domenica 25 Gennaio 2026

“L’abito sia servizio, non vanto”: il monito di Mons. Maniago alla celebrazione di San Giovanni Evangelista

Una celebrazione sobria e solenne, ma anche gioiosa e partecipata, quella di domenica 11 gennaio, nel corso della quale, alle ore 12:00, presso Parrocchia San Giovanni Battista – Catanzaro, la Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista ha commemorato la festa del proprio compatrono, San Giovanni Evangelista.

L’atteso evento liturgico, posticipato rispetto alla fisiologica data del 27 dicembre, è stato officiato da Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, e concelebrato da una pluralità di autorevoli presbiteri, fra i quali Mons. Salvino Cognetti, parroco di San Giovanni, Vicario Generale diocesano e Padre spirituale dell’Arciconfraternita, Mons. Mauro Cozzoli, Prefetto delle Chiese Unite dell’Arcibasilica lateranense, Mons. Patrick Valdrini, canonico del Capitolo di San Giovanni in Laterano e Mons. Sergio Giuseppe Ciucci, Maestro delle Cerimonie dell’Arcibasilica lateranense ed altri sacerdoti della nostra Arcidiocesi che fanno parte dell’Arciconfraternita.

In apertura, gli indirizzi di saluto del Priore, Cavaliere Luigi Merante Critelli, il quale, nel proprio discorso, dopo aver ringraziato tutti i presenti, ivi compresi i rappresentanti del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – Duca di Calabria (ramo spagnolo) e del Lions Club “Catanzaro Termesa”, ha diffusamente evocato quelle «periferie esistenziali» tanto amate dal compianto e indimenticato Papa Francesco: poveri, infermi e, più in generale, sofferenti. Nella vicinanza a tali categorie di persone – ha sottolineato il Priore – ognuno di noi riesce a ritrovare il Signore e, per tale ragione, tutte le iniziative intraprese dall’Arciconfraternita rappresentano veri e propri “ponti” per giungere alla grandezza di Gesù Cristo.

Durante la celebrazione eucaristica, davvero emozionante e pregna di intimo significato l’omelia di Mons. Maniago, il quale ha inteso veicolare un potente e saggio monito all’indirizzo dei fedeli e, segnatamente, di coloro i quali si apprestavano ad essere ammessi nel sodalizio: l’abito confraternale – mutuando le parole dell’Arcivescovo – giammai deve rappresentare uno “strumento” volto a rivendicare una qualche forma di superiorità o primazia sul prossimo, ma deve essere indossato con umiltà e spirito di servizio, al precipuo fine di perseguire quei valori cristiani di carità e fraternità propri dell’Arciconfraternita.

Nella parte terminale della cerimonia, lo stesso Arcivescovo e il Prefetto di Catanzaro, dottor Castrese De Rosa, assieme ad altri undici nuovi confratelli, sono stati accolti nel prestigioso sodalizio.

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