Cesena-Catanzaro, al via la prevendita ma scoppia il caso: settore ospiti a 25 euro

Il ritmo serrato e incalzante della Serie B non concede tregue né calcoli. Mentre l’ambiente e la squadra sono interamente focalizzati sull’imminente e delicatissimo scontro diretto del “Ceravolo” contro il Modena, la macchina organizzativa del campionato impone già di volgere lo sguardo al prossimo weekend.

Sono infatti ufficialmente in vendita da questa mattina i tagliandi per assistere a Cesena-Catanzaro, gara valida per la 32ª giornata del campionato cadetto, in programma sabato 21 marzo alle ore 15:00 nella splendida cornice dell’Orogel Stadium – Dino Manuzzi.

Le info per l’esodo giallorosso in Romagna

Per i sostenitori delle Aquile che vorranno seguire la squadra in terra romagnola, la disponibilità riguarda il Settore Ospiti (Curva Ferrovia), suddiviso in anello inferiore e superiore.

La prevendita, come di consueto per le gare in trasferta, è già attiva e si chiuderà inderogabilmente alle ore 19:00 di venerdì 20 marzo. I titoli di accesso sono acquistabili esclusivamente attraverso il circuito autorizzato, collegandosi al portale online di Vivaticket al seguente link: Acquista i biglietti per Cesena-Catanzaro su Vivaticket.

Il dato economico: un “pricing” che fa discutere

Se da un lato c’è la consueta e inesauribile voglia del tifo catanzarese di macinare chilometri per sostenere i propri colori, dall’altro non si può fare a meno, analizzando i dati di prevendita, di muovere una riflessione prettamente giornalistica e oggettiva sulle politiche di pricing applicate.

Il costo del tagliando per il Settore Ospiti del Manuzzi risulta infatti decisamente elevato per quello che, a tutti gli effetti, resta un settore popolare (una curva). Come si evince dal riepilogo dei costi sul portale, il prezzo base è fissato a 22,00 €, a cui si devono aggiungere 2,00 € di prevendita e 1,44 € di commissioni fisse del circuito. Il totale, IVA inclusa, ammonta dunque a 25,44 € per un singolo biglietto di Curva.

Una cifra che pesa in maniera tangibile sulle tasche delle famiglie e dei tifosi in trasferta, costretti a sommare questo importo ai già gravosi costi di viaggio e logistica.

Diventa complesso, per una questione di disponibilità strutturale, fare un paragone diretto con il costo di un singolo tagliando per il settore speculare occupato dai tifosi di casa (la storica “Curva Mare”). Questo settore, infatti, risulta completamente esaurito in sede di campagna abbonamenti. Tuttavia, il dato aritmetico offre una chiave di lettura interessante: la tessera stagionale per la Curva Mare è stata venduta quest’estate a circa 230 euro. Dividendo l’importo per le 19 gare casalinghe, si ottiene un costo medio per singola partita di poco più di 12 euro.

Una forbice netta ed evidente, che riapre ciclicamente il dibattito sul “caro trasferte” nel campionato di Serie B: un torneo che vive della passione del pubblico e delle tifoserie itineranti, ma che rischia, con politiche di prezzo così aggressive sui settori ospiti, di disincentivare la componente più autentica e colorata del nostro calcio.

Nonostante l’ostacolo economico, c’è da scommettere che il popolo giallorosso risponderà ancora una volta presente, ma l’analisi su costi e accessibilità agli stadi rimane un tema che le istituzioni calcistiche, prima o poi, dovranno affrontare con maggiore uniformità.

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