martedì 17 Febbraio 2026

Aquilani: “Vittoria enorme, sofferta e meritata. Modena da Serie A”

Nel post-gara del “Braglia”, Alberto Aquilani analizza con lucidità e franchezza la rimonta del suo Catanzaro, capace di ribaltare lo svantaggio e battere il Modena 1–2. Le sue parole – dense, tecniche, a tratti emozionate – raccontano la complessità della sfida e il peso di un successo conquistato contro una delle squadre più fisiche e strutturate della Serie B.

Di seguito la ricostruzione integrale delle sue dichiarazioni.


“Il Modena mi ha impressionato: ritmo da Serie A, differenza fisica enorme”

Aquilani parte da un’analisi molto chiara del valore dell’avversario:

“È un valore enorme per tanti motivi. Abbiamo affrontato una squadra che mi ha davvero impressionato: per forza, per gamba, per intensità. Ho visto un livello che si avvicina a quello della Serie A. Contro giocatori così, fisicamente così forti, la partita per noi era estremamente difficile.”

Il tecnico spiega perché:

“Noi abbiamo altre caratteristiche, non possiamo fare braccio di ferro con loro. Non c’è storia sul piano fisico. Stavamo comunque conducendo una buona partita, pur con difficoltà: loro facevano un passo dove noi ne dovevamo fare tre. Questa differenza di gamba ti mette in difficoltà.”

Per questo ha chiesto una partita “mentale” più che atletica:

“Ho chiesto di essere maniacali nella precisione: prendere il tempo, controllare orientato, sbagliare il meno possibile per metterli in difficoltà.”


“Siamo stati bravi, non solo fortunati. Gli episodi oggi sono girati dalla nostra parte”

Sul piano agonistico Aquilani è soddisfatto:

“Abbiamo fatto una partita seria anche dal punto di vista fisico. Non era facile competere con loro. È vero che qualcuno dirà che siamo stati fortunati, ma per me siamo stati bravi. Il calcio lo decidono gli episodi: oggi li abbiamo portati dalla nostra parte.”

Fondamentale la reazione dopo il gol subito:

“Non abbiamo mollato quando abbiamo preso gol. Non abbiamo smesso un secondo di credere nel nostro lavoro. Oggi il calcio ci ha premiato. Tante altre volte siamo stati sfortunati noi.”


“Dobbiamo fare entrambe le fasi. Basta un dettaglio e rovini tutto”

Aquilani non nasconde che ci siano ancora aspetti da migliorare:

“Contro giocatori così devi fare entrambe le fasi ad alto livello. Dentro la partita ci sono state tante cose buone, ma anche errori. Se prendi gol all’ultimo minuto su un contropiede, al 95’, stiamo qui a parlare di altro. Dobbiamo stare molto attenti, altrimenti rischi di rovinare una vittoria importantissima.”


“Siamo in crescita da 6-7 partite. Ora testa all’Avellino”

Il tecnico valuta il momento generale:

“Abbiamo messo altri punti in cascina per il nostro obiettivo, che è molto chiaro. Stiamo facendo molto bene da 6–7 partite: crescono le prestazioni e crescono i risultati. Ma questa è una categoria dove non devi mollare un centimetro, perché il pericolo è sempre dietro l’angolo.”

Poi lo sguardo corre già al prossimo impegno:

“Ora testa all’Avellino: dobbiamo fare una grande partita per dare continuità a questa vittoria.”

E non manca un pensiero ai tifosi:

“Il nostro pubblico è straordinario. Spesso è tornato a casa scontento, oggi gli abbiamo regalato gioia. Il viaggio di ritorno sarà lungo ma felice.”


“Mi porto dietro la sofferenza: oggi serviva sacrificio totale”

Aquilani insiste su un concetto fondamentale:

“Mi porto via tante cose. Prima di tutto il risultato, che è fondamentale per credere in quello che facciamo. Poi mi porto via la sofferenza: oggi ho chiesto ai ragazzi proprio questo. Dovevano essere disposti a tornare a casa coi crampi. Per competere con questi giocatori devi dare qualcosa in più.”

E aggiunge:

“Il Modena oggi mi ha impressionato. Abbiamo trovato ciò che serviva e siamo stati premiati.”


“Cisse lavora da centrocampista vero. Pittarello ci dà tanto. Tutti hanno sofferto”

Sui singoli, Aquilani approfondisce:

“Pittarello ci sta dando tanto. Era una soluzione che avevo pensato anche dall’inizio.”

E su Cissé:

“Cisse lavora da centrocampista. Per me può diventare un grande centrocampista. Ha 19 anni, deve crescere, ma ha caratteristiche importanti.”

Il tecnico apprezza la risposta di tutto il gruppo:

“Oltre a loro, sono stati bravi tutti. Oggi abbiamo sofferto, e io mi prendo un po’ tutto questo, perché i calciatori stanno dentro il campo e soffrono. Hanno avuto coraggio e sono andati a testa alta. Questo mi rende felice.”


“Capelli bianchi? Normale. Sto facendo la mia strada, sbagliando e imparando”

Aquilani chiude con una riflessione personale, legata al paragone con allenatori più esperti:

“La differenza è nei capelli: chi ce li ha neri forse è più sereno, chi li ha bianchi – io ne ho qualcuno – è più stressato… e io non me li tingo.”

Poi aggiunge:

“È una domanda difficile. Chi ha giocato ad altissimi livelli può avere dei vantaggi iniziali. Io non li avevo: sono partito dall’Under 18, tre anni di Primavera, poi ho fatto la mia strada.”

La sintesi del suo percorso:

“Sapevo che per diventare allenatore dovevo sbagliare, lavorare, capire se quello che pensavo potesse funzionare. Non basta aver giocato: devi dimostrare, devi fare risultati. E se non li fai, è uguale per tutti. Forse anche peggio.”

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