domenica 25 Gennaio 2026

Ruvo “creatore” di Buso: “Nicolò ha le doti per la B. A Catanzaro serve più spazio”

La Serie B è un campionato che esalta le storie di provincia, ma soprattutto è una fucina di talenti che emergono grazie al lavoro oscuro di allenatori e dirigenti lungimiranti. Alberto Ruvo, attuale tecnico del Sestri Levante e figura leggendaria del calcio ligure, ha concesso un’intervista esclusiva a PianetaSerieB.it che offre una prospettiva privilegiata sul mondo cadetto, focalizzandosi sul virtuosismo di club come l’Entella e sulla fragilità di società blasonate come Sampdoria e Spezia.

Ma il passaggio che interessa più da vicino la piazza di Catanzaro è quello dedicato a Nicolò Buso. Ruvo, l’uomo che in Serie D vide “qualcosa di speciale” nell’attaccante giallorosso, lancia un messaggio chiaro allo staff di Alberto Aquilani: Buso ha le doti per emergere, ma ha bisogno di continuità per affrancarsi definitivamente in Serie B.

Buso: l’aneddoto e la richiesta di spazio

Alberto Ruvo, un uomo che ha vinto 7 campionati e una Coppa Italia in panchina, ha incrociato il destino di Nicolò Buso durante la sua precedente esperienza al Sestri Levante, cogliendone subito il potenziale inespresso.

“Io e la società, ai tempi, facemmo una grande operazione di calciomercato andando a tesserarlo dopo che era stato lasciato libero dalla Virtus Entella. L’avevo già adocchiato in Primavera ma, dopo averlo visionato nei primi allenamenti, mi ero convinto di puntarci perché avevo notato qualcosa di speciale in lui.”

La stagione di Buso in Serie D fu la sua rampa di lancio, come testimoniato dal rendimento stellare: ben “20 gol senza calciare né rigori né punizioni”. Un dato che attesta una vena realizzativa pura. Il tecnico ligure confessa anche un aneddoto rivelatore sulla gestione del ragazzo: “Molte volte quando Buso mi confidava di non stare bene mi giravo dall’altra parte (ride ndr). Gli ho dato fiducia e l’ho spinto a sopportare e ad andare oltre i problemi fisici a cui è sempre stato soggetto.”

Questo stimolo, unito alla fiducia, è ciò che Ruvo chiede ora per Buso in giallorosso. “Mi dispiace che a Catanzaro stia trovando poco spazio, perché comunque anche la parentesi a Lecco… era stata molto buona. Mi aspettavo si affermasse con più vigore, ma l’età è dalla sua parte essendo un classe 2000, dunque nulla è ancora perduto: lui ha sicuramente le doti e le capacità per emergere in Serie B.” Le parole di Ruvo sono un’indicazione preziosa per Aquilani: dare continuità a Buso, ritrovato al gol nella sfida col Pescara, è il modo più rapido per trasformare il suo potenziale in un rendimento costante.

Entella: l’elogio di Gozzi e il valore della società solida

Ruvo, che a Chiavari ha mosso i primi passi da allenatore ed è tra i primi cinque per presenze all-time nella Virtus Entella, esprime grande orgoglio per il percorso societario ligure, un modello da seguire per la Serie B.

“Sono molto orgoglioso di ciò che rappresenta oggi la Virtus Entella… Ho visto la società crescere e fare dei passi da gigante grazie allo spirito imprenditoriale e organizzativo del presidente Gozzi. L’impresa non era per niente facile in quanto Chiavari, storicamente, è sempre stata una città in cui il calcio veniva vissuto come aspetto marginale.”

L’elogio di Gozzi si lega a una critica implicita al sistema calcio attuale, dove le famiglie storiche stanno scomparendo. Ruvo vede l’Entella come un esempio virtuoso dove “ci sono tutti gli ingredienti per una collaborazione fruttuosa,” grazie a una società che non esercita “pressioni troppo ingombranti” e che punta in alto, tanto che l’ex giocatore non esclude che “non si possa pensare al grande salto verso la Serie A” nel prossimo futuro. Il modello di una gestione solida e di lungo periodo è ciò che il Catanzaro, grazie alla famiglia Noto, ha saputo replicare per tornare e restare in B.

Il decadimento delle nobili: la lezione per il calcio italiano

L’analisi di Ruvo si fa amara quando tocca due piazze che conosce bene e che rappresentano la fragilità del sistema calcio attuale: Sampdoria e Spezia.

“Fa malissimo, perché io nasco nella Sampdoria e con quella maglia ho la fortuna di vincere uno Scudetto… constatare questo decadimento mi fa piangere il cuore.”

Per Ruvo, il problema è sistemico: “Le famiglie che sono state padrone del calcio in Italia stanno scomparendo: spero che non si facciano da parte e che non vinca solo il business, ma anche la passione.” Il tecnico ligure teme che l’alternanza di nuove società, che se “indovinano l’annata giusta raggiungono l’apice, ma poi ricascano ancora più in fretta e dopo poco spariscono dalla circolazione,” stia danneggiando la Serie B.

Lo Spezia, ultimissimo in classifica, si ritrova in una situazione “fotocopia” della Sampdoria. Ruvo è critico verso l’ingaggio di Roberto Donadoni: “Io penso che sia stata più una scelta per il nome che per le idee: reputo D’Angelo un ottimo allenatore e ha pagato un po’ per tutti.” A suo avviso, il grande nome non basta; per la salvezza serviva “un profilo che in carriera abbia dimostrato di riuscire in questo tipo di imprese.”

La corsa alla A e il credo del pragmatismo tattico

Ruvo chiude con un’ampia panoramica sulle prospettive della Serie B, sottolineando la filosofia tattica che, a suo avviso, premia nella categoria. Il Monza è favorito, mentre tra le contendenti, vede grosse potenzialità nel Modena e nel Frosinone.

La chiave, per Ruvo, risiede nel pragmatismo. Ammira l’approccio di Filippo Inzaghi e Guido Pagliuca:

“Se devo essere sincero, io sono un allenatore che basa il suo modo intendere il calcio sulla concretezza… ammiro Filippo Inzaghi; avrà qualche limite, soprattutto a livello tattico, ma fa del pragmatismo il suo credo.”

Questa visione è un’implicita bussola per il Catanzaro di Aquilani: il bel gioco è fondamentale, ma in Serie B la vittoria deve essere perseguita anche attraverso la concretezza e la capacità di portare a casa il risultato con qualsiasi mezzo, quel cinismo che è mancato, ad esempio, contro il Pescara. La lezione di Ruvo è chiara: credere nel talento di Buso e non dimenticare mai che in B il pragmatismo vince l’estetica.

Articoli correlati

Ultimi articoli