.it. Un’analisi lucida che spazia dai curiosi aneddoti meteorologici del “Ceravolo” fino alla gestione tecnica di mister Alberto Aquilani, passando per l’esplosione dei talenti in erba. La dirigenza incassa l’ennesimo attestato di stima: in Calabria si respira programmazione autentica e i risultati del campo certificano la bontà di un progetto solido.
L’aneddoto meteorologico e un ambiente che “sa fare calcio”
La sfida casalinga contro la compagine virgiliana ha regalato un siparietto climatico decisamente insolito per le latitudini calabresi, ma non del tutto inedito per il giornalista. “Ci sono stati momenti in cui non si vedeva nulla”, ha raccontato Calabresi, sottolineando il tempismo quasi teatrale degli eventi atmosferici. “La cosa incredibile è che al 39’ segna Pontisso per il 2-0 e al 40’ la nebbia sparisce completamente. È stata una scena assurda”.
Un curioso déjà-vu per la voce dell’emittente streaming, che ha ricordato un precedente vissuto in prima persona proprio nell’impianto catanzarese: “L’anno scorso ero a Catanzaro per il girone di qualificazione della Nazionale Under 19: la partita contro la Francia fu sospesa per due ore proprio per la nebbia. Mi sto accorgendo che a Catanzaro è un fenomeno più frequente di quanto immaginassi”. Al netto dei capricci del meteo, ciò che emerge con prepotenza è la statura raggiunta dalla piazza. “Se il Catanzaro è in zona playoff bisogna fare i complimenti a tutto l’ambiente”, ha sentenziato il telecronista. “A Catanzaro sanno fare calcio”.
Lo scudo societario a difesa della rivoluzione tattica
I meriti di questo quinto posto in classifica affondano le radici nelle scelte coraggiose operate in estate e, soprattutto, nella tenuta nervosa dimostrata nei momenti di flessione autunnale. Affidare la panchina ad Alberto Aquilani significava avviare un profondo rinnovamento tecnico e generazionale. “È un allenatore giovane, emergente, che aveva bisogno di tempo”, ha evidenziato Calabresi. “La squadra è stata rinnovata, con tanti giovani e anche giocatori più esperti: una mezza rivoluzione”.
Il vero capolavoro strategico, secondo l’analisi del telecronista, porta la firma della dirigenza. Mentre altrove le panchine saltano al primo accenno di crisi o pareggio, in casa giallorossa si è optato per la protezione del progetto. “La società è stata brava a tenere la barra dritta, a difendere l’allenatore e a trovare le mosse giuste”. Un approccio manageriale maturo che ha permesso all’ex tecnico del Pisa di registrare i meccanismi difensivi, assimilare i nuovi dettami tattici e rilanciare prepotentemente le ambizioni del gruppo.
Il peso dell’assenza di Cisse e il decollo di Liberali
Il percorso di crescita passa inevitabilmente per la gestione dei momenti critici. L’infermeria ha privato il Catanzaro del suo gioiello più luminoso proprio nel momento di massima spinta. “Probabilmente il Catanzaro non vedrà più in campo fino a fine stagione uno dei giocatori più forti della Serie B come Cisse“, ha ammesso Calabresi, fotografando la gravità della perdita sportiva. Eppure, proprio nella totale emergenza, il vivaio e lo scouting hanno fornito risposte immediate per mantenere altissimo il tasso tecnico della trequarti: “Stanno emergendo Liberali e sta trovando spazio anche Nuamah“.
L’attenzione mediatica si concentra ora sul fantasista di proprietà del Milan, chiamato a raccogliere un’eredità pesante e a caricarsi la manovra offensiva sulle spalle. Il potenziale del talento lombardo è fuori discussione. “Se il Milan ti dà una maglia da titolare in Serie A, il talento c’è”, ha precisato il giornalista, lanciando però un monito essenziale sulla gestione psicologica del ragazzo. “Parliamo di ragazzi giovanissimi, investiti da una valanga di attenzioni, notorietà e distrazioni. È difficile restare concentrati. Parliamo di un classe 2007, appena 19 anni: bisogna dargli tempo, farlo maturare e crescere di testa”.
Fornire a questi ragazzi il contesto ideale per esprimersi, riducendo le pressioni ed esaltando l’impianto corale, rappresenta la vera missione del club da qui al termine del campionato. Mantenendo la solidità difensiva ammirata nelle ultime uscite e continuando a incanalare l’entusiasmo della piazza, il Catanzaro possiede tutte le carte in regola per consolidare il proprio posizionamento e presentarsi alla griglia dei playoff come l’avversario che nessuno vorrebbe mai incontrare.
