Non dividiamo Catanzaro: due campus, una sola grande Università

di Claudio Pileggi (fondatore Cara Catanzaro ODV) 

Da anni, almeno dieci, sostengo una proposta che considero la più lungimirante e vantaggiosa per Catanzaro: realizzare un secondo campus universitario nell’area del presidio ospedaliero Pugliese, destinato alle discipline umanistiche, giuridiche, economiche e sociali, consolidando al tempo stesso a Germaneto il grande polo sanitario, medico e della ricerca.

Non è una proposta di compromesso. È una scelta strategica.

Troppo spesso il dibattito cittadino è stato impostato come una contrapposizione: centro contro Germaneto, ospedale contro Università, una parte della città contro l’altra. È un errore che rischia di frenare lo sviluppo di Catanzaro.

Le città moderne non concentrano necessariamente tutte le funzioni nello stesso luogo. Le distribuiscono in modo intelligente, creando poli specializzati, collegati tra loro da infrastrutture efficienti e capaci di generare sviluppo diffuso.

Germaneto ha ormai una chiara vocazione sanitaria. Qui devono crescere la Facoltà di Medicina, i corsi delle professioni sanitarie, i laboratori di ricerca, le attività assistenziali e le collaborazioni scientifiche. È un patrimonio che va ulteriormente rafforzato.

L’area del Pugliese, invece, rappresenta un’occasione irripetibile. Una volta conclusa la riorganizzazione ospedaliera, quegli spazi potrebbero trasformarsi in un moderno campus universitario dedicato alle discipline umanistiche, giuridiche, economiche e sociali, riportando migliaia di studenti nel tessuto urbano e restituendo nuova linfa alle attività commerciali, ai servizi, alla cultura e alla vita cittadina. E poi immaginiamo il meraviglioso Parco della Biodiversità (già collegato all’area del Pugliese) popolato di studenti: un sogno da fare invidia ai migliori Campus anglosassoni. 

Ma c’è un altro aspetto importantissimo, da tenere in giusta considerazione:

Una città con due campus universitari complementari renderebbe finalmente strategica la metropolitana di superficie. Gli studenti diretti al campus del Pugliese, quelli di Medicina a Germaneto, i docenti, il personale universitario, gli operatori sanitari, i lavoratori e gli utenti dell’Azienda ospedaliero-universitaria avrebbero un motivo concreto per utilizzare quotidianamente la stessa infrastruttura.

La metropolitana non sarebbe più soltanto un’opera da mantenere, ma diventerebbe il vero asse portante della mobilità cittadina, con un incremento costante dell’utenza e una piena giustificazione degli investimenti per il suo potenziamento.

Questa visione consentirebbe di raggiungere tre obiettivi contemporaneamente: rafforzare l’Università Magna Graecia, rilanciare il centro urbano e valorizzare Germaneto come uno dei più importanti poli sanitari del Mezzogiorno.

Catanzaro deve smettere di ragionare per contrapposizioni. Il futuro non si costruisce scegliendo quale quartiere debba vincere, ma mettendo ogni parte della città nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie potenzialità.

Continuare a concentrare tutto in un unico luogo significherebbe rinunciare a un’occasione storica. Distribuire invece le funzioni secondo una logica moderna e integrata renderebbe Catanzaro una città universitaria più forte, più viva e più attrattiva.

Sono convinto che questa sia la strada giusta. Non perché favorisca una parte della città, ma perché favorisce Catanzaro nel suo insieme.

È il momento di avere una visione (termine sempre trascurato!) e il coraggio di realizzarla. Le grandi città crescono quando sanno integrare le proprie eccellenze. Catanzaro ha tutte le carte in regola per riuscirci. Non sprechiamo questa opportunità.

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