Foresti a TuttoB: “Monza-Catanzaro aperta. Aquilani da Serie A”

Novanta minuti per definire i contorni di un’intera annata sportiva. L’U-Power Stadium si prepara ad accogliere l’atto conclusivo dei playoff di Serie B tra Monza e Catanzaro, un incrocio che per Diego Foresti non potrà mai essere banale. Il dirigente, intervistato da TuttoB.com, ha analizzato il momento delle formazioni con le quali ha condiviso pagine indelebili: cinque stagioni in Brianza e quattro in Calabria. Il doppio svantaggio maturato al Ceravolo pesa sulle ambizioni giallorosse, ma il prato verde sfugge spesso a logiche matematiche. L’ex direttore generale traccia un quadro lucido sulla volata per la massima serie e sulle prospettive tecniche dei protagonisti.

Il cuore diviso e le chance del Catanzaro

Il bilancio sentimentale del dirigente orobico vibra su due frequenze distinte. Le piazze protagoniste della finale rappresentano tappe cruciali del suo percorso. “Sono stato cinque anni a Monza e quattro a Catanzaro. Anni meravigliosi”, ha raccontato ai microfoni del portale sportivo. “In entrambi i casi caratterizzati da risultati eccellenti. Chiaramente Catanzaro è il mio passato recente, però ogni volta che vado allo stadio di Monza i tifosi della curva mi ricordano con tanto affetto. Ho un ottimo rapporto con entrambe le tifoserie e le città, ma soprattutto dei bei ricordi sul piano professionale”.

La sponda brianzola vanta un vantaggio tecnico innegabile dopo il primo scontro. Il pronostico sorride ai lombardi, eppure il verdetto attende il responso del campo. “Il calcio riserva grandi sorprese e una partita va sempre giocata, indipendentemente dal risultato maturato all’andata. Certo, il Monza ha dimostrato al Ceravolo di essere una squadra forte, che merita la categoria superiore. Anzi, avrebbe meritato di salire direttamente. Ho visto i biancorossi tante volte quest’anno e presumo che non possano sbagliare una partita importantissima come quella di domani sera”.

Il profilo di Aquilani e l’esplosione di Abate

La cavalcata giallorossa porta la firma evidente del proprio tecnico. Le qualità tattiche dell’allenatore romano non sorprendono la vecchia dirigenza calabrese. “Aquilani ha dimostrato coi fatti di essere un allenatore di categoria superiore”, ammette l’ex direttore generale. “Già ai tempi della Primavera della Fiorentina aveva lasciato presagire un futuro importante, non a caso io, il ds Magalini e il presidente Noto ci avevamo fatto un pensierino qualora Vivarini avesse lasciato il Catanzaro. Aquilani era sul nostro taccuino”.

Il mercato estivo infiammerà presto le panchine di mezza Italia. Le prestazioni della squadra hanno acceso i riflettori sul suo condottiero. “Ha fatto un grandissimo lavoro, non era facile arrivare a giocarsi la promozione in una finale playoff. Adesso tante squadre lo vogliono, sicuramente farà la scelta giusta. Certo, dovesse arrivare una chiamata dalla Serie A, sarebbe difficile dire di no”.

Sguardo attento anche su Ignazio Abate, vera rivelazione alla guida della Juve Stabia. La previsione di un impatto immediato era largamente fondata. “Assolutamente sì, perché è un allenatore bravo, competente, un grande lavoratore, che si applica molto ed è fautore di un’idea di gioco ben precisa. Ho avuto il piacere di lavorare insieme a lui a Terni ed ero sicuro che avrebbe fatto bene quest’anno con la Juve Stabia. Così come, effettivamente, è stato, avendo egli sfiorato la finale playoff. Non credo resterà a Castellammare, perché lo seguono squadre molto importanti e blasonate, ma farà bene ovunque andrà”.

Il crollo del Bari e gli scenari di Lega Pro

L’analisi si sposta inevitabilmente sui verdetti più amari partoriti dalla cadetteria, a partire dal dramma sportivo vissuto in Puglia. “Il Bari ha deluso tantissimo… Nonostante i continui cambi di allenatori e direttori sportivi, la squadra non è mai riuscita a cambiare rotta. Un’annata storta, partita col piede sbagliato e finita con una retrocessione sanguinosa”.

Ripartire dal basso nasconde innumerevoli insidie. “Bari è una piazza straordinaria, che merita ben altre categorie. Ora De Laurentiis, da grande imprenditore qual è, cercherà di rimettere le cose a posto perché Bari, stante il bacino d’utenza di cui dispone, non può fare la C. Oltretutto l’anno prossimo il girone C sarà infernale, poiché oltre al Bari ci saranno ancora la Salernitana, il Catania… Insomma sarà difficilissimo vincere subito, dal momento che sale direttamente soltanto una squadra”.

In attesa di comporre i nuovi raggruppamenti, gli spareggi di terza serie mettono di fronte Ascoli e Union Brescia. “Non c’è una favorita, sono entrambe squadre forti che hanno disputato un ottimo campionato. Qualcosina meglio l’Ascoli che, nella stagione regolare, aveva recuperato uno svantaggio enorme agganciando l’Arezzo al comando della classifica. Sarà una partita apertissima”.

Lo stato di forma reciterà un ruolo determinante nell’assegnazione dell’ultimo pass. “Sono andato al Rigamonti a vedere Brescia-Salernitana e devo dire che la squadra di Corini mi ha impressionato: sta bene fisicamente ed è messa molto bene in campo. L’Ascoli uguale. Sarà una grande finale, sia all’andata che al ritorno: direi che hanno il 50% di possibilità entrambe di centrare la promozione in Serie B“.

Il tonfo della Ternana e le mosse della Cremonese

Restano le ferite aperte per vicende societarie dolorose. La caduta della Ternana tocca corde sensibili per l’ex responsabile dell’area tecnica. “È un tasto dolente, eviterei volentieri di parlarne… Nei miei due anni di Ternana, purtroppo, ho incontrato tante persone che hanno fatto il male di questa società. Quindi, considerato che sono cambiate tantissime proprietà e nessuna ha fatto meglio dell’altra, è cominciata male e finita peggio. Ovviamente dispiace per la città e la tifoseria perché non meritavano un epilogo del genere. Comunque le responsabilità sono di tutti: dalle istituzioni ai presidenti… Ognuno ci ha messo del suo”.

La chiosa è dedicata al mercato della Cremonese, scivolata dalla massima serie e pronta a scommettere sul talento di Stuckler dopo aver salutato Vardy. “Vardy ha fatto gol in Premier, in Champions, in Serie A e chi più ne ha più ne metta, quindi al momento il paragone sarebbe azzardato. Sta di fatto che Stuckler è un grande attaccante, l’ha dimostrato quest’anno, e ha ancora dei margini di crescita importanti: in B può fare bene”.

Le valutazioni di un dirigente navigato offrono la misura esatta delle pressioni che governano il professionismo. Il Catanzaro si appresta a sfidare i pronostici avversi in novanta minuti di fuoco, chiudendo un cerchio sportivo di primissimo livello. Centrare l’impresa lombarda sancirebbe una pagina epica, ma la profonda validità del progetto tecnico giallorosso resta scolpita nella pietra a prescindere dal verdetto del tabellone luminoso.

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