Preannunciata come una gara ostica e complicata – vuoi per il terreno in sintetico, vuoi per le dimensioni dello stesso – Virtus Entella -Catanzaro ha rappresentato la prova di maturità di una squadra maestosa. Sotto un sole primaverile, gli uomini di Aquilani non soffrono mai, hanno sempre il pallino del gioco, dimostrano una padronanza che lascia spiazzati. Frutto di mesi di affiatamento, convinzione nei propri mezzi, classe cristallina di alcuni attori in campo.
Ed ecco svettare sulla fascia destra un motorino che di nome fa Costantino (rima baciata), un regista d’attacco alla Rivera che si chiama Pietro (7 gol e 7 assist, scusate se è poco!), un rientro felice di un centrocampista ripresosi da un brutto infortunio dal nome di un apostolo, Marco (felicissimo per il suo primo gol in stagione), per un 3/1 che ha il sapore di una piccola impresa. Impresa perché solo lo Spezia era riuscito ad espugnare il Sannazzari, impresa per la facilità con cui gli uomini in maglia neroverde hanno saputo neutralizzare i pericolosi liguri con disinvoltura ed eleganza.
Ed ora? Che si fa? Come la mettiamo? Cosa ci dobbiamo aspettare per il prossimo futuro? Forse l’atteggiamento più giusto credo sia quello di non fare alcun calcolo, di vivere alla giornata, di non fare alcun pronostico e godere di un gruppo che sembra non fermarsi più. Menzione speciale per Jacopo Petriccione al suo primo gol in giallorosso, un’incornata degna di Ciccio Graziani per un centrocampista a dir poco meraviglioso.
Fra otto giorni ci tocca nuovamente il Frosinone, una sfida d’alta classifica che grida vendetta per come è andata a finire poche settimane addietro. In Liguria c’erano 900 ugole catanzaresi approdate da ogni dove, al Ceravolo dovremo essere almeno diecimila. Perché questa squadra va sostenuta, va accompagnata, va amata. Quattro vittorie consecutive non sono figlie del caso, ma vengono da lontano e sono convinto che la voglia di Aquilani e del capitano ci porterà molto lontano. Chiudiamo gli occhi e sogniamo. Forza giallorossi.
