Il calcio giovanile dovrebbe rappresentare il laboratorio ideale dove forgiare non solo i talenti tecnici del futuro, ma soprattutto i valori etici e comportamentali degli atleti di domani. Purtroppo, quanto andato in scena nel fine settimana durante la sfida tra le formazioni Under 16 di Catanzaro e Juve Stabia rappresenta una pagina nerissima che esula dalle normali dinamiche agonistiche.
A documentare i gravissimi episodi che hanno macchiato il match, chiuso sul punteggio di 2-2, è stato il portale specializzato Sprint e Sport.
La cronaca di un finale surreale: calci, sputi e rossi a raffica
Quella che doveva essere una normale e intensa partita di campionato giovanile si è trasformata, al triplice fischio dell’arbitro Pisciuneri (sezione di Crotone), in un parapiglia inaccettabile, tra calci, sputi e rossi a raffica.
La gravità della situazione ha costretto la terna arbitrale a un intervento drastico, con un’impressionante sequela di cartellini rossi. Il referto finale parla chiaro: ben sette giocatori espulsi. Le prime avvisaglie di nervosismo si erano palesate al 30′ della ripresa con le espulsioni di Scarfone (Catanzaro) e Musto (Juve Stabia), ma è a gioco fermo che la situazione è definitivamente degenerata, costando il rosso a Provenzano e Monterosso per i padroni di casa, e a Scotti, Gallifuoco e Amaro per la formazione campana.
Il giallo tattico-normativo: il caso del “giocatore fantasma”
Come se la rissa non fosse un elemento sufficientemente grave, il match si porta dietro anche uno strascico di natura puramente regolamentare che potrebbe avere ripercussioni sul risultato omologato. Il Catanzaro ha infatti sollevato il caso di un “giocatore fantasma” tra le fila avversarie.
Tutto nasce al 42′ della ripresa, momento in cui, stando al rapporto di gara, è subentrato per la Juve Stabia il calciatore Guido Amato con la maglia numero 18. Il problema, secondo quanto riportato dal Catanzaro, è che la maglia numero 18 non figurava affatto nella distinta ufficiale, e il giocatore è sceso in campo indossando la numero 14.
La partita: un 2-2 spettacolare macchiato dalla tensione
Al netto delle intemperanze e delle questioni burocratiche, i 90 minuti (o meglio, gli 80 minuti previsti per la categoria) avevano offerto spunti calcistici di ottimo livello.
Dopo un primo tempo a reti bianche, la ripresa si era infiammata fin dalle prime battute: la Juve Stabia aveva sbloccato l’incontro al 3′ con Agrillo, innescando la reazione veemente del Catanzaro. I ragazzi guidati da mister Augusto, tra il 23′ e il 29′, avevano ribaltato l’inerzia tattica del match grazie ai gol di Barbarino e Pulito. Quando la vittoria sembrava ormai in cassaforte per i padroni di casa, il guizzo di Castiello al 40′ fissava il punteggio sul definitivo 2-2.
Un pareggio pirotecnico che avrebbe meritato di essere archiviato come una bella espressione di calcio giovanile, e che invece passa agli archivi per una pagina di cronaca che tutto l’ambiente giallorosso (e non solo) si augura di non dover più commentare.
