Il termometro della passione segna temperature vertiginose nel capoluogo calabrese. A quarantotto ore dal fischio d’inizio della supersfida tra il Catanzaro e il Frosinone, l’attesa vibra in ogni angolo della città. Non è una novità che, nei momenti topici della stagione, la dirigenza giallorossa scenda in campo per cementare il legame con la propria gente. Questa volta, a vestire i panni del condottiero emotivo è Desiderio Noto, fratello del patron Floriano. Con un appello vibrante affidato ai canali social, il dirigente ha chiamato a raccolta il popolo catanzarese, chiedendo di trasformare lo stadio in un fortino inespugnabile per spingere le Aquile verso un traguardo d’alta classifica.
La chiamata alle armi: orgoglio e appartenenza
Quando il gioco si fa duro, la famiglia Noto sa come toccare le corde giuste della tifoseria. Già nelle passate stagioni, Desiderio Noto si era reso protagonista di messaggi viscerali, capaci di infiammare l’ambiente alla vigilia di crocevia sportivi fondamentali. Il copione si ripete oggi, con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: “Domenica 1 marzo, tutti al fianco del nostro Catanzaro! L’US Catanzaro 1929 chiama. Lo Stadio Nicola Ceravolo risponde”.
La disamina di Noto inquadra perfettamente il peso specifico del match contro i ciociari. Non si tratta di una semplice tappa del lungo calendario di Serie B, ma di un vero e proprio scontro diretto per l’egemonia delle zone alte: “La sfida contro il Frosinone Calcio non è solo una partita. È battaglia. È orgoglio. È appartenenza”. Un messaggio che mira a compattare tutto l’ambiente, dai gradoni della Curva Massimo Capraro fino alle tribune, esigendo un’unità d’intenti totale.
Un Ceravolo formato bolgia: il fattore dodicesimo uomo
Il fulcro dell’intervento dirigenziale si sposta poi sull’impatto ambientale che l’impianto di via Paglia dovrà garantire per supportare l’undici guidato da Alberto Aquilani. La richiesta è quella di un tifo incessante, capace di condizionare agonisticamente l’avversario e moltiplicare in modo esponenziale le energie dei padroni di casa. “Il popolo giallorosso deve essere un muro. Un’onda. Un tuono che scuote ogni zolla del Ceravolo. Cantiamo dal primo all’ultimo minuto”, ha incalzato Noto.
La visione del vicepresidente è chiara: ogni singolo episodio della gara dovrà essere accompagnato e amplificato dalla spinta del pubblico. “Trasformiamo lo stadio in un inferno dove ogni contrasto vinto è un boato, ogni pallone recuperato è un segnale, ogni gol è un’esplosione d’amore per questi colori. Catanzaro non molla. Catanzaro combatte. Catanzaro siamo noi. Domenica 1 marzo, portate voce, cuore e bandiere. Facciamo sentire che qui si gioca in dodici”.
Sinergia totale: l’abbraccio degli ultras a San Floro
L’appello societario non cade certo nel vuoto, ma si inserisce in un ecosistema di euforia collettiva già ampiamente tangibile. La tifoseria organizzata ha infatti già raccolto il guanto di sfida, annunciando una massiccia presenza al centro sportivo di San Floro in occasione della seduta di rifinitura. Un rito collettivo per caricare la squadra a poche ore dal match, dimostrando come la sintonia tra club, squadra e tifosi sia ormai ai massimi storici per una partita che travalica i semplici calcoli di classifica.
L’onda lunga di questo entusiasmo, alimentata dalle parole forti e chiare di Desiderio Noto, produrrà inevitabilmente un’ulteriore impennata al botteghino, blindando di fatto il “Ceravolo” verso il tutto esaurito. Per il Catanzaro, la sfida al Frosinone rappresenta l’esame di maturità definitivo per consolidare il proprio status. L’obiettivo realistico, arrivati alla ventisettesima giornata con questo slancio, è cementare un piazzamento privilegiato nella griglia playoff sfruttando la forza dirompente del fattore campo. Se i giocatori di Aquilani sapranno replicare sul prato verde l’intensità richiesta dalla dirigenza e garantita dagli spalti, il finale di stagione delle Aquile potrà regalare scenari sportivi di primissimo livello.
