martedì 17 Febbraio 2026

Addio a Carmelo Miceli: il libero, l’affidabilità e il ricordo degli anni d’oro del Catanzaro

Di Carmelo Miceli, nato a Cosenza il 20 agosto 1958 e deceduto improvvisamente ieri a Rende, portiamo il ricordo di un calciatore di assoluta affidabilità, di un difensore con grande costanza di rendimento ed esperienza e di un interprete di un ruolo ormai scomparso dalla geografia calcistica dei giocatori in campo, ma che ha fatto la storia e il tratto distintivo del calcio italiano: il libero. In quegli anni e in quelli ancora precedenti, il ruolo era ricoperto da grandissimi giocatori, e fra questi citiamo autentiche Leggende (la maiuscola è voluta): Pierluigi Cera, Gaetano Scirea, Franco Baresi.

Carmelo Miceli non era sicuramente un fuoriclasse, come quelli appena citati, ma di certo si poté distinguere per la continuità e l’affidabilità dí rendimento. Cresciuto nel Rende, diede tutto nei dieci anni trascorsi con la maglia del Lecce, dal 1977 al 1987. Per lui, 291 presenze ed 8 gol in sole gare di campionato, che ne hanno fatto un idolo per la tifoseria salentina che oggi lo ricorda con affetto e nostalgia per anni straordinari. Per lui, un solo gol in Serie A con la maglia dei giallorossi pugliesi, in uno storico Lecce-Juventus 2-3 all’ultima giornata che diede lo scudetto ai bianconeri torinesi. La domenica precedente, la Roma, aspirante allo scudetto, perse in casa contro i salentini con lo stesso risultato, secondo i giallorossi capitolini in circostanze mai del tutto chiarite, mentre a parere di molti osservatori neutrali si trattò di un errore di presunzione e di eccessiva sicurezza da parte dei romanisti.

Dopo una stagione nell’Ascoli, sempre nella massima serie, Carmelo Miceli con tutta la sua esperienza passa al Catanzaro. Nella prima stagione segna anche due reti, la prima delle quali in occasione della vittoria in trasferta a Piacenza, negli ultimi minuti di una gara che vide soffrire moltissimo i giallorossi, arroccati in difesa. Ma non bastò a salvare la panchina di Tarcisio Burgnich, esonerato dopo poche giornate di campionato a causa del gioco assai poco esaltante e dei rapporti non proprio ottimali con alcuni autorevoli componenti della rosa, in primis Massimo Palanca, ma non solo.

Quel Catanzaro poi si salverà solo all’ultima giornata, vincendo in casa 5-2 contro l’Udinese che aveva fra i suoi dirigenti l’ex direttore sportivo giallorosso (fino alla stagione precedente) Fabrizio Barsotti.

Il contributo di Carmelo Miceli fu importante per la salvezza, soprattutto in virtù della grande solidità difensiva di quel Catanzaro, ma nella stagione successiva – complice una miriade di errori a partire dal calciomercato – fu retrocessione.

In totale, 61 presenze e 2 gol in sole gare di campionato, per l’esperto difensore cosentino.

In ogni caso si parla di altri tempi e soprattutto di altri calciatori, dal punto di vista professionale ed anche umano. E fra questi potremo sempre annoverare, senza dubbio, anche Carmelo Miceli.

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