domenica 25 Gennaio 2026

Alessandro Iori a PC: “Aquilani ha plasmato una macchina coraggiosa. La solidità del club è il vero segreto”

Il telecronista di DAZN, ospite del nostro format, analizza la vittoria di Bari e il momento d’oro delle Aquile: “Sette vittorie nelle ultime nove gare sono un’accelerazione poderosa. Potenzialità non ancora del tutto espresse”

“Un Catanzaro di alto livello, una squadra di personalità che a Bari ha dominato la partita”. Parola di chi quella gara l’ha raccontata in diretta per DAZN, cogliendo sfumature tattiche ed emotive. Alessandro Iori, ospite martedì sera della trasmissione web-TV Passione Catanzaro (condotta da Valerio Tomasello con gli interventi di Lello Fedele Talarico, Maurizio Martino e Alessandro Gallo), ha tracciato un’analisi profonda del momento magico dei giallorossi, proiettando lo sguardo verso il futuro di una stagione che si preannuncia entusiasmante.

Bari: dominio tecnico e qualche brivido finale

L’analisi parte inevitabilmente dal blitz del “San Nicola”. Per Iori, la superiorità del Catanzaro è stata netta, quasi sorprendente per la facilità con cui è stata espressa nel primo tempo. “È stato un Bari inerme, preoccupante per i suoi tifosi”, ha spiegato il giornalista, evidenziando come la reazione pugliese sia durata “lo spazio di 5 minuti” a inizio ripresa.

L’unico appunto mosso alla prestazione delle Aquile riguarda la gestione del risultato: “Il Catanzaro avrebbe dovuto sigillare la partita in maniera ancora più autorevole, mettere più distanza in termini di gol”. L’ingenuità finale ha rischiato di riaprire un match che, per 80 minuti, non ha avuto storia.

Il “Credo” di Aquilani e la svolta tattica

Sette vittorie nelle ultime nove partite non sono un caso. Iori sottolinea come questa “accelerazione poderosa” sia frutto della pazienza avuta nell’attendere le idee di Alberto Aquilani. “Ha avuto bisogno di trovare il tempo e gli equilibri giusti”, osserva il telecronista, che individua nell’assetto attuale (con un attaccante centrale supportato da Cissè e Iemmello un passo indietro) la chiave di volta.

“Un Catanzaro molto coraggioso, molto propositiva”, lo definisce Iori, citando interpreti offensivi come D’Alessandro (“un esterno alto adattato a quinto”), e un centrocampo di qualità con Petriccione (“l’architetto”) e Pontisso. “Una squadra raffinata tecnicamente, con una soluzione tattica davvero accattivante”.

Giovani e futuro: un potenziale enorme

Uno dei temi caldi è l’apporto della linea verde. Iori si sofferma su Favasuli, definendolo “un giocatore da tenere monitorato in prospettiva” per la sua capacità di abbinare corsa e tecnica, e su Cisse, destinato a un “percorso brillantissimo”. Ma il dato che più impressiona il giornalista è l’età media nei momenti cruciali: “A Bari, Aquilani ha messo dentro un 2005, un 2006 e un 2007 per gestire il vantaggio. Questo significa che il Catanzaro ha potenzialità ancora non del tutto espresse, proprio perché la media età così bassa permette ancora di plasmare l’organico”.

La solidità societaria e la corsa Playoff

Guardando alla classifica, Iori vede una spaccatura netta: “Le prime sette si sono staccate già in maniera sensibile”. Il Catanzaro, con il suo ruolino di marcia, ha scavato un solco importante rispetto alle inseguitrici. Il segreto? La continuità aziendale. “Al terzo anno consecutivo di Serie B ha cambiato tre allenatori, ma è sempre in quella posizione lì. Questo significa che c’è una base estremamente solida”, chiosa Iori.

Sulle gerarchie per la vittoria finale, il telecronista individua in Venezia, Palermo e Monza le corazzate, con il Frosinone mina vagante guidata da un “grande allenatore” come Alvini. Ma il Catanzaro, con la sua “leggerezza d’animo” e la sua qualità, può recitare un ruolo da protagonista fino alla fine.

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