Carrarese-Catanzaro, l’ex Calabro: “Giallorossi da vertice, sarò sempre grato alla famiglia Noto. Occhio a Iemmello”

Il campionato di Serie B non concede tregua e per il Catanzaro è già tempo di rimettersi in viaggio. Archiviato il vibrante pareggio contro il Frosinone, le Aquile guidate da Alberto Aquilani faranno visita mercoledì 4 marzo alla Carrarese nella suggestiva cornice dello Stadio “Dei Marmi”, in una sfida valida per la 28ª giornata del torneo cadetto. Un incrocio che profuma inevitabilmente di passato, visto che sulla panchina dei marmiferi siede Antonio Calabro, tecnico che ha guidato i giallorossi nella stagione 2020-2021 e nell’alba di quella successiva. Alla vigilia del match, l’allenatore pugliese ha analizzato la caratura della sfida, elogiando apertamente la forza dell’organico calabrese in un intervento riportato dal portale TuttoMercatoWeb.com.

L’analisi dell’avversario: “Catanzaro costruito per vincere”

Calabro non usa mezzi termini per definire il peso specifico della rosa attualmente a disposizione del collega Aquilani. Il tecnico azzurro ha inquadrato perfettamente il momento d’oro delle Aquile: “Affronteremo una squadra importante, capace di inanellare quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque giornate di campionato”.

L’ex allenatore giallorosso si è poi spinto in una lucida proiezione sul reale potenziale del gruppo: “Non ci sono dubbi sul fatto che sia costruita per disputare un campionato di livello: probabilmente, se non avesse avuto delle difficoltà a inizio stagione, si parlerebbe di una formazione ai vertici della categoria”. Un’analisi accurata che evidenzia come il Catanzaro sia percepito all’esterno come un’autentica corazzata, dotata di un “mix perfetto di giocatori esperti e giovani” e trainata dal talento cristallino di Pietro Iemmello, definito da Calabro un elemento che “in B fa la differenza” e su cui l’intera retroguardia toscana dovrà mantenere “un occhio di riguardo”.

Le incognite marmifere: tra fiducia e infermeria

Sul fronte opposto, la Carrarese si presenta all’appuntamento casalingo con la fisiologica fame di chi deve incamerare punti vitali per la permanenza in categoria. Il recente e ostico incrocio con il Mantova ha iniettato una dose di ottimismo nell’ambiente toscano: “Abbiamo dimostrato già nella sfida di Mantova quale è il nostro spessore nella reazione e nel tipo di prestazione messa in mostra”, ha sottolineato Calabro, chiedendo ai suoi di scendere in campo “forti delle nostre convinzioni e consapevoli di potercela giocare alla pari anche contro una grande squadra come il Catanzaro”.

Tuttavia, il dispendio energetico e il turnover imposto dal turno infrasettimanale si scontrano con una situazione clinica non ottimale in casa toscana. Il tecnico ha infatti confermato ufficialmente i forfait di due pedine preziose per il reparto arretrato come Schiavi e Oliana, ammettendo la presenza di ulteriori acciacchi post-Mantova che lo staff medico azzurro proverà a riassorbire in extremis per presentarsi alla sfida il più completi possibile.

Il fattore emotivo: rispetto totale per il passato giallorosso

Nel calcio moderno, il vorticoso valzer delle panchine rende gli incroci con il passato una costante quasi abitudinaria, ma il legame professionale tra Calabro e la piazza catanzarese mantiene contorni di reciproco rispetto. Sebbene il tecnico pugliese abbia chiarito con fermezza agonistica di essere “molto concentrato” sull’impegno sportivo della sua squadra e di non provare “particolari emozioni” in vista della gara, non ha mancato di rivolgere un pensiero denso di signorilità alla sua ex dirigenza.

L’allenatore ha infatti ribadito pubblicamente la sua “gratitudine” e la sua “stima nei confronti della famiglia Noto”, vertice societario del club, estendendo l’attestato di stima verso l’intera città di Catanzaro, definita senza esitazioni “una piazza nella quale mi sono trovato benissimo”. Una necessaria parentesi di fair play e memoria storica che farà da prologo a una battaglia sportiva che si preannuncia senza alcuno sconto.

L’esame dei Marmi: un crocevia per le ambizioni stagionali

La trasferta ai piedi delle Alpi Apuane rappresenta un collaudo tattico e caratteriale di primissimo livello per l’undici di Alberto Aquilani. Affrontare una compagine spigolosa, ben organizzata tatticamente e affamata di punti salvezza come la Carrarese richiederà la medesima ferocia agonistica e pulizia tecnica messe in mostra nell’ultimo, esaltante filotto di risultati utili. Il Catanzaro ha ormai metabolizzato i principi di gioco del suo allenatore e viaggia con un’identità fluida ma granitica: sbancare lo “Stadio dei Marmi” certificherebbe l’ennesimo salto di maturità, trasformando la rincorsa alle posizioni di vertice della griglia Playoff da ambiziosa suggestione a concreto e tangibile obiettivo stagionale. Servirà cinismo sotto porta, perfetta gestione dei momenti di transizione e l’estro dei giocatori di maggior tasso tecnico per superare a pieni voti il delicato esame in terra toscana.

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