Gorgone dopo Verona-Catanzaro: “Risposta di spirito e cuore”

La reazione caratteriale doveva arrivare. Nel ventre del “Bentegodi”, al termine della sfida contro l’Hellas Verona, Giorgio Gorgone si è presentato in sala stampa rivendicando l’atteggiamento dei suoi uomini dopo il pesante scivolone interno subito contro il Mantova. Un punto guadagnato soffrendo, piegandosi ma senza spezzarsi di fronte alle folate della formazione scaligera. La prestazione non ha regalato spunti estetici memorabili sul piano del palleggio, eppure il tecnico romano promuove a pieni voti lo spirito battagliero esibito dal gruppo. Una risposta importante per compattare l’ambiente e ripartire.

Lo spirito prima del gioco: la promozione del gruppo

L’analisi dell’allenatore parte dall’atteggiamento sfoderato sul rettangolo verde. La tensione accumulata nei giorni scorsi rischiava di bloccare le gambe dei calciatori giallorossi.

«Sicuramente è la cosa che metto prima di tutto», ha esordito Giorgio Gorgone commentando la prova dei suoi. «Ho visto una squadra non tranquilla nel poter fare delle cose che abbiamo dimostrato di poter fare, ma con un grandissimo atteggiamento e uno spirito che serve prima di tutto. Sono contento per loro, perché non è facile trovarsi in questa situazione. So che possiamo fare molto meglio, però intanto mi è piaciuto quello spirito battagliero contro una squadra forte».

L’allenatore ha poi rimarcato la compattezza evidenziata dallo spogliatoio nel corso della settimana: «Questi ragazzi hanno dimostrato di essere persone serie e perbene, hanno giocato per la maglia del Catanzaro. Circa 1000 tifosi presenti hanno dato una risposta importante. Io sono contento di aver conosciuto finora un direttore sportivo come Ciro Polito: serio, dritto, diretto e chiaro».

I numeri del match e la necessità di “cambiare pelle”

I dati statistici emersi al novantesimo raccontano di una costante pressione veneta, quantificabile in 23 tiri totali verso la porta calabrese contro i 6 tentativi delle Aquile, unitamente a un conto dei calci d’angolo terminato 12 a 0 per i padroni di casa.

L’analisi delle sofferenze tattiche

Sulle discrepanze numeriche della contesa, la spiegazione del mister rifugge da calcoli prestabiliti a tavolino. «Che io abbia scelto di fare una partita dove loro battevano 12 calci d’angolo a zero e vincevano il duello uno contro uno sugli esterni? No, sicuramente è una gara figlia del momento», ha precisato l’allenatore. «C’è un po’ più di timore, meno tranquillità nel fare le cose. Adesso ci stiamo ricordando soltanto di Mantova, mentre nelle sfide precedenti la squadra aveva espresso buonissime cose raccogliendo molto poco».

La flessibilità del nuovo corso

Il processo di integrazione tra i numerosi volti nuovi arrivati nell’ultima sessione di calciomercato impone un cambio di paradigma nell’impostazione tattica. «Bisogna fare step by step, perché questa squadra ha cambiato 17 giocatori. A un certo punto bisogna saper cambiare pelle, altrimenti si rimane legati a un’idea che forse in questo momento è un po’ lontana. Intanto mettiamo dentro rabbia agonistica, cattiveria e sacrificio, poi piano piano ritroviamo il gioco».

Il giudizio sull’Hellas Verona e il lavoro di Baroni

Un passaggio della conferenza ha riguardato il valore complessivo della formazione scaligera allenata da Marco Baroni, capace di mettere a dura prova i sistemi difensivi delle Aquile grazie all’elevata qualità individuale degli interpreti offensivi.

«A tratti ho visto una squadra devastante sugli esterni negli uno contro uno, con giocatori che sembrano proprio di Serie A», ha evidenziato il tecnico giallorosso. «Quando hai elementi che ti saltano l’uomo così sistematicamente, diventa una compagine che se trova un pizzico di fiducia in più può veramente riprendere punti e scalare la classifica».

La prestazione di Verona dimostra che il Catanzaro possiede le risorse caratteriali per lottare e proteggere la categoria.

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