mercoledì 18 Febbraio 2026

Mattia Liberali a GdM: “Catanzaro scelta giusta, qui si vive di calcio. Iemmello fonte di ispirazione. Che emozione il gol sotto la Curva…”

Il classe 2007 si racconta a GianlucaDiMarzio.com: la metamorfosi fisica, l’addio al Milan, l’ispirazione Iemmello e l’ambizione giallorossa

Un gol, due assist e la sensazione di avere tra le mani uno dei prospetti più cristallini dell’intera Serie B. L’impatto di Mattia Liberali sull’US Catanzaro non si misura solo con i numeri, ma con la maturità disarmante di un ragazzo di appena 18 anni. Intervistato da Carlo Mignolli per GianlucaDiMarzio.com, il fantasista cresciuto nel Milan ha aperto il suo mondo, raccontando in prima persona i retroscena del suo approdo in Calabria, l’adattamento alla categoria e il rapporto speciale con la piazza. Un viaggio a tinte giallorosse scandito dalle sue stesse, lucidissime, parole.

Il colpo di fulmine con Catanzaro e il “battesimo” di Giovino

L’arrivo in estate, fortemente voluto da mister Alberto Aquilani e dal direttore sportivo Ciro Polito, non è mai stato in discussione. Per Liberali, la scelta è stata tanto rapida quanto convinta: «Fin dal primo momento in cui mi hanno parlato del Catanzaro, confrontandomi con la mia famiglia e con il mio procuratore, ho deciso subito di venire qui», racconta il classe 2007. «È una piazza che mi ha sempre affascinato, a me piacciono le città che vivono di calcio».

L’impatto con la tifoseria ha subito superato le aspettative, cristallizzandosi in un ricordo estivo indimenticabile al campo di allenamento: «È stato bellissimo. La squadra stava giocando un’amichevole, ma tutta la tribuna si è alzata per applaudire. In quel momento ho capito di aver fatto la scelta giusta. Mi sono trovato benissimo fin dal primo giorno. I tifosi vivono di calcio, lo sapevo già da quando ero venuto con la Nazionale. Ogni giorno incontri persone che ti fanno complimenti, ti chiedono come va. È una piazza che ti coinvolge e ti fa sentire parte di qualcosa».

La “palestra” della Serie B e il lavoro oscuro

Il talento da solo non basta nel duro campionato cadetto. Liberali ha dovuto fare i conti con un salto di categoria netto: «Prima non la seguivo tantissimo. Quest’anno la sto vivendo a 360 gradi, guardo le altre partite e seguo il campionato. A primo impatto ho capito subito che era una categoria intensa, molto diversa dalla Primavera, con giocatori più grandi di te. Devi adattarti in fretta».

L’adattamento è passato attraverso una profonda trasformazione fisica (6 chili di massa magra messi su) e una disciplina ferrea: «Ho fatto tanto lavoro individuale, tanta palestra. Allenarsi tutti i giorni, avere una routine precisa durante la settimana, è fondamentale. Concentrarsi sotto tutti i punti di vista è quello che mi ha aiutato di più. Questo vale anche ora che sto giocando, bisogna continuare a curare tutto, anche fuori dal campo: casa, dieta, gestione personale». Un lavoro che ha pagato subito dopo la sosta invernale: «Mi sentivo pronto. Sapevo che il lavoro fatto prima mi sarebbe tornato utile».

L’emozione del “Ceravolo” e l’ispirazione Iemmello

I frutti di quel sudore si sono visti nitidamente con il primo gol tra i professionisti, segnato contro la Reggiana sotto la Curva Massimo Capraro. Un momento che il trequartista porta nel cuore: «È stata un’emozione unica. Avevo già segnato in quella porta con la Nazionale, ma senza la curva. Con la Reggiana, festeggiare con i tifosi è stato qualcosa che ti rimane dentro».

In campo, a guidarlo c’è un professore d’eccezione, capitan Pietro Iemmello: «È una fonte di ispirazione. È un simbolo qui a Catanzaro, ha un’intelligenza calcistica incredibile. In allenamento ti guida, ti parla, è un leader vero». Dal punto di vista tattico, le idee del ragazzo brianzolo sono altrettanto chiare: «Il ruolo che mi piace di più è il trequartista. Giocare dietro la punta, imbucare, fare assist. Però ovviamente dipende da quello che chiede il mister, io cerco sempre di dare il massimo. Ho giocato in più ruoli e quello che il mister mi chiede cerco sempre di farlo con il massimo impegno».

Le radici rossonere e zero paura della pressione

Il suo bagaglio tecnico si è formato nel prestigioso settore giovanile del Milan, un legame incancellabile: «Ho fatto tutta la trafila delle giovanili lì. Mi porto dietro tantissime esperienze, dalle amicizie ai tornei. Il Milan mi ha dato tanto sia dal punto di vista calcistico che umano». Vivido è il ricordo dell’esordio in Serie A: «Il mister Fonseca mi ha aiutato tanto. Tra i calciatori ricordo con particolare affetto Florenzi: mi è stato molto vicino quel giorno, mi diceva di restare calmo e di divertirmi, perché alla fine era una partita di calcio».

Ora, però, tutta l’attenzione è per la maglia giallorossa e per una rincorsa playoff da vivere senza il peso dell’ansia da prestazione. La pressione mediatica? Un finto problema per Liberali: «Quella esterna non la sento particolarmente. Io chiedo già tanto a me stesso, so quanto valgo. È questa l’unica pressione che considero».

Sguardo dritto e piedi per terra, verso gli obiettivi di un gruppo coeso: «Il Catanzaro è in continua crescita. Stiamo migliorando sotto tutti i punti di vista. Dipende da noi continuare a lavorare senza forzare nulla, divertendoci come stiamo facendo. Ho degli obiettivi anche numerici, ma li tengo per me. Voglio aiutare la squadra e dare sempre il massimo per questa maglia».

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